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Boliboop su Twitter: prime impressioni

8 maggio 2007 , di Boliboop

twitter2.pngVi annuncio che ieri mi sono iscritto anch’io a Twitter, e questa è la mia pagina: http://twitter.com/boliboop
Secondo alcuni Twitter è il classico servizio web 2.0: non si sa bene a cosa serva ma ne parlano tutti. Non solo: un articolo su msnbc, il network di notizie targato Microsoft, intitolato “A nessuno interessa quello che stai facendo” bolla questo servizio come semplicemente inutile. Ma è davvero così?

Innanzitutto Twitter è un servizio che permette di creare reti sociali e contemporaneamente di lanciarsi cosiddetto micro-blogging.
Il nome Twitter deriva dall’inglese to tweet, ovvero cinguettare. I brevissimi messaggi che vengono lanciati in internet grazie a questo servizio sono appunto identificati con i brevi cinguettii degli uccelli.

La modalità l’uso più semplice è quella, dopo aver effettuato il login, di recarsi nella pagina del proprio account (http://twitter.com/home) e inserire un messaggio di solo testo di massimo 140 caratteri descrivendo ciò che si sta facendo (rispondendo, cioè, alla domanda “What are you doing?”), ovvero dichiarare il proprio status: per questo è spesso usata la terza persona, in modo simile alle “azioni” nelle chat IRC.

La mia opinione è che Twitter si collochi in una zona intermedia tra l’instant messaging e lo scambio di e-mail, non avendo l’assillo del primo e l’estrema limitazione sociale del secondo.

Infatti essendo un sistema basato principalmente sulla dichiarazione del proprio status, è meno frequente un fitto scambio di messaggi fra due o più persone. Ma permette di creare una personale rete sociale dal momento che è possibile aggiungere alla propria lista di amici (Friends) un qualsivoglia numero di utenti potendo scegliere di visualizzare in un unica schermata tutti i nostri messaggi insieme a tutti quelli dei nostri amici (in ordine cronologico); viceversa i nostri amici potranno aggiungerci alla loro lista e noi li vedremo come Followers.
Ovviamente Twitter implementa le classiche funzioni di messaggeria privata e di blocco degli utenti ed ha l’indubbio vantaggio di comunicare con moltissime persone evitando di diffondere il proprio indirizzo e-mail.

Le altre modalità d’uso, oltre alla pagina web già citata, sono l’interfacciamento con il proprio cellulare (spedendo degli SMS), l’uso del proprio messanger preferito (è possibile usare AIM, GTalk, iChat, LiveJournal e qualsiasi altro che supporti il protocollo Jabber), oppure di client costruiti appositamente come Twitterrific (per Mac OS X) o Twitteroo (per Windows).

Con Firefox è anche possibile installare un’estensione, Tweetbar (oppure TwitBin), che permette di aggiungere una barra laterale apposita per Twitter, ma è molto più semplice sfruttare la pagina che Twitter ha predisposto per i dispositivi mobili (il cellulare) e, come suggerisce GPessia, visualizzare http://m.twitter.com nella barra dei segnalibri di Firefox. Infine ogni pagina di Twtitter si può seguire tramite l’ormai classico feed RSS

Insomma la comunità online si è data molto da fare per rendere ancora più fruibile questo strumento di socializzazione. C’è chi lo usa fondamentalmente solo per chattare, chi per trovare un passaggio in auto, chi scopre dinamiche sociali inaspettate e chi lo sfrutta quasi come un servizio di informazione in tempo reale, per di più interattiva.

C’è molto da scoprire da un servizio nato nell’ottobre del 2006 (solo 7 mesi fa), e definirlo inutile è ingeneroso e quantomeno superficiale. Certo, i Twitter addicted potranno avere grossi problemi di concentrazione, e qualcuno definisce esageratamente questa sindrome come “ossessiva-compulsiva”. Nell’articolo che ho citato all’inizio, l’autrice, Helen Popkin, usa espressioni come “è come un feed RSS di ogni aspetto noioso delle vite dei tuoi amici. E i tuoi amici sono noiosi” e “Twitter è stupido“.

Ma uno strumento che avvicina avvicina gli utenti di internet e semplifica le interrelazioni, anche fra una moltitudine di persone, non lo bollerei mai definendolo stupido. Anche perché uno strumento non è mai stupido, ma al massimo lo è l’uso che se ne fa, e questo dipende dalle persone.

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  1. Prime impressioni su WP 2.1
  2. Il primo Twitter Maiestatis Day
  3. Nascono i Twitter Days

7 Commenti a “Boliboop su Twitter: prime impressioni”

  1. 1

    sacha ha detto

    …e allora visto che ti leggo da un pò, ti aggiungo alla mia lista di amici se non ti dispiace ;-)

  2. 2

    gpessia ha detto

    eh eh :mrgreen: vedi quant’è pericoloso twitter

  3. 3

    Boliboop ha detto

    @sasha: felice di essere nella tua lista, ho ricambiato il favore :grin:
    @gpessia: pericolosissimo, dopo 12 ore già prendevo le sue difese! :mrgreen:

  4. 4

    Sandro ha detto

    Egregio Boliboop complimenti per il tuo bellissimo blog e per la chiarezza con cui descrivi applicazioni e notizie informatiche anche a chi come me è un inesperto totale.
    Volevo farti una domanda su Twitter: è ancora possibile ricevere le notifiche e gli aggiornamenti dai propri friends su cellulare (via SMS insomma)?
    Grazie mille

  5. 5

    Saverio ha detto

    Bello twitter, sei già nella mia lista amici. E’ divertente e ti tiene compagnia e poi per me è una valvola di sfogo.

  6. 6

    Boliboop ha detto

    @Sandro: non mi risulta che sia possibile ricevere via SMS, ma solo inviare. Immagino che sia per una questione di tariffazione. Ma tieni conto che conosco questo servizio da 24 ore, potrei sbagliarmi. Grazie per i complimenti, fa sempre piacere riceverli :)

  1. 1

    Levysoft » Anche io sono approdato su Twitter

    [...] a tutto vantaggio di chi lavora tanto e non può stare tutto il giorno a “chattare”. Davide ha espresso bene il concetto con questa frase: “Twitter si colloca in una zona intermedia tra [...]

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