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Archivio per agosto, 2007

La PlayStation 3 contro il morbo di Parkinson

31 agosto 2007 , di Boliboop

folding-ps3.png

Il titolo potrebbe sembrare assurdo, ma usare la PS3 può davvero contribuire a trovare una cura per il morbo di Parkinson, e non solo. Tutto questo grazie alla potenza del calcolo distribuito! Ora vi spiego tutto:

Si chiama Folding@home, ed è un progetto di calcolo distribuito, elaborato dell’università di Stanford, per lo studio (tramite simulazioni al computer) degli avvolgimenti, delle dissociazioni e aggregazioni delle proteine e delle loro relative incidenze sulle malattie. Anziché affidarsi all’utilizzo di potenti supercomputer per l’elaborazione dei propri dati, a contribuire al progetto sono le decine di migliaia di personal computer degli utenti che hanno installato un piccolo programma e che sono connessi ad Internet per ricevere i dati e restituire i risultati.

Usare questo software permette di contribuire allo studio delle cure per

infatti sono queste alcune delle conseguenze di quando gli avvolgimenti di alcune proteine non si formano nella giusta maniera. Solo il morbo di Alzheimer colpisce 14 milioni di individui e solo negli Stati Uniti. (fonte)

Dal marzo di quest’anno è possibile usare il software anche sulla PlayStation 3 in grado di sfruttare il potentissimo processore Cell che la equipaggia. Tre giorni dopo il rilascio dei questa versione del software, la PlayStation 3 generava il triplo della potenza di calcolo dei sistemi Windows con un solo quinto delle installazioni. (fonte)

Al 28 Agosto scorso è questa la situazione della potenza di calcolo:

folding-torta.png

ecco i dati:

OS TFLOPS attuali Active CPUs CPU totali
Windows 164 172591 1778432
Mac OS X/PowerPC 7 8932 104191
Mac OS X/Intel 13 4056 21940
Linux 35 20415 241594
GPU 39 666 4036
PLAYSTATION®3 617 34093 223225
Total 875 240753 2373418

(fonte)

OK, ma come si può usare Folding@home sulla PlayStation?
Se la vostra PS3 è aggiornata alla versione 1.6 (o successiva) del sistema vedrete l’idea di Folding@Home nella colonna Network del XMB (il menu della PS3). E’ sufficiente cliccare sull’icona (la vedete nell’immagine d’apertura dell’articolo) e il gioco è fatto.Se non avete la versione 1.6 (o successiva) è sufficiente fare un upgrade del sistema. (fonte)

Folding@home è disponibile anche per Windows, Linux e Mac (PPC e Intel). Affrettatevi!

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Pages ‘08: collegare caselle di testo fluttuanti

30 agosto 2007 , di Boliboop

pages00.jpg

Nella suite iWork ‘08 che sto imparando a conoscere ed apprezzare giorno dopo giorno, oltre a Numbers che è un’applicazione totalmente nuova, ho dato un’occhiata anche a Pages. La funzione che mi ha colpito maggiormente in questa prima visione del software è stata la possibilità di collegare fra loro le caselle di testo fluttuanti. In pratica questo sistema permette di creare una pagina Sommario in cui appaiono gli incipit degli articoli i quali continueranno ognuno nella propria pagina senza ulteriori interventi da parte dell’impaginatore. Vediamo come si applica questa funzione.

Innanzitutto bisogna creare una casella di testo cliccando sul pulsante Riquadro di testo e inserire il testo dell’articolo. Questo è quello che dovreste vedere:

pages01.png

Il piccolo segno “+” nel quadratino in basso indica che il riquadro non è abbastanza grande da visualizzare tutto il testo in esso contenuto. Si può ingrandire il riquadro oppure creare un altro riquadro collegato al primo. I due triangolini blu in alto a sinistra e in basso a destra indicano che non ci sono caselle di testo collegate prima o dopo, rispettivamente.

Per creare un collegamento in modo che il testo continui su un’altra casella di testo, bisogna cliccare sul quadrato blu sul lato destro della casella di testo, e successivamente su un’altra casella di testo già esistente o in un qualsiasi punto della pagina (in questo modo la casella di testo collegata viene creata automaticamente). Un’ulteriore modo è cliccare sul menu Formato > Casella di testo > Aggiungi casella di testo collegata. Il risultato è il seguente:

pages02.png

Se si volesse annullare il collegamento, basterebbe a questo punto premere Esc o servirsi sempre del menu Formato > Casella di testo. A questo punto, come si vede, due quadratini con triangoli dentro sono diventati quadrati pieni e sono collegati fra loro in una sequenza univoca. Se infatti spostassimo la seconda casella di testo in una posizione diversa (anche qualche pagina indietro rispetto alla prima casella di testo), il testo in essa contenuto non cambierebbe e sarebbe sempre successivo alla prima. Ovviamente il procedimento si può ripetere quante volte si vuole, collegando una terza casella di testo alla seconda, una quarta alla terza e così via. Non è possibile, per ovvie ragioni, creare dei circuiti chiusi collegando l’ultimo triangolino con il primo.

Un’altra cosa da sapere è che se premiamo mela+a dopo aver selezionato una qualunque delle due casella di testo, selezioneremo tutto il testo e non solo quello visibile nella prima casella di testo.

Se volete, potete vedere questo video della Apple che spiega (in inglese) questa tecnica e mostra molto chiaramente le sue potenzialità all’interno del layout di una rivista.

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EyePassword: movimenti oculari per inserire i codici di accesso

29 agosto 2007 , di Boliboop

Quante volte vi siete dovuti preoccupare della presenza di occhi indiscreti quando inserite la vostra password di un account di posta, per accedere al vostro computer oppure il codice numerico del vostro bancomat? Il sistema delle impronte digitali non è necessariamente più sicuro e conveniente, dal momento che, volendo, sono riproducibili. Allora la soluzione è quella di registrare i movimenti oculari mentre si sta guardando una tastiera. Basta guardare in successione tutti tasti corrispondenti alla password e il sistema permetterà il login. Questa idea, illustrata in questo articolo di quattro ricercatori dell’università di Stanford, è stata denominata EyePassword (password dell’occhio) e permette di risolvere definitivamente il problema dell’osservazione diretta dei tasti digitati da parte di malintenzionati. Ecco uno screenshot, tratto dall’articolo, del funzionamento del sistema:

eyepassword.gif

I risultati di un test effettuato su 18 soggetti è stato che EyePassword è un po’ più lento della digitazione tramite tastiera (dai 9 ai 12 secondi per inserire una password), ma il numero di “errori di digitazione” sono comparabili con quelli commessi manualmente. La comodità e la sicurezza del metodo hanno fatto sì che l’80% dei soggetti ha riferito di preferire EyePassword al sistema tradizionale.

Nonostante la tecnologia attualmente si basi su un sistema di rilevamento ad infrarossi, in futuro si potrà usare questo metodo anche tramite le webcam integrate nei computer portatili. I ricercatori, inoltre, fanno notare come questa tecnologia possa essere applicata anche in campi che nulla hanno a che fare con la sicurezza, come ad esempio come ausilio alla scrittura per tutti coloro che non possono usare la tastiera per difficoltà motorie, ma anche per eliminare del tutto la tastiera tradizionale e usare il monitor sia per scrivere, tramite una tastiera visuale, che per leggere cosa si è scritto.

[via arstechnica]

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Instant Alpha: creare trasparenze in un attimo con iWork ‘08

28 agosto 2007 , di Boliboop

Dopo essermi dedicato a scrivere la recensione su Numbers, l’applicazione nuova di zecca nella suite iWork ‘08 per creare fogli di calcolo, ho dato un occhiata alle caratteristiche dell’intero pacchetto iWork e posso dire di essere rimasto molto impressionato da una nuova funzione in particolare.

Si tratta di Instant Alpha (o Alpha Istantaneo) che permette di convertire velocemente in trasparenti zone colorate a scelta in una immagine senza dover far ricorso a complessi programmi di fotoritocco. In questo modo si può rimuovere uno sfondo per creare un logo o fare fotomontaggi in un attimo.

Prendendo ad esempio questa bella immagine di una rosa con sfondo del fogliame che vogliamo rimuovere:

pink-rose.jpg
foto di Ernest von Rosen, www.amgmedia.com

La procedura è la seguente: bisogna prima selezionare un’immagine che è stata inserita in uno delle applicazioni di iWork ‘08 (ovvero Pages, Keynote o Numbers), poi cliccare sul menu Formato > Alpha istantaneo e infine cliccare su una zona che abbia il colore che si desidera rendere trasparente trascinando delicatamente il mouse. A questo punto si allargherà un cerchiolino e l’immagine verrà inondata da un colore che indica la zona che verrà resa trasparente come si vede qui:

pink-rose01.jpg

Se il cerchiolino si è allargato troppo bisognerà, senza lasciare il tasto del mouse, diminuirne la grandezza. La grandezza del cerchiolino indica la tolleranza con cui vengono incluse le zone contigue con colori leggermente diversi da quello del centro del cerchiolino. Ogni area appena eliminata viene provvisoriamente visualizzata in colore molto tenue.

pink-rose02.jpg

Se le aree da rimuovere sono poco distinte dall’immagine o sono composte da colori differenti, è sufficiente selezionare parti piccole e ripetere il processo più volte. Nell’esempio è bastato effettuare l’operazione solo una seconda volta per ottenere questo ottimo risultato:

pink-rose03.png

Ovviamente ogni operazione potrà essere annullata tramite il menu Composizione. Se invece volete annullare tutta l’eliminazione dello sfondo potete andare nel menu Formato e cliccare su Rimuovi alfa istantaneo riottenendo l’immagine iniziale.

La funzione Alpha istantaneo prende il nome al canale alpha che è il nome del canale grafico delle immagini per definire le aree trasparenti. Il formato PNG permette di definire anche la semitrasparenza a 256 livelli di opacità. Instant Aplha permette di definire solo un livello di trasparenza, come le diffuse immagini GIF.

Se volete vedere in azione questa tecnica, potete visionare questo breve tutorial video rilasciato dalla Apple.

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Recensione Numbers ‘08: Excel pronto per la pensione?

27 agosto 2007 , di Boliboop

numbers00.jpg

Introduzione
Ho appena installato iWork ‘08, gentilmente offerto per questa recensione da Computime. E ho cominciato ad usare per la prima volta Numbers, il nuovo Foglio di Calcolo della Apple che punta a rendere completa la suite di lavoro iWork, dopo gli ormai maturi Pages (per i documenti di testo) e Keynote (per le presentazioni).

Siccome non ho mai usato Numbers prima d’ora, ho pensato sarebbe stato interessante fare una specie di cronaca delle prime cose che ho provato, per vedere quanto un ex utilizzatore di Excel come me (specialmente in ambito di ricerca, quindi con particolare attenzione a formule e grafici) si sarebbe trovato più o meno a proprio agio. Ecco il mio racconto.

Numbers appena aperto
Appena si apre Numbers e si sceglie il modello Vuoto, appare una schermata tutto sommato non molto dissimile da quella di un classico foglio di calcolo tipo Excel: una grande tabella vuota (da A1 a K45) e una barra dei pulsanti in alto. Ma ecco già la prima bella novità: la tabella può essere ridimensionata a piacere strascinando l’angolo in basso a destra. Inoltre, cliccando fuori dall’area della tabella (e quindi deselezionandola) oppure cliccando sull’angolo in alto a sinistra, è possibile spostare la tabella stessa in qualsiasi punto dello spazio bianco in cui si trova.

Le tabelle possono essere create tramite l’omonimo pulsante in alto che permette già alcune varianti: tabella semplice, con intestazioni e addirittura con un elenco di controllo per le somme, ovvero con la possibilità di includere in una somma una riga piuttosto che un’altra, come si vede in questa tabella che ho creato in circa 10 secondi:

numbers01.png

Questa possibilità di creare tabelle indipendenti e slegate fra di loro è sicuramente comodissimo perché in software come Excel un grosso problema era lo spostamento delle tabelle e il ridimensionamento delle colonne fra tabelle verticalmente allineate, problema che qui non sussiste. Ma questa indipendenza crea problemi quando vogliamo collegare i dati di una tabella a quelli di un’altra? Assolutamente no, infatti ogni tabella ha un nome (indicato e modificabile nella barra di sinistra) ed è sufficiente scrivere “=Tabella 2 :: C6″ per includere un dato di una tabella diversa, o più semplicemente scrivere “=” e cliccare sulla cella desiderata.

Come detto, a sinistra c’è una barra che elenca tutte le tabelle presenti, ma non solo. Infatti qui sono elencati tutti gli oggetti (grafici compresi) che verranno inseriti nel foglio di calcolo. Sotto a questo elenco sono presenti gli Stili, assegnabili all’oggetto selezionato. Non ci crederete ma in altri 30 secondi ho inserito un grafico a torta 3D e ho cambiato lo stile ottenendo questo risultato dall’impatto visivo direi più che gradevole:

numbers02.png

Giocare con le Funzioni
A questo punto ho creato una nuova tabella per giocare con le formule matematiche: se creiamo una lista di numeri e poi evidenziamo le celle, in fondo alla barra di sinistra vengono indicati i valori della somma di tali numeri, la media, il minimo e il massimo valore e infine vengono conteggiati valori inseriti. Comodo, no? Qualcosa di simile c’è anche su Excel nella barra di stato , a destra, anche se visualizza solo uno alla volta di questi valori. Ma ecco il genio della Apple: se trascinate la parola somma in una casella qualsiasi, automaticamente questa funzione verrà copiata e applicata in base alle celle che avevate evidenziato! Se invece non volete nemmeno evidenziare le celle, sarà sufficiente posizionarsi sotto l’elenco di valori, cliccare sul pulsante Funzione e, scegliendo ad esempio Somma, Numbers determinerà automaticamente i valori da sommare nella colonna in cui si ci troviamo, saltando eventuali intestazioni.
Un altro modo semplice per inserire formule è quello di cliccare sul pulsante Funzione e scegliere Più Funzioni…: apparirà un piccolo browser per cercare agevolmente la funzione voluta fra le oltre 150 disponibili.

A bocca aperta
Ma la cosa che mi ha lasciato davvero a bocca aperta è la possibilità di usare i nomi delle intestazioni delle tabelle per eseguire calcoli. Mi spiego meglio: dal pulsante Tabelle scegliamo Intestazioni, ora riempiamo la tabella con intestazioni e dati del tipo qui sotto riprodotto in figura:

numbers03.png

Volete sapere quale funzione è stata inserita nella cella D2? Semplicemente “=entrata gennaio-uscita gennaio“: disarmante. Numbers riconosce le intestazioni delle righe e delle colonne e assegna automaticamente alla cella B2 il nome “entrata gennaio” come combinazione delle due intestazioni. Ovviamente avremmo potuto inserire “=B2-C2″ come qualsiasi altro foglio di calcolo, ma non sarebbe stato altrettanto intuitivo. E’ da notare che in Excel è possibile assegnare nomi alle celle per usarli nei calcoli, ma questa assegnazione non è automatica e intelligente come invece è in Numbers.

Impostazioni a non finire
Vorrei sottolineare che ogni oggetto e qualunque parte di ogni oggetto ha le sue Impostazioni raggiungibili cliccando sulla i nel cerchio blu in alto a destra. Le impostazioni comprendono opzioni grafiche e logiche relative all’oggetto considerato, e vanno dalle dimensioni e ai colori di ogni parte di fogli, grafici e tabelle, effetti grafici come riflessi e ombre per fotografie e forme inserite a corredo dei fogli, fino alle impostazioni 3D dei grafici.
Oltre a queste impostazioni (standard per il pacchetto iWork), ci sono le impostazioni contestuali visibili dalla barra del formato sotto la barra degli strumenti. Qui, selezionando una o più celle, è possibile modificare velocemente lo stile del testo e le sue dimensioni, il colore, l’allineamento (orizzontale e verticale), la formattazione della cella (decimali, valuta, percentuale e casella di controllo), i bordi e il riempimento della cella e infine le intestazioni (di cui ho parlato prima). Fra le formattazioni delle celle, oltre alla casella di controllo, è possibile impostare un cursore (o slider), uno stepper e un menu a comparsa. Ecco come appaiono quando la cella è selezionata:

numbers04.png

Per lo stepper e lo slider è possibile impostare un minimo, un massimo e un valore per l’incremento ogni volta che si clicca su uno dei triangolini bianchi o sul cursore. Per il menu a discesa, invece è possibile inserire un qualsiasi numero di voci del menu, sia in numero che in testo.

Ordinare, mai stato così semplice
Ricordo che su Excel avevo sempre problemi a ordinare alfabeticamente una colonna di una tabella, perché i riferimenti delle formule potevano andare persi se sbagliavo a selezionare la tabella stessa. Con Number tutto questo non costituisce più un problema. Avete una tabella di 5, 10 o 20 colonne? Volete fare in modo che la seconda colonna (o qualunque altra) sia ordinata alfabeticamente? 1) portate il mouse in cima alla colonna interessata (ad esempio vicino a B): apparirà un triangolino nero a sinistra. 2) cliccate sul triangolino e poi, sul menu che apparirà, scelgliete In ordine ascendente (o discendente). Fatto, e senza preoccupazioni, perché i dati e le formule delle altre colonne sono state riordinate seguendo la vostra indicazione. Mai stato così semplice.

Non vi basta un solo criterio di ordinamento? Vi capisco, specialmente quando devo ordinare la classifica del campionato di calcio secondo il maggior numero di punti fatti ma, a parità di questi, per la migliore differenza reti. Per fare questo è sufficiente cliccare su Ordina e filtra sulla barra degli strumenti e scegliere i criteri desiderati aggiungendone a piacere con il tasto “+”. Questa finestra mi da l’occasione di spiegare come funziona il filtraggio.

Filtrare le tabelle: come nascondere intere righe sgradite
Se ad esempio abbiamo una tabella come la seguente

numbers03.png

e vogliamo che vengano visualizzati solo mesi con un valore netto superiore a 10. Ecco le impostazioni che dobbiamo fare nella finestra Ordina e filtra e il risultato che otteniamo:

numbers05.png

Come vedete le righe 2 e 4 sono invisibili, ma possiamo cliccare su Reimposta per far riapparire tutti le righe esistenti.

Stampare i fogli di calcolo: altro difetto di Excel risolto elegantemente
Per chi usa Excel la stampa dei fogli di calcolo non è mai una cosa semplice. Prima di lanciare l’anteprima di stampa non è possibile conoscere la grandezza che la tabella assumerà nel foglio. Una volta usciti dall’anteprima di stampa compaiono delle guide tratteggiate che ci dicono dove sono i bordi dei fogli di carta. Ma non sono guide fisse: modificando la larghezza delle colonne, le guide si spostano, talvolta includendo colonne indesiderate, altre volte escludendone di desiderate. Il tutto senza un sicuro riferimento sulla misura effettiva di quelle che andremo a stampare.

Ancora una volta Numbers risolve questo problema elegantemente perché non solo l’anteprima di stampa è interattiva (ovvero possiamo modificare la posizione e la forma degli oggetti ma anche i valori stessi nelle tabelle), ma anche perché permette di orientare il foglio e scalare il contenuto a piacere, finché la parte desiderata non entra perfettamente nel formato di stampa. Per attivare l’anteprima di stampa bisogna cliccare sul tasto Vista in alto a sinistra nella barra degli strumenti. Per un maggiore controllo della situazione, possiamo cliccare su Mostra righelli (l’unità di misura si sceglie nelle Preferenze accessibili tramite mela+,).

Ma difetti ce ne sono?
Sì, usando Numbers si scoprono alcune imperfezioni e qualche difetto. A parte qualche imprecisione nella traduzione (o refusi come sindietro in un menu contestuale), si nota subito la mancanza della possibilità di modificare l’elenco delle funzioni trascinabili in basso nella barra di sinistra, funzionalità che sarebbe stata utile per chi fa spesso uso di una funzione particolare ma non presente nell’elenco. Inoltre quando si vuole raggruppare un certo numero di oggetti per sposarli tutti insieme, anziché uno alla volta (perdendo magari l’allineamento), si nota che le tabelle non vengono raggruppate insieme a grafici e immagini, e rimangono così inutilmente isolate. Probabilmente usandolo continuerò a scovare difetti in questa che, lo ricordo, è la prima versione del software. Chissà che queste note possano giungere fino a Cupertino per lo sviluppo della prossima versione.

Conclusione
Se mi avete seguito in questo piccolo viaggio in Numbers (durato per me solo 3 ore), oltre ad avere la mia gratitudine, avrete probabilmente un idea abbastanza chiara di quanto Excel rischi di venire soppiantato da un prodotto eccezionale quale è Numbers. Inoltre il pacchetto Microsoft Office 2007 costa € 276, mentre iWork ‘08 costa solo € 79. Qualcuno potrebbe dire che Office, e in particolare Excel, sono prodotti più maturi e, ad esempio, contengono più Funzioni, e non potrei dargli torto. Ma quante di queste centinaia di funzioni vengono normalmente usate? In anni di uso di Excel all’università per calcoli abbastanza complicati, ho avuto necessità, oltre che alle classiche 4 operazioni, potenze e logaritmi, solamente di calcoli di varianze di popolazioni statistiche e poco più, tutte cose che ho controllato esserci anche in Numbers. Inoltre Numbers è sì un foglio di calcolo ma è di concezione nuova e avanzata, destinata secondo me, a sviluppi ancora più utili a chi usa i fogli di calcolo per lavoro, studio o diletto. Insomma, Excel è pronto per la pensione? No, visto che non ha mai pagato i contributi :lol:

Se volete provare Numbers e tutto il pacchetto iWork ‘08 potete andare da Computime in Via G.B. Morgagni 30G a Roma.

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Il video di benvenuto di Leopard

26 agosto 2007 , di Boliboop

Ogni volta che acquistate un Mac e lo accendete un video di presentazione vi darà il benvenuto in molte lingue. Con l’uscita del nuovo sistema operativo Mac OS X 10.5 ‘Leopard’, previsto per Ottobre, è stato preparato un nuovo video che sarà visibile a tutti i fortunati acquirenti di un Mac nuovo di zecca con Leopard preinstallato. Ecco il video:

[via melamorsicata]

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Bloccare velocemente lo schermo del Mac

25 agosto 2007 , di Boliboop

Per bloccare velocemente lo schermo del vostro Mac, nel caso in cui ve ne doveste allontanare temporaneamente ma non volete che occhi indiscreti vedano i vostri file e le vostre applicazioni, esistono alcuni metodi di varia efficacia e velocità di esecuzione. In realtà nessuno dei seguenti metodi è il migliore. Il migliore è quello che vi riesce più semplice e intuitivo, a seconda delle vostre abitudini.

Prima di tutto bisogna precisare che quasi tutti i seguenti metodi raggiungono lo scopo solo se se va prima di tutto in Preferenze di sistema>Sicurezza e si mette il segno di spunta sull’opzione “Chiedi una password per uscire dallo Stop o dal salvaschermo”.

Logout veloce
Il primo metodo consiste nell’usare la combinazione di tasti Maiuscolo+mela+alt+Q che permette di effettuale il logout veloce, tornando quindi alla schermata di login. Si tratta di un metodo veloce ma con l’inconveniente di chiudere la sessione di lavoro e quindi tutte le applicazioni.

Mettere in Stop
Un’alternativa è di mettere in Stop (Sleep nella versione inglese) cliccando sulla mela nel menu e scegliendo Stop oppure (nei portatili) premendo il tasto di accensione e, nella finestra che si aprirà, cliccando sul pulsante Stop. Se l’avete impostato, per uscire dallo Stop, verrà richiesta una password. Anche abbassando completamente lo schermo nei portatili, il computer entrerà in Stop (e ne uscirà non appena verrà risollevato lo schermo).

Lanciare il salvaschermo
Oppure si può lanciare il salvaschermo. Il modo migliore per farlo in un istante è quello andare nelle Preferenze di sistema>Scrivania e Salvaschermo e cliccare su “Angoli attivi…” per scegliere in quale angolo dello schermo bisogna portare il mouse per far partire immediatamente il salvaschermo. Anche in questo caso, se l’avete impostato, per uscire dal salvaschermo verrà richiesta una password.

In alternativa all’uso dell’angolo attivo si può lanciare il salvaschermo come una applicazione andando nella cartella /System/Library/Frameworks/ScreenSaver.framework/Versions/A/Resources/ (le prime due, nella versione italiana, sono anche /Sistema/Liberia) e qui trascinare nel Dock, nella barra degli strumenti o nella barra laterale del Finder, l’applicazione ScreenSaverEngine.app oppure creare un alias da posizionare dove si preferisce.

Finestra di login
Un altro sistema (il mio preferito) è quello di mostrare la finestra di login, senza realmente fare il logout. Questo è possibile attivando il cambio utente rapido nel panello Account delle Preferenze di sistema. Cliccando sul lucchetto in basso a sinistra, e inserendo la password, si può accedere Opzioni login, dentro il quale si trova l’opzione Abilita cambio utente rapido. Se attiva, questa opzione farà visualizzare il nome utente (o un’icona, a scelta) a destra della barra dei menu. Da questo momento in poi, bloccare lo schermo è semplicissimo perché cliccando su questo nome utente o icona apparirà un menu con la voce “Finestra di login…” dalla quale è possibile tornare indietro solo inserendo la propria password.
Questo sistema permette di non dover chiudere nessuna applicazione: anche la canzone che sta suonando in iTunes riprenderà esattamente dal punto in cui si era interrotta una volta rientrati nell’account.

Blocca schermo con Accesso Portachiavi
Un altro metodo è quello di attivare nella barra dei menu l’icona dell’Accesso Portachiavi (Keychain Access), un programma che si trova in Applicazioni/Utility. Una volta entrati in tale applicazione, bisogna accedere alle Preferenze (mela+,) e abilitare l’opzione Mostra stato nella barra dei menu. Da questo momento avremo una iconcina a forma di lucchetto nella barra dei menu dalla quale si accede ad un menu che contiene la voce Blocca schermo. Ogni volta che si ha bisogno di bloccare lo schermo basterà accedere a tale menu e per uscire dal blocco bisognerà inserire la password. Sistema sicuramente molto comodo e veloce.

Se lo si vuole velocizzare ancora di più si può assegnare a tale voce Blocca schermo una scorciatoia da tastiera andando su Preferenze di sistema>Mouse e Tastiera>Abbreviazioni da tastiera. Qui si può creare una nuova scorciatoia cliccando sul tasto “+” e assegnando al comando Lock screen la combinazione maiuscolo+crtl+F8. Questa combinazione è comoda perché per attivare da tastiera la barra dei menu bisogna premere crt+F8. Quindi basterebbe premere prima crt+F8 e poi maiuscolo+crtl+F8 per bloccare lo schermo. Dico “basterebbe” perché in realtà non sono riuscito a far funzionare questo metodo: qualcuno fra voi gentili lettori saprebbe indicarmi ove erro?

Questi ultimi due metodi permettono di non dover attivare l’opzione “Chiedi una password per uscire dallo Stop o dal salvaschermo” in Preferenze di sistema>Sicurezza (come detto all’inizio).

[via macworld]

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L’86% dei Mac-user è molto soddisfatto dell’acquisto

24 agosto 2007 , di Boliboop

Secondo una classifica stilata da ChangeWave, dopo un sondaggio effettuato su un campione di 3.665 persone, la Apple è l’azienda che vanta il maggior numero di acquirenti di soddisfatti del proprio acquisto con l’86% di utenti molto soddisfatti. Questo dato assume ancora più valore se confrontato con quello della seconda in classifica, la Toshiba, con solo il 59% di utenti molto soddisfatti. Ecco la classifica completa:

  1. Apple 86%
  2. Toshiba 59%
  3. Hewlett Packard 53%
  4. Gateway 53%
  5. Lenovo 45%
  6. Dell 44%

Il sondaggio ha anche rilevato che 17 computer portatili su 100 sono dei Mac, 5 in più dello scorso Giugno. Questo significa che non solo la Apple vende più computer, ma anche che chi li compra un Mac, fidandosi della pubblicità o dei consiglio degli altri Mac-user non rimane quasi mai deluso. Infatti se l’86% è molto soddisfatto, un altro 7% è piuttosto soddisfatto, per arrivare ad un invidiabile 93% di soddisfazione.

[via melamorsicata]

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Vista in Mac OS X: uno screenshot

23 agosto 2007 , di Boliboop

Vista: per Microsoft è un intero Sistema Operativo, per Apple è solo un piccolo menu in Mac OS X. Ecco uno screenshot:

menu-vista.png

Come potete notare tutte le funzioni principali di Microsoft Vista sono contenute in un piccolo menu di Mac OS X e sono: Clona indice Spotlight, Lancia ridicoli effetti 3D e Ruba Widget (tutti con la propria comoda scorciatoia da tastiera). Notare che la voce Importa Grafica da Mac OS X è disabilitata e non c’è modo di sbloccare tale funzionalità, anche con tutte le fotocopiatrici di Redmond in funzione. Anche la successiva funzionalità Fondi unità RAM e Hard Disk è disabilitata da Mac OS X per ragioni di sicurezza: per sbloccarla occorre comprare un PC con Microsoft Vista preistallato.
Le successive tre funzioni sono auto-esplicative (se avete problemi chiedete pure nei commenti) mentre l’ultima, attivabile tramite la combinazione mela+J, attiva l’unica modalità che rende Vista realmente funzionante: una formattazione completa della partizione in cui risiede.

-

N.B.: il menu Vista è realmente esistente in Mac OS X, ma le voci in esso contenute non sono quelle riportate goliardicamente nello screenshot qui sopra, né tanto meno sono veritiere le informazioni riportate. Il vero menu è questo. Se qualcuno sapesse il font esatto che viene usato su Mac OS X e me lo comunicasse, gliene sarei molto grato.

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Neroogle, la difesa smontata

22 agosto 2007 , di Boliboop

Stanotte è arrivato un commento da parte di Alex, gestore di Neroogle (ora anche Nerooogle), sui miei post Novità sull’affare Neroogle (e sugli altri siti che lucrano sul finto risparmio energetico) e Attivissimo: “Schermate scure per risparmiare energia?: probabilmente sta facendo il giro della rete per dare più risonanza alla sua difesa. Eccolo qui:

Viste le numerose richieste di precisazione che la nostra iniziativa ha sollevato, cerchiamo di estendere le risposte per eliminare ogni perplessità a proposito del progetto NEROOOGLE.

http://www.nerooogle.com/faq.php

Ovviamente, al tempo stesso ringraziamo i nostri altrettanto numerosi sostenitori, che ci hanno supportato fin dal primo momento, credendo come noi, che non sarà una piccola iniziativa locale a salvare il mondo, ma che da qualche parte bisogna pur cominciare.

Lo staff di NEROOOGLE

Insomma il preambolo di una difesa a tutti gli effetti. Ovviamente sono andato a leggere le faq ma le ho trovate estremamente insoddisfacenti.

Ad esempio, ad un certo punto, troviamo una “libera traduzione” di un post di un blogger di lingua inglese che lo staff di Nerooogle considera “un autorevole blogger indipendente“. Strano. Il suo blog, parla solo ed esclusivamente di risparmi energetico, quindi, o è un espertissimo oppure un fanatico. Vediamo cosa dice un brano la traduzione libera:

Per divertimento, ho calcolato quanti soldi risparmierei io stesso con 15 Watt in meno per 6 ore al giorno. Al costo di 12 centesimi per KWH, metterei via quasi 5 dollari. Ok, non sono abbastanza per comprarsi una Ferrari ma, hey, alla fine della giornata, dove volete che siano i vostri soldi risparmiati? Nella vostra tasca o in quella di una multinazionale dell’energia?

mentre nella versione orginale

Just for fun I calculated how much money I would save if I saved 15 Watts for 6 hours every day. Turns out that @ 12 cents KWH rate, I would be saving around $4.85 per year. OK, you cannot buy Lexus with this saving. But hey, at the end of the day, where would you rather put extra 5$? In Your pocket or in your utility provider’s pocket?

Lo staff di Neroogle si è dimenticato di scrivere 5 dollari all’anno, facendo credere che questi soldi sia risparmiati “alla fine della giornata”. Forse è solo un errore di distrazione. Ma sono davvero 5 dollari all’anno? No, sono 3,94 $. Io non mi fido delle conclusioni di chi vuol parlare di energia ma sbaglia un semplice calcolo come questo:

15 * 6 * 365 /1000 * 0,12 $ = 3,94 $

Insomma, non essendo l’autorevole blogger indipendente un espertissimo, direi che forse la seconda ipotesi è più probabile. Mi sbaglio? Allora ammettiamo che sia tutto vero, anche che la mia calcolatrice abbia fatto cilecca. Ma i dati iniziali siano veritieri?
E chi sta 6 ore al giorno su Google? A tutto schermo? Insomma quanto l’uso di Neroogle contribuisce a salvare il mondo? Poco, pochissimo, anzi ancor meno.

Le statistiche sui consumi dei monitor vengono prese dallo staff di Neroogle da un articolo che non linkano, allora lo linko io: Energy Use and Power Levels in New Monitors and Personal Computers , pagina 19. Come lo stesso staff di Neroogle ammette, solo nel caso dei monitor CRT (tubo catodico) si ha una differenza fra sfondo bianco e sfondo nero. E dice anche che “Secondo stime recenti il 70/75% del totale dei monitor sulla terra è ormai LCD. La media è mondiale, ma negli Stati Uniti sono di più e in altri paesi addirittura meno della metà.”

Ma allora perché prende per buona l’affermazione dell’esperto ed autorevole blogger indipendente quando scrive:

“Gki Stati Uniti hanno una media di 574 personal computer per mille abitanti, tra le più alte del mondo. Tranne poche eccezioni, ad ogni computer dovrebbe corrispondere ad un monitor. Allora per 292 milioni di abitanti, fa 177 milioni di monitor.

Seguendo uno o due di questi consigli sopra potreste abbassare il consumo medio del vostro monitor di circa 20Watt. Se 177 millioni di persone risparmiassero 15W per monitor, potremmo accumulare la gigantesca somma di 3500 Mega Watts, o 3.5 GigaWatts.”

Innanzitutto perché ora i Watt, da 15, sono saliti a 20? Colpa dell’entusiasmo? Ad ogni modo, secondo le statistiche riguardo la diffusione dei monitor LCD riportate (anche se non linkate) dallo stesso staff di Neroogle, i GigaWatts sono almeno la metà per gli Stati Uniti, quindi massimo 1750.

Come scrisse già Attivissimo: “La proposta di Neroogle farebbe (ipoteticamente) risparmiare 3000 MW/h in un anno [nel mondo], ossia circa un centomillesimo del fabbisogno. Nel migliore dei casi.” Un centomillesimo? Un po’ pochino soprattutto per il fatto che, come abbiamo visto, i numeri sono tutti un po’ gonfiati. Il paragrafo successivo è frutto di mia una svista: non tenetene conto, grazie [Anche i prezzi. L'ENEL in Italia (non un paese dove l'energia costi poco, insomma) fa pagare solo 2,3 centesimi di euro al kWh e non 12 centesimi di dollaro (0,09 €) come dice il blogger indipendente, quindi le cifre del risparmio vanno ulteriormente ridotte.]

Direi basta così per oggi. Per quanto mi riguarda Neroogle ha fatto un’altra figuraccia, tentando di difendere i propri banner Google a colpi di moltiplicazioni errate e citazioni controproducenti. Banner stessi giustificati dicendo che c’è pubblicità anche sull’autobus: peccato che l’autobus aiuti veramente a ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia generato dalle automobili private. Neroogle no.

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