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Archivio per maggio, 2007

…and I pronounce Boliboop as “Boliboop”

22 maggio 2007 , di Boliboop

Giusto per dirimere una diatriba millenaria riguardo la corretta pronuncia del nome di questo blog, vi faccio ascoltare come lo pronuncio io. Vi avverto che non è, come invece molto pensano, “bolibup”, “bollibop” o addirittura “pollipop” (anche lollipop, vedi i commenti).
Ah, dimenticavo di dirvi che ovviamente il motivo principale è che mi piace un sacco scimmiottare infantilmente Linus Torvalds.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto di me che dico «Hello, this is Davide and I pronounce Boliboop as “Boliboop”» (ovvero: Ciao, sono Davide e pronuncio Boliboop come “Boliboop”)

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

[ispirato da pollycoke]

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Geekissimo regala un iPod Shuffle

21 maggio 2007 , di Boliboop

Geekissimo regala un iPod Shuffle, e lo fa con un contest che gli porterà certamente molti accessi dal momento che per partecipare bisogna segnalare il contest stesso sul proprio blog e lasciare un commento su Geekissimo (regola 2).

Io ho voluto partecipare (ed anche per questo che scrivo questo post) anche se mi chiedo se si possano davvero fare concorsi su internet senza una qualche autorizzazione (magari ce l’ha, ma non ne parla nel post). Ad ogni modo anche il sistema di estrazione mi lascia perplesso, regola n. 3:

“Il vincitore sarà estratto a sorte tra tutti i partecipanti, ad ognuno verrà assegnato un numero da 1 a 90, e sarà l’estrazione del lotto sulla ruota di Roma (la prima successiva alla fine del contest), a designare il vincitore.”

Sono quindi ammessi solo 90 partecipanti? E il numero assegnatoci dipende dall’ordine con cui si è commentato sul sito di Geekissimo (in ossequio alla regola 2)? Se è così sono fortunatissimo… sono il 90esimo :mrgreen:

Insomma, questo concorso non mi convince, ma visto che non costa nulla ho voluto provare. Certo che se è così facile fare migliaia di accessi, lo regalerò anch’io un iPod!

Ah, la regola 2 non obbliga a parlare di questo concorso in modo entusiastico, altrimenti sarei già squalificato :wink:

AGGIORNAMENTO: l’autore del concorso specifica: “SE SIETE PIU’ DI 90 ASSEGNERO’ COMUNQUE UN NUMERO A TUTTI QUANTI E FARO’ UN ESTRAZIONE IN DIRETTA TRAMITE USTREAM.TV COSì VEDRETE CON I VOSTRI OCCHI L’ESTRAZIONE”

Considerando che il contest scade il 3 giugno, ho l’impressione che arriveremo facilmente sui 300-400 concorrenti. Arrivare pelo pelo entro i novanta non mi ha minimamente garantito una probabilità di vittoria almeno decente di 1/90, e sarà molto più difficile vincere l’iPod :sad:

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Catalogare i propri libri: aNobii

21 maggio 2007 , di Boliboop

anobii.pngaNobii è un nuovo servizio web 2.0 (ovviamente in beta) che serve soprattutto a catalogare facilmente i propri libri ma anche a scoprirne di altri, grazie alla possibilità di visualizzare velocemente le librerie di utenti con gusti simili ai nostri.

Ogni libro può essere catalogato inserendo il titolo o il codice ISBN (di solito stampato sul retro di ogni libro, in basso a destra). Una volta inserito nella libreria (o shelf, mensola), iNobii provvederà a procurarsi la copertina e l’utente potrà inserire i dati relativi alla propria esperienza con tale libro. Si va dal luogo, data e prezzo dell’acquisto, dallo status (non iniziato, in lettura, finito, non finito, raccomandato), la valutazione (lo adoro, non male, così-così, brutto), i tag, il commento, il prestito e la commerciabilità (per vendite o scambi).

Le informazioni, che automaticamente vengono importate riguardo i libri aggiunti alla propria libreria, provengono dal catalogo Amazon (così sembra) e comprendono titolo, autore, descrizione e dettagli (numero di pagine, pagine, codice ISBN, editore e prezzo).

Infine segnalo che ogni libreria è dotata di feed RSS per seguire i libri letti, acquistati o consigliati da un certo utente, ma è anche possibile sottoscrivere un feed dei nuovi libri dei propri amici, i nuovi utenti con gusti simili ai nostri, i libri raccomandati e altro ancora.

La mia pagina personale è http://www.anobii.com/people/boliboop/ ma è possibile vedere un libro a caso della mia libreria tramite il widget che ho messo nella sidebar in homepage (è possibile impostarlo per mostrare un numero superiore di libri e in ordine cronologico a partire dai più recenti).

(segnalato da twitter/melamorsicata)

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La Luna ha spento le Stelle

20 maggio 2007 , di Boliboop

lunarossa-oracle2.jpg

Valencia: Luna Rossa è approdata in finale della Luis Vuitton Cup dopo aver battuto per 5-1 l’equipaggio di BMW Oracle, la barca statunitense che alla vigilia godeva del favore dei pronostici. Chi vincerà la finale di Luis Vuitton Cup sarà lo sfidante di Alinghi, la barca svizzera detentrice della Coppa America.

L’arma vincente di Luna Rossa, oltre ovviamente ad una imbarcazione velocissima e a un’organizzazione di squadra invidiabile, è stata il timoniere James Spithill, terribile 27enne che già aveva partecipato alla Coppa America nel 2000 e che si è visto riconosciuto il talento da Francesco de Angelis, già timoniere ed ora skipper di Luna Rossa, che gli ha ceduto il posto.

Il vero e proprio KO di questa semifinale (al meglio delle 9 regate) è stata però la partenza della quinta regata, quella che ha decretato il 4-1 in favore di Luna Rossa, quando James Spithill ha inflitto ben due penalità alla barca statunitense guidata, fino a quel momento dal timoniere/skipper/CEO/despota di BMW Oracle Racing, Chris Dickson, new zelandese con un’esperienza pluridecennale nella Coppa America ma ormai sul viale del tramonto agonistico. E’ infatti stato sostituito dal danese Sten Mohr mentre il tattico Gavin Brady è stato anche skipper.

Ma non c’è stato nulla da fare nemmeno oggi: partenza perfetta, 50 metri di vantaggio già in partenza e vantaggio che aumentava di boa di boa fino al successo finale.

Ora, in finale, Luna Rossa incontrerà il vincitore fra Desafio Espanol ed Emirates Team New Zeland, con quest’ultima imbarcazione in testa per 4-2 ma con l’equipaggio spagnolo ancora non domato grazie alla spinta del crescente tifo di casa.

In ultimo, alcune annotazioni storiche, anche per spiegare il titolo di questo post: dal 1851 (anno della sua istituzione) al 1983, per 132 anni il New York Yacht Club fu l’ininterrotto detentore del trofeo della Coppa America (dal nome della prima imbarcazione che vinse l’allora Coppa delle 100 Ghinee). Nel 1983 Australia II tolse per la prima volta il trofeo dalle mani statunitensi che 4 anni dopo furono per la prima volta solo Sfidanti (anche se di successo) e non Detentori. Nel 1992 il mitico Moro di Venezia (capitanato dal grande e simpatico Paul Cayard) vinse la Luis Vuitton Cup ma furono sconfitti in Coppa America da America3 (leggi america cube). Gli americani perdono ancora la Coppa America nel 1995 per mano dei new zelandesi di Black Magic. Nell’edizione successiva, nel 2000, Luna Rossa sconfigge America One in finale di Luis Vuitton Cup e impedisce ad una barca americana, per la prima volta nella storia, di partecipare alla Coppa America vera e propria. Oggi, altra data storica, ancora Luna Rossa esclude un’imbarcazione americana dalla Coppa America ma non solo: nessuna barca statunitense è in finale di Luis Vuitton Cup. Un ulteriore passo indietro per la nazione che da il nome alla più antica competizione sportiva del mondo. Per mano di un’imbarcazione italiana. Mica male ;)

Il titolo del post è ispirato ad uno striscione mostrato all’equipaggio di Luna Rossa al rientro nel porto di Valencia, e allude alle stelle della bandiera americana.

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Nascono i Twitter Days

19 maggio 2007 , di Boliboop

Dopo il gran successo del Twitter Maiestatis Day di ieri, ho pensato di proporre l’estensione di questa l’iniziativa ad altre giornate a tema, una sorta di Twitter Qualcosa Day. GPessia ha allora prontamente aperto un Google Group dedicato: Twitter Days.

Scopo del gruppo
In questo gruppo si discuterà, quindi, di quali temi saranno adottati e verrà stilato un calendario. Questi due aspetti (temi e calendario) sono, a mio parere, intimamente connessi: infatti se si facessero giornate a tema settimanalmente (ogni venerdì), ci si potrebbe sbizzarrire con temi improbabili, ma il rischio sarebbe un calo di partecipazione per l’eccessiva vicinanza delle giornate a tema; d’altro canto una scadenza mensile (terzo venerdì del mese) darebbe l’opportunità di gestire il con meno frenesia ma evitando di perdersi i pezzi per strada per il molto tempo da un evento all’altro.

Temi dei Twitter Days
Poco dopo l’apertura del gruppo, abbiamo aperto un thread di discussione sui Temi e, per ora, queste sono le proposte raccolte:

  • Twitter Female Day: tutti i partecipanti devono postare al femminile, siano essi maschi o femmine che siano (per fratellanza, per provare a immedesimarsi o per la parità dei sessi, fate voi)
  • Twitter Male Day: postare al maschile, siano essi maschi o femmine che siano (idem come sopra)
  • Twitter German Day: postare in finto tedesco, alla sturmtruppen per capirsi (forse può essere un po’ pesante, dopo qualche ora)
  • Twitter Spanish Day: postare in spagnolo (lo vedo difficile da realizzare, visto che non tutti parlano spagnolo)
  • Twitter Word Day: ogni update deve contenere una certa parola (da definire)
  • Twitter Dream Day: postare quello che si “vorrebbe” fare in quel momento e non quello che si sta facendo realmente (tema molto romantico)
  • Twitter Dialect Day: ognuno posta nel proprio dialetto (idea che sta riscuotendo già molto successo… sembra però di essere ai piedi della torre di Babele :shock: )

Il Twitter Word Day è il mio preferito (per ora) perché sarebbe bello vedere come, nel descrivere cosa si sta
facendo, ognuno debba fare acrobazie linguistiche per riuscire a includere tale parola (o una sua derivazione) nel proprio update. Si tratterebbe comunque di una parola molto semplice “giorno”, “casa”, “parola”, oppure “gatto”. Se la parola scelta fosse “giorno”, sarebbero accettabili anche parole come “giornata”, “giornalaio”, e “giornalista”.

Se avete idee o suggerimenti, iscrivetevi al Twitter-Days Group!

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Il primo Twitter Maiestatis Day

17 maggio 2007 , di Boliboop

tmday_logo.jpgSu Twitter imperversa il dilemma “1a persona o 3a persona?” per quanto riguarda il modo di postare i propri update. Ebbene, proprio questa sera nella Twittersfera italiana, Bayle ha chiesto lumi e Tommy ha risposto: “usa la 4a”. GPessia ha poi proposto una giornata (e ha ideato il logo), quella di domani 18 Maggio 2007, interamente dedicata alla 4a persona ed io ho proposto di intitolarla “Twitter Maiestatis Day”, da plurale maiestatico che consiste nel riferirsi a sé stessi, la persona che parla o scrive, usando la prima persona plurale anziché singolare.

La motivazione ufficiale è:

Non sai se usare la prima o la terza? fai la somma, usa la quarta!

come è infatti possibile notare, 1 + 3 = 4. Ve lo sareste mai aspettato?

Partecipate numerosi! :wink:

Ne parlano: Bayle, GPessia, Matteo Moro, Saverio Cannara, DElyMyth, Chicco, Twitter Blog, Alessandro Zarcone

UPDATE: ovviamente, se qualcuno parla di sé in 4a (noi) persona, ci si dovrà riferire ad egli in 6a (essi) persona a meno che non ci si rivolga direttamente, allora andrà usata la 5a (voi), ovvero: se A dice: “Stiamo mangiando la pasta”, B potrebbe replicare con “Siamo felici che A stanno mangiando la pasta” oppure con “@A: siamo felici che state mangiando la pasta”. Chiaro, no? :mrgreen:
(le regole contenute in questo update sono del tutto facoltative per i partecipanti al Twitter Maiestatis Day)

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Recensione: Squeezebox

16 maggio 2007 , di Boliboop

Grazie a Computime, che mi ha permesso di portarla a casa per qualche giorno, ho potuto provare la Squeezebox, un dispositivo della SlimDevices che permette di riprodurre la musica presente nel proprio computer in qualunque punto della proprio abitazione tramite una connessione ad una rete wifi. In pratica è sufficiente collegare la Squeezebox ad un paio di altoparlanti (o un qualunque sistema di amplificazione) e installare sul proprio computer il software SlimServer, un software Open Source disponibile per Windows, Linux e Mac e scaricabile qui.

squeezebox1.jpg

In pratica lo SlimServer invia, tramite la rete wifi (oppure LAN) e sotto forma di pacchetti, i file musicali (ad esempio gli mp3) alla Squeezbox (che letteralmente significa compressore) che provvederà a farli riprodurre agli altoparlanti collegati; durante le mie prove l’ho collegato anche al televisore della cucina, ricavando così uno stereo in pochissimo spazio (192mm x 93mm x 80mm, sostegno incluso).

La gestione delle canzoni da eseguire è possibile sia tramite il computer su cui è installato il server ma anche direttamente la Squeezebox stessa grazie al telecomando incluso e l’ampio display che permette una facile navigazione nel proprio archivio musicale. Ma la Squeezebox è anche in grado, senza che il computer debba essere acceso, di connettersi alle radio online e di visualizzare un feed RSS.

Sotto l’aspetto tecnico, la Squeezebox include un DAC a 24 bit Burr-Brown ad alta fedeltà (sostanzialmente la migliore soluzione per le prestazioni di una rete wifi) e delle uscite RCA (pin jack), mini jack per cuffie (o piccoli altoparlanti), uscita coassiale e uscita digitale (per cavi in fibra ottica). La connessione di rete è realizzabile tramite wifi con lo standard IEEE 802.11g.

squeezebox5.jpg

Clicca qui per una visione a 360° della Squeezbox.

La Squeezebox, può eseguire file audio di vario formato (Apple Lossless, FLAC, AIFF, WAV, PCM, MP3, AAC, Ogg Vorbis, MP2, MusePack, WMA) semplicemente indicando dove si trova la nostra collezione, infatti alla prima attivazione del server viene creato un catalogo (strutturato per autore, album o brano) che potrà essere sfogliato via browser o grazie all’ampio display LCD tramite il telecomando. Se si dispone di iTunes è possibile usare le sue playlist (sia quelle predefinite che quelle aggiunte dall’utente) all’interno della Squeezebox. Oltre che con iTunes, è compatibile con MusicMagic, Live365, Moodlogic, Radioio, Shoutcast e Windows Media Radio.
Continua a leggere ‘Recensione: Squeezebox’

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You shall sit

15 maggio 2007 , di Boliboop

groucho_marx.jpg

Dal film At the Circus dei Fratelli Marx (del 1939):

Mrs. Suzannah Dukesbury (Margaret Dumont): [referring to the seating arrangements at an upcoming dinner] the judge shall sit on my left hand, and you [turning to Groucho] shall sit on my right hand.
J. Cheever Loophole (Groucho Marx): How will you eat? Through a tube?

Esempio esilarante di comicità intraducibile :mrgreen:

(via Clown Ministry)

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Denunciate Apple, Microsoft, Adobe e Real Networks per poco DRM

14 maggio 2007 , di Boliboop

Da Punto-Informatico, una notizia esemplare del delirio da DRM, farcito di disperazione finanziaria. Tutto da gustare:

A lampante dimostrazione della follia generale a cui conduce l’abuso di tecnologie anticopia, Media Rights Technologies ha inviato diffide a quattro delle società più attive nella diffusione di contenuti digitali sul network telematico mondiale. Le ragioni sarebbero fornite dal DMCA, la legge sul copyright, la cui forse roppo letterale interpretazione ha spinto la società a pretendere che Microsoft, Apple, Adobe e Real Networks non solo infilino ovunque i sistemi DRM ma usino obbligatoriamente le protezioni sviluppate dalla società.

La minaccia formale di possibili azioni legali, annunciata da una press release sul sito della società, sostiene che i lettori software sviluppati e immessi in rete dai grandi nomi dell’industria dei contenuti non siano protetti a sufficienza, paventando possibili buchi sfruttabili dagli hacker per aggirare le limitazioni all’uso e alla copia di software, audiovisivi e quant’altro disponibile in formato digitale.

iPod, iTunes, Windows Media Player, Real Player, Adobe Flash secondo Media Rights sono tutte tecnologie intrinsecamente insicure sviluppate in palese violazione del controverso DMCA, e pertanto vanno ritirate dal mercato e sostituite con omologhi protetti a dovere. Tale blindatura definitiva, sempre secondo la sconcertante interpretazione della società, verrebbe fornita in via esclusiva da X1 SeCure Recording Control, prodotto che guarda caso viene realizzato da MRT stessa.
Continua a leggere ‘Denunciate Apple, Microsoft, Adobe e Real Networks per poco DRM’

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La risoluzione massima dei monitor

11 maggio 2007 , di Boliboop

In questo articolo parlerò di quale sia la risoluzione massima dei monitor, tenendo conto che, poiché l’occhio umano ha anch’esso una risoluzione massima, se il monitor ne avesse una superiore non noteremmo la differenza. Descriverò anche i principi e i calcoli necessari per ottenere il risultato, quindi, se preferite, andate direttamente in fondo all’articolo (al paragrafo Conclusioni), non mi offendo ;)

Cos’è la risoluzione?
La risoluzione, specie in fotografia digitale, è una misura della qualità di un’immagine. Questo concetto può essere applicato in particolare ai monitor dei computer ma è anche un concetto più generale di ottica che si può applicare alla vista. La risoluzione nella stampa è equivalente alla densità (lineare) di punti, mentre nei monitor è equivalente alla densità di pixel.
Più pixel sono usati per rappresentare un’immagine, più il risultato assomiglierà all’immagine originale. Il numero di pixel in un’immagine è quindi correlato alla sua risoluzione. Spesso la densità di pixel (e quindi la risoluzione) viene confusa con il numero di pixel perché quest’ultimo è una misura della quantità di informazione contenuta in una immagine ed è quindi proporzionale (ma non coincidente) alla risoluzione. Dal numero totale di pixel dipende la grandezza del file in Megabyte, mentre cambiare la risoluzione non ha effetti sullo spazio occupato sul disco.

Come si misura?
Formalmente la risoluzione si può calcolare in questo modo:

Risoluzione = Numero di punti (o pixel) / Dimensione lineare

Continua a leggere ‘La risoluzione massima dei monitor’

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