Jiraiya, il giovane tuono
Posted in: Letteratura, Spettacolo
Se avete visto qualche episodio di Naruto, la serie anime ideata dal mangaka (autore di manga) giapponese Masashi Kishimoto e trasmessa in Italia da Italia Uno, avrete sicuramente notato tre personaggi particolari: Jiraiya, Orochimaru e Tsunade. Questi tre personaggi costituiscono il trio dei Ninja Leggendari (Densetsu no Sannin) ma i loro nomi non sono presi a caso. Kishimoto li ha infatti presi in prestito dal racconto tradizionale giapponese Jiraiya Goketsu Monogatari (Il Racconto del Galante Jiraiya). La Tsunade di questa storia era sposata a Jiraiya (letteralmente “giovane tuono”) che è il ninja protagonista del racconto.

In questa antica stampa di Kuniyoshi (1797-1861, Utagawa, Giappone; fonte) vediamo Ogata Shuma Hiroyuki, successivamente conosciuto come Jiraiya, con una pesante arma, nell’atto di sconfiggere un enorme Serpente che tormentava i suoi amici Rospi.
Per avere un riassunto del racconto giapponese, qui di seguito ho fatto una traduzione del testo presente sul sito di Kiseido,
una casa editrice di libri sul Go.
Jiraiya, letteralmente “Giovane Tuono”, era il rampollo di un potente clan dell’isola di Kyushu. Quando ebbe un rovescio di fortuna, si recò nella provincia di
Echigo, che attualmente fa parte della Prefettura di Niigata, divenne un filibustiere e raggiunse la posizione di capo di una banda di ladri a cavallo. Fu iniziato all’arte del rospo da un immortale che risiedeva sul Monte Myoko, comunemente conosciuto come Echigo Fuji. Fallì nel compito di sconfiggere ed uccidere un odiato rivale, un uomo anziano chiamato Sarashina, che fu la causa della rovina della sua famiglia.Jiraiya si innamorò e sposò Tsunade, una giovane e bellissima donna che era esperta nella magia della lumaca. Successivamente, uno dei seguaci di Jiraiya, Yashagoro, fu sopraffatto dal fascino di un serpente e divenne esperto nella magia del serpente. Egli prese il nome di Orochimaru (Orochi significa “serpente mostruoso”) e attaccò Jiraiya. Insieme a sua moglie, Jiraiya diede battaglia a questo mago, ma fu infettato dal veleno del serpente e cadde privo di conoscenza. Fortunatamente un altro dei seguaci di Jiraiya, al quale egli salvò la vita una volta, venne in suo soccorso. A questo punto, senza una conclusione, il racconto bruscamente si conclude.
La magia del rospo, quella del serpente, dell’uccello, del ragno e delle lumache erano i principali tipi di magia praticati da taumaturghi nell’antico Giappone. Si supponeva che fossero incompatibili gli uni con gli altri, ma in questa storia, almeno, l’amore trovò il modo.
Tutto questo è raccontato nel romanzo a puntate intitolato Jiraiya Goketsu Monogatari (Il Racconto del Galante Jiraiya) scritto da differenti autori e pubblicato in 43 puntate dal 1839 al 1868. Kunisada, tra gli altri, si occupò delle illustrazioni. Il drammaturgo Kawatake Mokuami compose un lavoro teatrale basato sulle prime dieci parti del racconto, il quale fu messo in scena, sotto lo stesso titolo, al Teatro Kawarasaki di Edo (Tokyo) nel Luglio del 1852 con Ichikawa Danjuro VIII nel ruolo principale. (…)
Chi ha visto gli episodi di Naruto, avrà notato l’elevata somiglianza di questo racconto con gli ultimi episodi trasmessi in tv (più o meno quelli a ridosso dell’episodio 95), sia per quanto riguarda la Tecnica del Richiamo (Kuchiyose no Jutsu) in cui ognuno dei tre Ninja Leggendari è esperto (Jiraiya i rospi, Tsunade le lumache, Orochimaru i serpenti), sia per quanto riguarda la natura malefica e traditrice di Orochimaru. C’è il sospetto che l’altro dei seguaci di Jiraiya che venne in suo soccorso, altri non sia che Naruto stesso.
Infine una considerazione che costituisce anche una lieve anticipazione di Naruto (di sole 2 puntate): l’illustrazione sopra riportata sembra descrivere nient’altro che la conclusione dello scontro in cui Jiraiya e Tsunade, evocando Gamabunta e Katsuyu, riescono a sconfiggere Orochimaru, che aveva richiamato Manda. Tsunade riesce a bloccare la bocca di Manda con la spada di Gamabunta… e quindi l’enorme Serpente è sconfitto!
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