Archivio per settembre, 2007

Oggi il buon Albo ha pubblicato 4 divertenti wallpaper disegnati per l’iPod Touch (ma adatti anche per l’iPhone). Come potete vedere mentre scorrono rimpiccioliti qui sopra, si tratta di rivisitazioni in chiave MoStrip delle classiche pubblicità silhouette su sfondo colorato che Apple utilizza da anni per pubblicizzare gli iPod. I personaggi utilizzati sono Duke, Alice, Vanessa (inconfondibile grazie al cavo attorcigliato che esemplifica la tecnologia che le si rivolta contro) e Waark (con, sotto, Ed momentaneamente libero). Non conoscete i personaggi? Guardate qua!
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Nella nuova versione di WordPress, la 2.3 (che sto provando in locale sul mio MacBook), è stato incorporato un sistema di tagging, ovvero di assegnazione di parole chiave nei post. Per far funzionare questo sistema nativo, è stato necessario apportare una modifica alla struttura del database MySQL. Questo significa plugin come il magnifico Ultimate Tag Warrior non sarà più necessario (e forse non sarà nemmeno più compatibile). Se però, come me, fin’ora avete usato UTW (con versione → π) il vostro lavoro di tagging non andrà perduto perché potrete usare l’opzione presente in Gestione (Manage)>Import chiamata “Import Ultimate Tag Warrior tags into the new native tagging structure”. Conseguentemente è stato aggiunto di default un widget per la sidebar che permette di visualizzare la propria tag cloud. Speriamo che questa funzionalità venga ampliata in futuro perché le opzioni del plugin di Christine Davis sono di gran lunga più complete e funzionali.
La seconda novità di cui vorrei parlare è l’aggiunta di un nuovo post status associabile agli articoli salvati. Si tratta di Pending Review che si va ad aggiungere ai già presenti Published, Draft e Private (Pubblicato, Bozza e Privato). Si tratta certamente di un’ottima idea poiché un iscritto al blog con funzione di Contributore (senza poteri di Amministratore e quindi di pubblicare post) si trovava fin’ora nella situazione in cui un post salvata poteva essere solo una bozza oppure un articolo pronto per essere pubblicato. Ora, proponendo un proprio articolo per la pubblicazione (impostando quindi il nuovo status), i responsabili per la pubblicazione possono limitarsi a controllare solo questo e non tutte le bozze alla ricerca di un post pronto. Si eviterebbe anche eventuali sovrapposizioni di salvataggi, poiché un post in Pending Review non dovrebbe più subire modifiche da parte dell’autore.
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Nel libro “Penna, pennello e bacchetta” (sottotitolato “le tre invidie del matematico”) di Piergiorgio Odifreddi si parla di “versi ropalici” ossia composizioni dove tra un verso e l’altro cambia una lettera o una sillaba (come in questo caso). Ne ha fatti anche Dante. Un esempio di “versione decrescente incompleta, nei moti che condensano varie scuole di pensiero”:
| psicoanalisi: |
non c’è niente al di fuori del testicolo |
| decostruzionismo: |
non c’è niente al di fuori del testo |
| teismo: |
non c’è niente al di fuori del te |
| idealismo: |
non c’è niente al di fuori |
| nottambulismo: |
non c’è niente al dì |
| nichilismo: |
non c’è niente |
| manicheismo: |
non c’è ni |
| assenteismo: |
non c’è |
| negativismo: |
non |
| zen: |
|
Personalmente ritengo tutta la scaletta decisamente deliziosa e azzeccata. L’ultima riga, poi, sfonda una porta aperta… anzi, una porta senza porta
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Lo sapevate che oggi è il nono compleanno di Google? Era il 1998 quando Larry Page e Sergey Brin, allora studenti dell’Università di Stanford, dopo aver sviluppato la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull’analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate precedentemente, crearono Google, un mostro da 7,14 miliardi di dollari all’anno di fatturato che ha cambiato internet e il mondo intero [wiki].
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Per chi programma in HTML (o anche ne conosce i rudimenti), il cartello qui sopra è sicuramente di immediato effetto, a maggior ragione se si è pacifisti.
Per gli altri basti sapere che quando si scrive una pagina web in HTML e si vuole far diventare una frase in grassetto si deve anteporre un tag di apertura “<strong>” alla frase e indicare la fine della grassettatura con il tag “</strong>”.
Si potrebbe quindi tradurre tale cartello in liguaggio corrente con “Stop war”.
[via Giavasan]
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Qui di seguito riporto un articolo che ho scritto su melablog, ma in fondo ho alcune considerazioni da fare visto che oggi (dopo il seminario su Creative Suite CS3) ho potuto confrontare da Computime il suono dell’iPod Video (di 5a generazione) con quello dell’iPod Classic, sia tramite auricolari che con un amplificatore valvolare .
L’iPod Classic (di sesta generazione) ha una qualità audio peggiore rispetto al suo predecessore, l’iPod Video. E’ quanto emerge da uno studio effettuato da Marc Heijligers tramite FuzzMeasure, un’applicazione di analisi acustica. A quanto pare il chip audio della Wolfson (della generazione precedente) è stato sostituito con un più economico chip della Cirrus. Le conseguenze sono un suono più elettronico e di qualità inferiore. Il numero di armoniche, inoltre, è decisamente inferiore e questo fa allontanare il timbro del suono udito dal timbro reale.
Qualcuno potrebbe ritenere queste considerazioni utili solo per i puristi del suono, ma questo abbassamento della qualità va indubbiamente contro l’aumento del bitrate nei file senza DRM acquistabili su iTunes Store. Quanto questo downgrade tecnologico renderà superfluo l’aumento della qualità dei file audio fino a 256Kbist/s?
E’ da sottolineare che il chip Wolfson rimane utilizzato nell’iPhone e nell’iPod touch (oltre che in altri prodotti come la PlayStation Portable e la Xbox).
[via]
Come detto prima ho potuto confrontare l’audio di due iPod, di 5a e 6a generazione per verificare se questa differenza di qualità è realmente udibile. A questo scopo ho utilizzato un paio di auricolari e successivamente un amplificatore valvolare Roth Music Cocoon mc4 (ad alte prestazioni) in vendita da Computime.
Come musiche per il test ho usato Bohemian Rapsody e We Will Rock You dei Queen. Il risultato è che effettivamente si nota una differenza fra i due iPod anche se ci vuole davvero molta attenzione (specie con gli auricolari) per definire in cosa differisce l’audio. Alcuni ragazzi di Computime ed abbiamo convenuto che il suono sembra meno caldo e profondo nell’iPod Video (6a generazione), e forse un po’ metallico negli acuti. Questo spiega in parte la scelta di includere il chip Wolfson nell’iPhone e nell’iPod Touch ma non giustifica allarmismi eccessivi, anche tenendo conto del fatto che l’iPod è, nella stragrande maggioranza dei casi, un lettore mp3 per la strada, mentre i miei test si sono svolti in un luogo molto silenzioso.
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Questa notte, e per qualche ora questa mattina, il mio sito è stato irraggiungibile perché ho raggiunto e superato il limite di banda consentito dal pacchetto di hosting che avevo acquistato con Blooweb (ex UPSHost). Ho provveduto subito ad effettuare l’upgrade ad un pacchetto che prevedesse una banda maggiore (e anche maggiore spazio web, 3 db MySql in più, ecc. ).
Ovviamente la causa di tutto ciò siete voi lettori che non posso fare a meno di RINGRAZIARE DI TUTTO CUORE!
E’ grazie a voi che trovo sempre nuovi stimoli per scrivere questi articoli, e non vedo l’ora che anche questa nuova banda venga consumata
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Come saprete, Microsoft sta tentando di imporre un nuovo standard per quando riguarda i documenti con il suo OOXML. Il secondo pronunciamento dell’organismo preposto a stabilire se un formato può essere considerato un standard ISO è stato negativo e a febbraio 2008 ci sarà la decisione definitiva. Prima del secondo pronunciamento è stata lanciata dal sito NoOOXML una petizione on-line rivolta all’ISO di cui riporto il testo perché chiarisce bene non solo i punti della questione, ma anche che genere di lavoro porta avanti la Microsoft anche quando si maschera dietro buone azioni (rispettare gli standard o le comunità Linux, tanto per intenderci):
Chiedo ai membri nazionali dell’Organizzazione Internazionale degli Standard (ISO) di esprimere un “NO” alla votazione di Office OpenXML (o formato OOXML) come standard ISO DIS 29500 per le seguenti ragioni:
- Esiste già lo standard ISO 26300 – Open Document Format (ODF): un doppio standard aggiungerebbe costi, incertezza e confusione per industrie, governi e cittadini;
- Non esistono implementazioni della specifica OOXML: Microsoft Office 2007 produce una versione particolare di OOXML, differente da quella descritta nella specifica OOXML;
- Mancano delle informazioni nel documento di specifica, ad esempio su come utilizzare autoSpaceLikeWord95 o useWord97LineBreakRules;
- Più del 10% degli esempi menzionati all’interno della proposta di standard non sono conformi alle specifiche XML;
- Non c’è alcuna garanzia che si possa scrivere software che implementi completamente o in parte la specifica OOXML senza essere perseguibili per infrazione di brevetto o senza dover pagare licenze di brevetto alla Microsoft;
- Questa proposta di standard va in conflitto con altri standard ISO, come lo standard ISO 8601 (Rappresentazione di date e orari), lo standard ISO 693 (Codici per la rappresentazione di nomi e lingue) e lo standard ISO/IEC 10118-3 (Hash crittografici);
- È presente un bug nel formato del foglio di calcolo che impedisce l’uso di date antecedenti il 1900: tale bug è presente nella specifica OOXML quanto in Microsoft Excel nelle versioni 2000, XP, 2003 e 2007;
- Questa proposta di standard non è stata creata tenendo conto delle esigenze e delle esperienze di tutte le parti interessate, ovvero i produttori, i venditori, gli acquirenti, gli utenti ed i regolatori, ma soltanto ed esclusivamente della Microsoft.
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Ecco un articolo di Tevac che racconta un fatto che mostra chiaramente una differenza fra il software Open Source e quello Closed: la velocità di risoluzione di un bug. Vediamo:
…e poi c’è chi si chiede perché Open Source è meglio!
Venerdì un cliente mi segnala che il nuovo NeoOffice che gli ho installato (2.2.1 patch 1) non gli stampa più il logo sulla carta intestata.
Data l’urgenza di inviare delle circolari lo downgrado alla 2.1 che non presenta il problema, dopodiche faccio sulle prove sul computer dell’ufficio e verifico che è vero, l’ultimo NeoOffice non stampa i GIF inseriti in un documento (i JPG sì, ma uno non può sostituire l’immagine su tutti i documenti).
Domenica notte segnalo il bug sul Bugzilla di NeoOffice (http://bugzilla.neooffice.org/bug.php?op=show&bugid=2610&pos=0):
- 1 ora dopo mi richiedono un file d’esempio con il problema
- Ieri sera (ehm, non leggo spesso la posta) posto il file d’esempio
- Stamattina (meno di 9 ore dopo) arriva il patch
Ora NeoOffice funziona regolarmente con i GIF.
In 8 ore e mezzo il problema è stato risolto… complimenti al team di NeoOffice!
Quanto tempo sarebbe occorso con un software chiuso (per fare un nome… a caso, Microsoft Office)?
Comunque, per chi fosse interessato al patch di questo problema in attesa del patch 2, i patch sono scaricabili dai seguenti link:
PowerPC: http://jane.neooffice.org/test/NeoOffice-2.2.1-Patch-1-Test-2-PowerPC.dmg
Intel: http://jane.neooffice.org/test/NeoOffice-2.2.1-Patch-1-Test-2-Intel.dmg
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cito:
Saranno esigenti di sceneggiatura e di scenografia, sta di fatto che, in praticamente qualunque film che vediamo i computer vengono rappresentati in modi che sono decisamente distanti dalla realtà.
Ecco una piccola lista dei prodigi compiuti dai computer nei film, spero vi divertiate:
- chiunque utilizzi un computer, è sempre velocissimo nel digitare sulla tastiera
- non viene mai utilizzata la barra spaziatrice, anche quando si scrivono frasi molto lunghe
- qualunque tastiera, anche di un computer del 22 secolo da un miliardo di dollari, quando utilizzata fa un “clic clac” decisamente rumoroso
- i caratteri dei testi che appaiono a video sono alti almeno un pollice
- le informazioni più importanti vengono mostrate in una finestra a parte giusto nel centro dello schermo, ma non c’è mai un bottone di OK o un qualsiasi altro modo per sbarazzarsene;
- capita molto spesso di vedere normalissimi computer con sistemi operativi completamente sconosciuti
- la stragrande maggioranza dei computer emettono un “beep” alla pressione di un tasto, oppure completamente a caso
- le problematiche di compatibilità semplicemente non esistono. E possibile caricare da un normalissimo PowerBook un virus via wireless sul computer di una navicella spaziale aliena (vedi Indipendence Day)
Continua a leggere ‘I computer nei film: questi sconosciuti’
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