Google Maps si arricchisce di Street View, una funzionalità che già altri servizi analoghi avevano, ma lo fa con il solito stile googliano, rasentando la perfezione, pur essendo stata presentata solo ieri da Stephen Chau, Product Manager di Google Maps, nel blog ufficiale Google LatLong.
Chi volesse provare l’ebbrezza di percorrere le vie di alcune città statunitensi (per ora non è disponibile nessuna città europea) deve recarsi sulla versione inglese maps.google.com e cercare in una delle seguenti città: San Francisco, New York, Las Vegas, Miami o Denver. A questo punto è sufficiente cliccare sul tasto “Street View New!“ accanto agli ormai conosciutissimi Traffic, Map, Satellite e Hybrid e il gioco è fatto.
Sulle città suindicate appariranno, infatti, delle piccole macchinette fotografiche su ognuna di queste città, che zoomando, si tramutano in un simpatico omino arancione sulle strade della città. L’omino arancione rappresenta voi stessi, mentre le strade bordate di blu indicano quelle su cui è possibile vedere la città dal livello stradale. Cliccando sull’omino arancione, infatti, si apre il classico fumetto di Google Maps con all’interno una foto panoramica e navigabile a 360° della città in quel punto. E’ anche possibile usare lo zoom e ingrandire il fumetto fino a occupare tutta la pagina.
Un po’ per prendere appunti, un po’ perché spero che possa essere utile a qualcun altro, pubblico una serie di definizioni che possono essere utili per chi si approccia, come me, per la prima volta alla programmazione ad oggetti. Beh, veramente lo facevo già una decina di anni fa, quando programmavo in Visual Basic, ma siccome non me ne rendevo conto… ora mi sono messo a studiare un po’ di teoria!
Come vedremo, il problema di definire gli elementi logici della programmazione ad oggetto è che spesso queste definizioni racchiudono riferimenti circolari che rendono il tutto (per fortuna solo apparentemente) un po’ tautologico. Per spiegare i concetti astratti tipici della programmazione ad oggetti, scriverò, sotto ogni definizione, un esempio ispirandomi alla mela che ho ora accanto al computer.
Innanzitutto definiamo un oggetto (object):
L’oggetto è una istanza di una classe. La mela (oggetto) che ho qui sul tavolo è una (istanza) delle tante mele (classe) che possono esistere.
Anche se non avete capito, memorizzatelo e andiamo avanti, le prossime definizioni vi chiariranno le idee. La definizione di oggetto racchiude due nuove parole, istanza e classe. Vediamo cosa è una classe (class):
La classe è una categoria di oggetti. Le mele (classe) costituiscono una categoria di prodotti ortofrutticoli (oggetti).
Questo è già più chiaro. Ma veniamo alla definizione di istanza (instance):
L’istanza è l’oggetto considerato rispetto alla classe di appartenenza. Questa particolare mela che ho sul tavolo (istanza) è un esempio di mela (oggetto) della categoria di prodotti ortofrutticoli chiamati mela (classe).
Ecco invece cosa si intende per variabile d’istanza (instance variables)
Una variabile d’istanza è una variabile associata all’istanza di una classe. il numero di semi (variabile d’istanza) nella mela è associato alla particolare mela (istanza) che è qui sul tavolo
Infine, cosa sono i metodi? Ecco la definizione:
Un metodo è l’azione che può essere eseguita da (o su) un oggetto. La mela (oggetto) può marcire (metodo) o essere sbucciata (altro metodo).
Considerazioni finali
In conclusione vorrei sottolineare come l’uso che viene fatto dell’astrazione del concetto di oggetto (e di tutti gli altri concetti che compongono la struttura della programmazione ad oggetti) sia, a mio modo di vedere, molto simile all’astrazione che si incontra in meccanica quantistica. In entrambi i campi di costruisce una teoria fatta di strumenti logici astratti, molti dei quali non hanno nemmeno una interpretazione fisica (o informatica) chiara e definita, ma che vengono egregiamente usati nella realtà delle cose quando l’astrazione viene riportata nell’applicazione pratica. Un percorso dal concreto all’astratto e di nuovo al concreto che possiede un indubbio fascino.
Sono commosso. Ecco a voi l’output della mia prima applicazione per Mac:
[Session started at 2007-05-28 02:13:20 +0200.]
2007-05-28 02:13:21.497 justatry[27788] Hello, World!
justatry has exited with status 0.
Il programma si chiama justatry (trad. “solo una prova”) ed è stato realizzato grazie a Xcode.
Ovviamente si tratta della riedizione del classicissimo “Hello, World!”, onnipresente in tutte le guide per principianti di qualsiasi linguaggio di programmazione, Objective-C compreso. E non solo: anche il titolo del primo post di una fresca installazione di WordPress è di default “Hello, World!”.
La pagina di Wikipedia dedicata a questa famosissima stringa di testo raccoglie numerosi esempi di codice per la sua visualizzazione, di cui 70 linguaggi di programmazione per console (es. Objective-C o Fortran), 22 in ambiente grafico (es. X Windows o Delphi), 6 in ambiente grafico basato su un browser (es. JavaScript o XUL) e 5 in linguaggi di markup o di formattazione (es. HTML o LaTeX).
Infine vi suggerisco di dare un’occhiata alla divertente carrellata di codici d’esempio intitolata “Come varia il modo con cui la gente codifica “Hello World” in base alla loro età e professione”.
Nel realizzare questo videotutorial, Alboha dato il meglio di sé. Non nel senso che normalmente il disegnare strisce non sia “il meglio di sé”, ma piuttosto ne senso che lo ha “dato” a tutti noi! Ha infatti realizzato in interessantissimo ed esaustivo videotutorial per mostrare la propria tecnica di colorazione delle sue strisce di MoStrip, spiegando passo passo le tecniche usate e anche le motivazioni che stanno dietro a queste tecniche.
Il videotutorial è disponibile su Google Video in due parti, una da 18 min e una da 27, e mostrano come, a partire dall’immagine scansionata del fumetto si possa realizzare una colorazione completa in modo efficacie. Albo parte da un disegno ripassato a china (realizzato partendo da un disegno fatto a matita), scansionato e caricato su Photoshop. Si comincia con la sovrapposizione di un livello trasparente e con la selezione rettangolare delle vignette per colorare il cielo con un gradiente di colore. Poi si passa all’uso di un pennello per riempire le varie parti dei personaggi e degli oggetti di scena, avendo cura di utilizzare sempre uno stesso set personalizzato di colori, in modo da dare al fumetto un’impronta ben precisa anche dal punto di vista cromatico.
Da informazioni esclusive (spero che ad Albo non dispiaccia che le divulghi), posso dirvi che la realizzazione di una intera striscia può portare via dalle 3 alle 5 ore complessive di lavoro, partendo da zero, ovverosia dal concepimento dell’idea e della sceneggiatura alla striscia completa. Inoltre, nonostante i balloon siano realizzati a mano (per renderli meno regolari possibile), il lettering (ovvero lo scrivere le battute dentro i balloon) è realizzato al computer, anche se da poco tempo che Albo non esegue più questa operazione a mano.
Per soddisfare il resto della vostra curiosità vi lascio alla visione dei due videotutorial.
Personalmente però mi sento di dissentire completamente con le conclusioni che vengono proposte. Innanzitutto, riguardo Wikipedia, non si può pretendere che tutti gli utenti siano esperti o in grado e con la voglia di scrivere articoli enciclopedici.
Riguardo la cosiddetta regola dell’1:10:89, ovvero che l’1% contribuisce attivamente con propri contenuti, il 10% partecipano di tanto in tanto alle attività minime della vita di community (commento, ranking, tagging), il restante 89% fruiscono passivamente, bisogna tener semplicemente conto che senza l’89% passivo non avrebbe assolutamente nessun senso il lavoro dell’1% attivo.
Si accenna poi alle cordate e le alleanze dei top-user di digg per far apparire in homepage solo quelle notizie gradite ad una ristretta cerchia di utenti produttivi e organizzati. Anche se la situazione è certamente questa, non bisogna dimenticare che queste cordate possono essere, in qualsiasi momento, completamente spazzate via dalla moltitudine non-top: questo è il senso democratico della rete, non la falsa convinzione che tutti in qualsiasi momento contribuiscano a tutte le community online.
Un commento all’articolo di Antonio afferma che “i contenuti che fanno il giro del web sono in realtà quelli proposti da una minoranza di utenti” e che quindi vengono riportati in cascata da altri blogger. Come risponde Antonio stesso in un commento successivo, si tratta di un processo normale e che tende a premiare le notizie interessanti. Inoltre bisogna considerare che questo fenomeno rimanda alla mia precedente considerazione che non tutti possono produrre contenuti originali, ma sopratutto se tutti producessero nessuno usufruirebbe e internet non avrebbe senso.
Infine, e questo credo sia innegabile, nessuno impedisce agli utilizzatori passivi di passare a produrre contenuti e viceversa, smontando così le pseudo lobby (meritocratiche o no ) che si sono instaurate nel tempo grazie al peso numerico di tutti gli altri utenti.
Dopo tre settimane dall’ufficialità della notizia, ecco che nello store online di DELL spuntano i primi modelli (due desktop e un portatile) con Ubuntu 7.04 preinstallato. Fin’ora il secondo più grande distributore di computer del mondo aveva privilegiato solo sistemi Microsoft, seppur nella duplice scelta XP e Vista (per coloro che non volessero spendere soldi in più per un sistema operativo di cui si devono ancora scoprire le qualità nascoste, forse fin troppo nascoste).
L’annuncio dell’inizio delle vendite è stato dato dal sito ufficiale di Ubuntu tramite l’immagine che vedere riprodotta a inizio articolo. Se però vi recate nella pagina dedicata all’acquisto di computer con sistemi Open Source, troverete non solo la possibilità compare un computer con Ubuntu preinstallato, ma anche con FreeDOS, un sistema operativo della famiglia DOS (Disk operating system, da non confondere con le Daughter of Satan) e privo di interfaccia grafica.
Confronto PC DELL Vista / Ubuntu
Il confronto tra i modelli con Vista e i corrispondenti con Ubuntu non è facilitato dall’impaginazione di DELL, probabilmente tesa proprio a nascondere le differenze, ma dopo un po’ lotta ecco i risultati (in grassetto le differenze):
Tweetvolume è un servizio molto semplice che permette di confrontare l’uso di un massimo di 5 termini all’interno di Twitter. Si è quindi in grado di fare un istantanea delle discussioni più hot del momento o semplicemente dei termini più usati. Non è indicato quanto è ampio l’intervallo di tempo su cui è effettuata la ricerca, ma da alcune mie prove, risulta che vengono scansionati gli ultimi 574.000 twitts.
Ecco alcune classifiche curiose, a cominciare da quella fra alcuni twitters (vedi figura in alto):
Secondo quanto riporta TUAW, a Settembre potrebbe sorgere il secondo Apple Store d’Italia dopo quello di Roma EST. La località in cui è in programma sarebbe Marcianise, in provincia di Caserta (qui la google map relativa).
Pare che però l’edificio in cui dovrebbe sorgere questo nuovo Apple Store non sia stato ancora completato. Qualcuno sostiene che al sud d’Italia non c’è quasi per niente una mac-cultura (cosa su cui mi sento di dissentire), ma se anche così fosse sarebbe per una bassa informatizzazione e quindi ci sarebbe una bassa percentuale di computer in generale (non solo mac). Se quindi questo Apple Store dovesse veramente sorgere a Marcianise, la Apple avrebbe un’ottima occasione per incentivare e diffondere l’uso dei computer e dei sui Mac in particolare.
Ad ogni modo, questa notizia, riportata anche da ifoApple, fa coppia con quella secondo la quale il 4 Novembre prossimo, sorgerà a Roma un Apple Store dedicato esclusivamente al comparto iPod e sorgerà all’interno del Warner Village Cinemas di Parco de’ Medici, nella zona sud-est della città.
La data di inaugurazione dell’Apple Store di Marcianise sarebbe il 21 Settembre, secondo setteB.it che riporta anche alcune foto del centro commerciale in via di costruzione che dovrebbe ospitate l’Apple Store.
Dopo un paio di post un po’ goliardici, torno nei ranghi e faccio la persona seria, rispolverando la mia passione per la scienza. In questo post voglio quindi mostrarvi la miglior presentazione scientifica di sempre. Non sto scherzando, si tratta di una applauditissima presentazione ad un convegno scientifico che ha avuto un successo senza pari. Buona visione:
La presentazione che avete appena visto in video è di Doug Zongker (qui la sua homepage), tratta dal suo lavoro intitolato “Chicken Chicken Chicken: Chicken Chicken” e pubblicato negli Annals of Improbable Research nel Volume 12, Number 5, September-October 2006, pp. 16-21(6). L’abstract è: “Chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken.”
Per chi volesse vederla con chiarezza è scaricabile qui in formato powerpoint ed è disponibile, come in ogni lavoro scientifico che si rispetti, anche l’articolo corrispondente in formato pdf. Maggiori informazioni sull’articolo le trovate qui.
Come già detto, l’articolo è stato pubblicato dalla Improbable Research che è la stessa che ogni anno assegna i famosi IgNobel.
Bayle, commentando alcuni precedenti twitts, ha scritto su Twitter: “twitter non è un nuovo strumento di comunicazione, twitter è un nuovo strumento di generazione di pazzia”. Ispirato dal commento, ho cercato comunicazione sul mio personale Twittarelli e ho trovato:
comunicazione: s. f.1. il tentare di diffondere le proprie idee illudendosi che gli altri stiano a sentire 2. follia 3. cartapesta blu
Incuriosito invece da un intervento di catepol: “LOLLA pensando a cosa scriverete su ”, ho cercato lollare, di cui lolla è ovviamente voce del verbo, e ho trovato:
lollare: v. intr.1. ridere a crepapelle 2. crepare a ridarelle 3. sorbire plutonio
Ovviamente, in onore della twitter più seguita nella twittersfera italiana (per chi non lo avesse capito, sto parlando ancora di catepol), la cui biografia recita : “Multitasking girl in a multitasking world”, c’è una voce nel Twittarelli a lei dedicata:
catepollare: v. intr.1. usare una infrastruttura informatica in modalità multitasking 2. grattare cereali
infine, confuso ha proprio oggi scritto “sta per uscire, si mette il cappotto e il basco di lana.”, in perfetto stile confuso dal momento che siamo in un clima subtropicale. Allora mi son detto: “perché non cercare anche confuso sul Twittarelli?” Ecco la definizione che ho trovato:
confuso: p.pass, agg.1. disordinato 2. che manca di chiarezza 3. non termoregolato 4. suono di bambu
Nota bene: il dizionario Twittarelli potrebbe non esistere. Se ne trovate una copia in una libreria, potreste non essere in una vera libreria.
AGGIORNAMENTO 24/5/2007:
Sibberio, riferendosi a Twitter ha detto: “funzionasse bene sarebbe anche più divertente… io sono nato confuso… ”, per cui ho dovuto ricontrollare subito la definizione di confuso, e guardate cosa ho trovato:
confuso: p.pass, agg.1. disordinato 2. che manca di chiarezza 3. non termoregolato 4. suono di bambu 5. sibberio
Incredibile, nevvero?
Siccome confuso stesso è fonte di ispirazione, e siccome ha recentemente detto “si laurea in micologia e comincia a stilare l’inventario di tutte le specie fungine conosciute al mondo.” ho cercato micologia, e ho trovato questa definizione:
micologia: s.f. 1. branca della botanica dedicata allo studio dei funghi 2. formattare hard disk
Ma non è tutto, ovviamente. Confuso ha anche twittato la seguente: “consulta distrattamente i quadri morfologici del dizionario pensando all’ultimo romanzo di Calasso e ai madrigali fiamminghi.” ed io, incuriosito dalla parola madrigale ho cercato e trovato questa definizione sul Twittarelli:
madrigale: s.m.1. composizione in versi di contenuto amoroso 2. frase gentile 3. pensiero con morfologia confusa 4. capra maschio
AGGIORNAMENTO 25/5/2007:
Dopo l’affermazione di Gpessia: “lavoricchia, in questi giorni poca net-life … è in ferie forzate (dalla rete) – maledetta tiscali -te la farò pagare”, ho deciso di cercare la parola lavoricchiare, ed ho trovato:
lavoricchiare: v. intr. lavorare a bassa intensità 2. lavorare lenticchie 3. mela cotogna
Ma la ricerca più interessante della giornata è stata quella della parola font, dopo che lo stesso GPessia si fosse posto l’amletico dilemma “maschile o femminile? http://www.accomazzi.net/TfaqI1304.html”. Ed ecco cosa ho trovato:
font: s.m., f. e neutro inv.1. insieme completo di caratteri di uno stesso tipo 2. creatura mitologica sia maschio che femmina che eunuco
AGGIORNAMENTO 29/5/2007:
Come spesso accade, confuso è un’ottima fonte d’ispirazione… ehm.. volevo dire un ottimo stimolo a fare ricerche sul Twittarelli. Infatti egli ha recentemente dichiarato che ” pratica il bullismo su se stesso (e posta il video su Youtube)”, ed ho quindi trovato la definizione di bullo:
bullo: s.m., agg.1. uomo, spec. giovane, che si comporta con arroganza e prepotenza 2. regista cinematografico alle prime armi 3. carciofo
Ho anche avuto il piacevole sospetto che il successivo update di confuso non fosse del tutto indipendente dalla definizione da me trovata: ” fonda l’associazione “per la Salvaguardia del Carciofo d’Estate”, di cui per ora è presidente e l’unico iscritto.”
AGGIORNAMENTO 11/6/2007:
Eh, lo so, confuso mi ispira sempre… eccolo dichiarare: “sta facendo sci d’acqua con l’elicottero, nella sua piscina privata.” Di buona lena mi metto a cercare la definizione di elicottero:
elicottero: s.m.1. aeromobile a rotori orientabili 2. insetto della sottoclasse dei pterigoti 3. batterio gastrico 4. luppolo
Ma non mi sono fermato a ciò… ho fatto partire un contest: “chi capisce il significato occulto dietro alla definizione 3. di elicottero vince un link sul mio blog ”. Poco dopo la lesta Viola mi ha scritto un messaggio privato andando vicinissima alla soluzione “vengono definiti così x hanno la forma dell’elica o rotore mi pare…ma non ci scommetterei lo stesso”. Il simpatico Sibberio si allontana dalla soluzione ipotizzando “trattasi di espulsione d’aria?”… ma la mitica Catepol centra in pieno il bersaglio spiegando che si tratta dell’Elicobacter pilori (genere Helicobacter), responsabile dell’ulcera. Per la precisione Catepol scrive “helico bapter”, ma possiamo considerare ugualmente la risposta esatta
AGGIORNAMENTO 25/6/2007:
Oggi catepol ha detto: “appena rietrata dalla capitale con due piedi gonfi da morsi di pappataci”, non conoscendo questi pappataci ho pensato di cercarlo nel Twittarelli ed ecco cosa ho trovato:
pappataci: s.m.inv.1. nome comune degli insetti del genere Flebotomo 2. persona pusillanime 3. persona che mangia in silenzio
AGGIORNAMENTO 29/6/2007:
Oggi torniamo al buon vecchio (sperando che non si offenda) confuso che ha dichiarato: “prepara l’altare per il sabba.” Cercando sabba sul Twittarelli, ho trovato questa definizione:
sabba: s.m.inv. 1. convegno notturno di demoni e streghe 2. pandemonio 3. venerdì sera