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Archivio per la categoria 'Ecologia'

Novità sull’affare Neroogle (e sugli altri siti che lucrano sul finto risparmio energetico)

7 luglio 2007 , di Boliboop

In fondo al post Neroogle, blackgoogle e gli altri siti che lucrano sul (finto) risparmio energetico ho aggiunto il seguente aggiornamento che spiega alcuni (presunti) sviluppi nella questione Neroogle, il Google tutto nero che farebbe risparmiare molta energia elettrica, ma che in realtà ne fa risparmiare pochissima e rimpingua il portafoglio dell’autore. Ecco il testo dell’aggiornamento:

Il 3 luglio, su Dowloadblog, Shor ha risposto ai molti commenti perplessi scrivendo:

We ragazzi ma perchè tutto questo accanimento?
L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima, ha fatto questo progetto perchè credeva in una buona causa, non aveva sicuramente la pretesa di cambiare il mondo, ma di dare un piccolo contributo, pensate che con 5 click di adsense possa essersi arricchito? Dai facciamo i seri :)

Gli annunci li ha messi per cercare di ripagarsi almeno le spese di hosting, non vedo cosa ci sia di male. Comunque visto che ogni volta che si fa qualcosa qui in italia si pensa subito male, ha tolto il codice di adsense, così si chiude qui questa inutile polemica e non si pensa a operazioni speculative.

Buonanotte a tutti :)

Peccato però che i banner AdSense, ad oggi, non sono per niente stati rimossi, sono ancora lì a macinare dollari. Inoltre vorrei far presente che almeno su Internet, per fortuna, dire “L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima” non ha granché valore. Ci vogliono dei fatti e anche se “qui in italia si pensa subito male” forse è meglio che fare la figura dei fessi. Minimizzare parlando di “5 click” è inoltre abbastanza ridicolo, dal momento che Shor ha avuto l’accortezza di pubblicizzare l’iniziativa della persona che gode della sua stima su due blog particolarmente frequentati, ovvero Geekissimo e Downloadblog. I “5 click” probabilmente sono molto di più.

Mi piacerebbe più trasparenza perché pubblicizzare il più possibile un servizio non mi sembra assolutamente sbagliato, ma “dimenticarsi” di dire che si sta lucrando (secondo alcuni non solo sui click ma anche sulle ricerche stesse) mentre si spaccia per straordinario un risparmio energetico che straodinario non è, non è molto corretto.

Che ne pensate?

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Neroogle, blackgoogle e gli altri siti che lucrano sul (finto) risparmio energetico [AGGIORNATO]

2 luglio 2007 , di Boliboop

Il post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

neroogle.png

Quando si da per buono tutto quello che si legge e non si fa uso di un sano senso critico, si rischia di far guadagnare molti soldi a chi inventa servizi inutili ma che cavalcano (clandestinamente) l’onda dell’ecologismo. Oggi, infatti, Shor ha pubblicato su Geekissimo e anche su Downloadblog (non capisco perché poi due post quasi identici su due blog diversi) un appassionato post su Neroogle che a detta di Shor stesso “è un nuovo motore di ricerca in linea con l’ambiente”. Il motivo è che questo sito visualizza con sfondo scuro e caratteri in grigio chiaro uno dei siti più famosi e utilizzati al mondo, ovvero il motore di ricerca di Google, e si risparmierebbe moltissima corrente elettrica, per un risparmio globale di 8.3 Megawattora al giorno, 3000 Megawattora all’anno. Secondo Shor, che riporta fedelmente quanto scritto nella pagina delle info di Neroogle: “davvero un bella quantità di energia, per un così piccolo sforzo”. Inoltre dicono che “I risultati delle ricerche effettuate su Neroogle sono identiche a quelle effettuate su Google”.

Innanzitutto i risultati delle ricerche su Neroogle sembrano effettivamente uguali a quelli di Google, ma presentano dei banner Adsense, il che significa che questa iniziativa, apparentemente ecologica, è un’ottima fonte di guadagno a fonte del poco lavoro per modificare un CSS. C’è anche chi (daddà e bbpress) ha anche ottenuto due risultati diversi utilizzando Google e Neroogle, ma il fulcro della speculazione non cambia.

Stesso discorso per Blackle (identico a Neroogle, quindi probabilmente fatto dalle stesse persone) e Blackgoogle che presenta banner anche nella pagina di ricerca localizzata in italiano (sezione Italy), e non solo nella pagina dei risultati [esiste anche LifeGaatle]. Come fa notare Francesco su Geekissimo “Vabbe’ salvare l’ambiente … sono d’accordissimo, pero’ ditela tutta!”. Peccato che non si salva per nulla l’ambiente…

Infatti, in un commento su downloadblog, motumboe ha spiegato :

In questo preciso momento (www.grtn.it) la potenza consumata nel territorio italiano è di 49617 MW.
8.3MWh / 24h = 0.346MW (Potenza media risparmiata)

0.346MW / 49617MW = 7 * 1e-6

–> Il risparmio globale complessivo potenziale sarebbe pari allo 0,0007% del consumo medio italiano.

Sottolineo che in tutto il mondo si risparmierebbe lo 0,0007% del consumo medio italiano. Inoltre non è chiaro se si parla di schermi a tubo catodico, lcd o led. Insomma tutto poco chiaro.

Giustamente Ursula fa notare che non ha molto senso risparmiare una piccolissima quantità di energia se dall’altra parte si bloccano tutti i tentativi di sfruttare su grande scala le fonti di energia rinnovabile come il Sole o il vento. Le multinazionali energetiche che usano il petrolio, infatti, non fanno granché per cambiare le loro politiche per non turbare i delicati equilibri economici mondiali, a scapito degli altrettanto delicati equilibri ecologici.

Luca T. suggerisce, invece, di non utilizzare siti con grafica troppo scura, come questi, e spiega “Sapete che il colore nero e la bassa differenza cromatica in una pagina web, in uno schermo, o ovunque ci sia da guardare e leggere, affatica pesantemente la vista causando un progressivo indebolimento della capacità visiva?!” Un risparmio energetico che fa male alla salute e costringe a comprare occhiali da vista non è un gran vantaggio, non vi pare?

Se conoscete altri servizi che sfruttano la creduloneria di molti per tirar su un po’ di soldi, fatemelo sapere nei commenti. Grazie.

Aggiornamento [7/07/2007]

Il 3 luglio, su Dowloadblog, Shor ha risposto ai molti commenti perplessi scrivendo:

We ragazzi ma perchè tutto questo accanimento?
L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima, ha fatto questo progetto perchè credeva in una buona causa, non aveva sicuramente la pretesa di cambiare il mondo, ma di dare un piccolo contributo, pensate che con 5 click di adsense possa essersi arricchito? Dai facciamo i seri :)

Gli annunci li ha messi per cercare di ripagarsi almeno le spese di hosting, non vedo cosa ci sia di male. Comunque visto che ogni volta che si fa qualcosa qui in italia si pensa subito male, ha tolto il codice di adsense, così si chiude qui questa inutile polemica e non si pensa a operazioni speculative.

Buonanotte a tutti :)

Peccato però che i banner AdSense, ad oggi, non sono per niente stati rimossi, sono ancora lì a macinare dollari. Inoltre vorrei far presente che almeno su Internet, per fortuna, dire “L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima” non ha granché valore. Ci vogliono dei fatti e anche se “qui in italia si pensa subito male” forse è meglio che fare la figura dei fessi. Minimizzare parlando di “5 click” è inoltre abbastanza ridicolo, dal momento che Shor ha avuto l’accortezza di pubblicizzare l’iniziativa della persona che gode della sua stima su due blog particolarmente frequentati, ovvero Geekissimo e Downloadblog. I “5 click” probabilmente sono molto di più.

Mi piacerebbe più trasparenza perché pubblicizzare il più possibile un servizio non mi sembra assolutamente sbagliato, ma “dimenticarsi” di dire che si sta lucrando (secondo alcuni non solo sui click ma anche sulle ricerche stesse) mentre si spaccia per straordinario un risparmio energetico che straodinario non è, non è molto corretto.

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È pericoloso il diidrogeno monossido? Fate la prova con i vostri amici

21 marzo 2007 , di Boliboop

L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/2/2a/DMRDlogo.gif/180px-DMRDlogo.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
DHMO, diidrogeno monossido: una sigla e un nome che inquietano. Quando poi si scopre, presso siti come DHMO.org, che si tratta di una sostanza usata dagli atleti per migliorare le proprie prestazioni e facilmente rintracciabile nei nostri fiumi, nei laghi e nelle piogge acide, e che ne ingeriamo quotidianamente dosi significative, l’inquietudine diventa allarme.

Provateci: descrivete ai vostri amici i fatti presentati da pagine come Impatto ambientale del monossido di diidrogeno e vedete quanta indignazione riuscite a generare. Stampate i volantini in italiano e organizzate un sondaggio per strada: sapevate dell’esistenza del diidrogeno monossido e della sua presenza persino nei ghiacci dell’Artide e dell’Antartide?

Non stupitevi dei risultati: otterrete reazioni immediate di rabbia e d’impotenza per l’ennesima porcheria chimica che ci viene propinata da gente senza scrupoli. Soprattutto otterrete molta disponibilità a sottoscrivere petizioni come questa per l’eliminazione del DHMO.

Ma soprattutto scoprirete quanto è facile gabbare la gente usando paroloni e facendo leva sulle paure più comuni e sulla diffusa ignoranza scientifica. Sì, perché se per caso non l’aveste notato, il diidrogeno monossido (due molecole di idrogeno, una di ossigeno) è l’acqua.

Un elenco delle burle e delle relative vittime, alcune delle quali particolarmente illustri, è pubblicato dalla Wikipedia.

Dal blog di Paolo Attivissimo. Da leggere l’elenco dei firmatari della petizione on-line.

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Linux allunga la vita dei pc e riduce i rifiuti elettronici

10 marzo 2007 , di Boliboop

tux.jpgUno dei risultati di una ricerca dell’Office of Government Commerce britannico, un’agenzia governativa, informa che usare il sistema operativo open source Linux sui computer significa ridurre l’e-waste, la tecnospazzatura che invade il pianeta.

La ricerca, a cui l’Office lavora con IBM e Sun Microsystems, è in realtà focalizzata sulle opportunità e i problemi che possono emergere con l’introduzione di sistemi open source nella pubblica amministrazione. Ma, in un paragrafo denominato Hardware resources and the “Green” agendasi legge che in molti casi l’open source “richiede meno risorse di memoria e un processore di velocità inferiore” per eseguire compiti che sistemi proprietari come Microsoft Windows possono portare a termine con hardware “maggiorato”.

Inoltre si sostiene che “i sistemi operativi open source come Linux generalmente non fruiscono di periodici importanti aggiornamenti, che sono invece una funzionalità di Windows, e quindi non hanno necessità di aggiornare i computer come richiesto da questi aggiornamenti. Questo significa che un computer sucui gira Linux può avere una vita significativamente più lunga di un computer equivalente su cui giri Windows”.
Continua a leggere ‘Linux allunga la vita dei pc e riduce i rifiuti elettronici’

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