Archivio per la categoria 'Economia'
Come saprete, Microsoft sta tentando di imporre un nuovo standard per quando riguarda i documenti con il suo OOXML. Il secondo pronunciamento dell’organismo preposto a stabilire se un formato può essere considerato un standard ISO è stato negativo e a febbraio 2008 ci sarà la decisione definitiva. Prima del secondo pronunciamento è stata lanciata dal sito NoOOXML una petizione on-line rivolta all’ISO di cui riporto il testo perché chiarisce bene non solo i punti della questione, ma anche che genere di lavoro porta avanti la Microsoft anche quando si maschera dietro buone azioni (rispettare gli standard o le comunità Linux, tanto per intenderci):
Chiedo ai membri nazionali dell’Organizzazione Internazionale degli Standard (ISO) di esprimere un “NO” alla votazione di Office OpenXML (o formato OOXML) come standard ISO DIS 29500 per le seguenti ragioni:
- Esiste già lo standard ISO 26300 – Open Document Format (ODF): un doppio standard aggiungerebbe costi, incertezza e confusione per industrie, governi e cittadini;
- Non esistono implementazioni della specifica OOXML: Microsoft Office 2007 produce una versione particolare di OOXML, differente da quella descritta nella specifica OOXML;
- Mancano delle informazioni nel documento di specifica, ad esempio su come utilizzare autoSpaceLikeWord95 o useWord97LineBreakRules;
- Più del 10% degli esempi menzionati all’interno della proposta di standard non sono conformi alle specifiche XML;
- Non c’è alcuna garanzia che si possa scrivere software che implementi completamente o in parte la specifica OOXML senza essere perseguibili per infrazione di brevetto o senza dover pagare licenze di brevetto alla Microsoft;
- Questa proposta di standard va in conflitto con altri standard ISO, come lo standard ISO 8601 (Rappresentazione di date e orari), lo standard ISO 693 (Codici per la rappresentazione di nomi e lingue) e lo standard ISO/IEC 10118-3 (Hash crittografici);
- È presente un bug nel formato del foglio di calcolo che impedisce l’uso di date antecedenti il 1900: tale bug è presente nella specifica OOXML quanto in Microsoft Excel nelle versioni 2000, XP, 2003 e 2007;
- Questa proposta di standard non è stata creata tenendo conto delle esigenze e delle esperienze di tutte le parti interessate, ovvero i produttori, i venditori, gli acquirenti, gli utenti ed i regolatori, ma soltanto ed esclusivamente della Microsoft.
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Secondo una classifica stilata da ChangeWave, dopo un sondaggio effettuato su un campione di 3.665 persone, la Apple è l’azienda che vanta il maggior numero di acquirenti di soddisfatti del proprio acquisto con l’86% di utenti molto soddisfatti. Questo dato assume ancora più valore se confrontato con quello della seconda in classifica, la Toshiba, con solo il 59% di utenti molto soddisfatti. Ecco la classifica completa:
- Apple 86%
- Toshiba 59%
- Hewlett Packard 53%
- Gateway 53%
- Lenovo 45%
- Dell 44%
Il sondaggio ha anche rilevato che 17 computer portatili su 100 sono dei Mac, 5 in più dello scorso Giugno. Questo significa che non solo la Apple vende più computer, ma anche che chi li compra un Mac, fidandosi della pubblicità o dei consiglio degli altri Mac-user non rimane quasi mai deluso. Infatti se l’86% è molto soddisfatto, un altro 7% è piuttosto soddisfatto, per arrivare ad un invidiabile 93% di soddisfazione.
[via melamorsicata]
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Chi di voi ha un account Google Adsense potrebbe aver appena scoperto un messaggio nella pagina iniziale: “Congratulazioni, l’account è stato aggiornato con il nuovo Referrals 2.0. Per cominciare fai click qui“.
I Referrals 2.0 consentono di scegliere prodotti o gruppi di prodotti specifici da pubblicizzare sul sito e di scegliere annunci pertinenti ai contenuti trattati. Si possono scegliere un massimo di 15 prodotti o annunci specifici da pubblicare a rotazione nell’unità di referral. Inoltre si possono scegliere anche alcune categorie e parole chiave in modo da pubblicare gli annunci più recenti ad esse corrispondenti nel momento in cui diventano disponibili.
Gli annunci, come sempre, sono disponibili anche in lingua italiana riferiti ad aziende operanti in Italia. Le categorie di prodotti pubblicizzabili sono: Prodotti Google, Acquisti, Business, Computer ed elettronica, Finanziamento e assicurazioni, Foto e video, Gastronomia e bevande, Giochi, Intrattenimento, Passatempi, Salute, Settore automobilistico, Settori, Telecomunicazioni e Viaggi.
All’interno di ogni categoria si trova un elenco di tutti i prodotti disponibili (per ora non molti). Ad esempio dentro Prodotti Google troviamo i già noti AdSense, AdWords, Firefox con Google Toolbar e Google Pack. Mentre, ad esempio, all’interno della categoria Viaggi un elenco di Hotel e compagnie che organizzano viaggi. Una volta selezionato un certo numero di categorie o prodotti specifici, è possibile scegliere il formato dell’annuncio e generare il codice AdSense specifico per la serie di Referrals voluti. Si può inoltre spuntare l’opzione “Scegli gli annunci con il migliore rendimento” ma questo potrebbe far sì che gli annunci potrebbero non essere pubblicati regolarmente.
Infine la ricerca per parola chiave permette sia di cercare un annuncio specifico in pochi istanti (invece che navigare nelle categorie) sia di visualizzare annunci pertinenti alla parola chiave cercata, lasciando che sia Google AdSense a selezionarli automaticamente.
Ricordo che i Referrals, diversamente da banner AdSense per i contenuti, permettono di incassare solo se chi ci clicca sopra effettua poi un acquisto. Nonostante sia molto meno frequente che un semplice click, un Referrals permette degli incassi maggiori. A questo punto tutto sta nel capire quale sia l’azienda che paga di più e che attira più facilmente clienti tramite i loro banner.
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Ecco un recente confronto fra 7 dei maggiori programmi di affiliazione, roba come AdSense e banner pubblicitari vari, per capirci. Daniele di Gregorio, l’autore del post, scrive:
Qual’è il programma di affiliazione che paga di più? E la migliore alternativa ad AdSense? Quali affiliazioni possono essere utilizzate nello stesso tempo? Questi sono quelli che ho provato e testato personalmente negli ultimi anni. Ecco una mini-guida.
E voi che ne pensate? Avete sperimentato uno o più programmi (anche non presenti nella mini-guida)? Siete soddisfatti? Esprimetevi
[via mondoblog]
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In fondo al post Neroogle, blackgoogle e gli altri siti che lucrano sul (finto) risparmio energetico ho aggiunto il seguente aggiornamento che spiega alcuni (presunti) sviluppi nella questione Neroogle, il Google tutto nero che farebbe risparmiare molta energia elettrica, ma che in realtà ne fa risparmiare pochissima e rimpingua il portafoglio dell’autore. Ecco il testo dell’aggiornamento:
Il 3 luglio, su Dowloadblog, Shor ha risposto ai molti commenti perplessi scrivendo:
We ragazzi ma perchè tutto questo accanimento?
L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima, ha fatto questo progetto perchè credeva in una buona causa, non aveva sicuramente la pretesa di cambiare il mondo, ma di dare un piccolo contributo, pensate che con 5 click di adsense possa essersi arricchito? Dai facciamo i seri
Gli annunci li ha messi per cercare di ripagarsi almeno le spese di hosting, non vedo cosa ci sia di male. Comunque visto che ogni volta che si fa qualcosa qui in italia si pensa subito male, ha tolto il codice di adsense, così si chiude qui questa inutile polemica e non si pensa a operazioni speculative.
Buonanotte a tutti
Peccato però che i banner AdSense, ad oggi, non sono per niente stati rimossi, sono ancora lì a macinare dollari. Inoltre vorrei far presente che almeno su Internet, per fortuna, dire “L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima” non ha granché valore. Ci vogliono dei fatti e anche se “qui in italia si pensa subito male” forse è meglio che fare la figura dei fessi. Minimizzare parlando di “5 click” è inoltre abbastanza ridicolo, dal momento che Shor ha avuto l’accortezza di pubblicizzare l’iniziativa della persona che gode della sua stima su due blog particolarmente frequentati, ovvero Geekissimo e Downloadblog. I “5 click” probabilmente sono molto di più.
Mi piacerebbe più trasparenza perché pubblicizzare il più possibile un servizio non mi sembra assolutamente sbagliato, ma “dimenticarsi” di dire che si sta lucrando (secondo alcuni non solo sui click ma anche sulle ricerche stesse) mentre si spaccia per straordinario un risparmio energetico che straodinario non è, non è molto corretto.
Che ne pensate?
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Il post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Quando si da per buono tutto quello che si legge e non si fa uso di un sano senso critico, si rischia di far guadagnare molti soldi a chi inventa servizi inutili ma che cavalcano (clandestinamente) l’onda dell’ecologismo. Oggi, infatti, Shor ha pubblicato su Geekissimo e anche su Downloadblog (non capisco perché poi due post quasi identici su due blog diversi) un appassionato post su Neroogle che a detta di Shor stesso “è un nuovo motore di ricerca in linea con l’ambiente”. Il motivo è che questo sito visualizza con sfondo scuro e caratteri in grigio chiaro uno dei siti più famosi e utilizzati al mondo, ovvero il motore di ricerca di Google, e si risparmierebbe moltissima corrente elettrica, per un risparmio globale di 8.3 Megawattora al giorno, 3000 Megawattora all’anno. Secondo Shor, che riporta fedelmente quanto scritto nella pagina delle info di Neroogle: “davvero un bella quantità di energia, per un così piccolo sforzo”. Inoltre dicono che “I risultati delle ricerche effettuate su Neroogle sono identiche a quelle effettuate su Google”.
Innanzitutto i risultati delle ricerche su Neroogle sembrano effettivamente uguali a quelli di Google, ma presentano dei banner Adsense, il che significa che questa iniziativa, apparentemente ecologica, è un’ottima fonte di guadagno a fonte del poco lavoro per modificare un CSS. C’è anche chi (daddà e bbpress) ha anche ottenuto due risultati diversi utilizzando Google e Neroogle, ma il fulcro della speculazione non cambia.
Stesso discorso per Blackle (identico a Neroogle, quindi probabilmente fatto dalle stesse persone) e Blackgoogle che presenta banner anche nella pagina di ricerca localizzata in italiano (sezione Italy), e non solo nella pagina dei risultati [esiste anche LifeGaatle]. Come fa notare Francesco su Geekissimo “Vabbe’ salvare l’ambiente … sono d’accordissimo, pero’ ditela tutta!”. Peccato che non si salva per nulla l’ambiente…
Infatti, in un commento su downloadblog, motumboe ha spiegato :
In questo preciso momento (www.grtn.it) la potenza consumata nel territorio italiano è di 49617 MW.
8.3MWh / 24h = 0.346MW (Potenza media risparmiata)
0.346MW / 49617MW = 7 * 1e-6
–> Il risparmio globale complessivo potenziale sarebbe pari allo 0,0007% del consumo medio italiano.
Sottolineo che in tutto il mondo si risparmierebbe lo 0,0007% del consumo medio italiano. Inoltre non è chiaro se si parla di schermi a tubo catodico, lcd o led. Insomma tutto poco chiaro.
Giustamente Ursula fa notare che non ha molto senso risparmiare una piccolissima quantità di energia se dall’altra parte si bloccano tutti i tentativi di sfruttare su grande scala le fonti di energia rinnovabile come il Sole o il vento. Le multinazionali energetiche che usano il petrolio, infatti, non fanno granché per cambiare le loro politiche per non turbare i delicati equilibri economici mondiali, a scapito degli altrettanto delicati equilibri ecologici.
Luca T. suggerisce, invece, di non utilizzare siti con grafica troppo scura, come questi, e spiega “Sapete che il colore nero e la bassa differenza cromatica in una pagina web, in uno schermo, o ovunque ci sia da guardare e leggere, affatica pesantemente la vista causando un progressivo indebolimento della capacità visiva?!” Un risparmio energetico che fa male alla salute e costringe a comprare occhiali da vista non è un gran vantaggio, non vi pare?
Se conoscete altri servizi che sfruttano la creduloneria di molti per tirar su un po’ di soldi, fatemelo sapere nei commenti. Grazie.
Aggiornamento [7/07/2007]
Il 3 luglio, su Dowloadblog, Shor ha risposto ai molti commenti perplessi scrivendo:
We ragazzi ma perchè tutto questo accanimento?
L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima, ha fatto questo progetto perchè credeva in una buona causa, non aveva sicuramente la pretesa di cambiare il mondo, ma di dare un piccolo contributo, pensate che con 5 click di adsense possa essersi arricchito? Dai facciamo i seri
Gli annunci li ha messi per cercare di ripagarsi almeno le spese di hosting, non vedo cosa ci sia di male. Comunque visto che ogni volta che si fa qualcosa qui in italia si pensa subito male, ha tolto il codice di adsense, così si chiude qui questa inutile polemica e non si pensa a operazioni speculative.
Buonanotte a tutti
Peccato però che i banner AdSense, ad oggi, non sono per niente stati rimossi, sono ancora lì a macinare dollari. Inoltre vorrei far presente che almeno su Internet, per fortuna, dire “L’ideatore è una persona che conosco, e gode della mia stima” non ha granché valore. Ci vogliono dei fatti e anche se “qui in italia si pensa subito male” forse è meglio che fare la figura dei fessi. Minimizzare parlando di “5 click” è inoltre abbastanza ridicolo, dal momento che Shor ha avuto l’accortezza di pubblicizzare l’iniziativa della persona che gode della sua stima su due blog particolarmente frequentati, ovvero Geekissimo e Downloadblog. I “5 click” probabilmente sono molto di più.
Mi piacerebbe più trasparenza perché pubblicizzare il più possibile un servizio non mi sembra assolutamente sbagliato, ma “dimenticarsi” di dire che si sta lucrando (secondo alcuni non solo sui click ma anche sulle ricerche stesse) mentre si spaccia per straordinario un risparmio energetico che straodinario non è, non è molto corretto.
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Oggi negli Stati Uniti verrà lanciato l’iPhone, ovvero il primo melafonino, alle 18.00 (ora italiana) . In rete in questi giorni non si parla d’altro, e dalle 14.00 sono addirittura disponibili delle dirette dell’evento di New York, visibile ad esempio su Robin Good TV.
Le file interminabili che si stanno formando davanti agli Apple Store statunitensi hanno obbligato i gestori a stabilire alcune regole, come ad esempio quella diffusa in una nota ufficiale: “customers can purchase up to two iPhones” (i clienti possono acquistare al massimo due iPhone). Questo ovviamente per evitare di scontentare troppe persone che troveranno già gli scaffali vuoti e, sospetto, anche per evitare fenomeni di bagarinaggio, nel caso Apple non dovesse prontamente rifornire i suoi negozi (come è già successo in passato nei lanci dell’iPod). (SpiderMac)
Chissà se si ripeteranno le stesse scene anche in Europa, a dicembre, quando il melafonino verrà lanciato anche per noi comuni continentali.
Intanto Apple Gazette ha già pubblicato una serie di bellissimi sfondi per l’iPhone, qui, in formato 320×480px.
Sono stati annunciati gli accessori per iPhone ed è disponibile iTunes 7.3, creato soprattutto per supportare l’iPhone e le sue suonerie. Ecco cosa dice la nota per l’aggiornamento su Mac:
Con iTunes 7.3, adesso puoi attivare il servizio iPhone e sincronizzare iPhone per ascoltare la tua musica o riprodurre spettacoli TV, filmati e altro ancora. Inoltre, puoi condividere le tue foto digitali preferite in modalità wireless e visualizzarle su qualunque computer di casa con Apple TV.
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Può sembrare paradossale, ma Mac OS X 10.5 ‘Leopard’ è il software più venduto nello store di Amazon (che è un buon termometro delle vendite globali), sia nella versione singola da 129 $ che nella versione Family Pack da 199 $. Ovviamente si tratta di pre-ordini, dal momento che la data del rilascio di Leopard è fissata per Ottobre 2007. Ma si tratta di un dato significativo che fa comprendere molto bene quanta sia l’attesa dietro a questo sistema operativo Apple.
Nella categoria Sistemi Operativi, in particolare, la classifica è la seguente:
- Apple Mac OS X Version 10.5 Leopard
- Microsoft Windows XP Home Edition FULL VERSION with SP2
- Microsoft Windows XP Professional FULL VERSION with SP2
- Apple Mac OS X Tiger 10.4.6 (Mac DVD)
- Microsoft Windows Vista Ultimate UPGRADE [DVD]
e a seguire le altre versioni di Windows Vista. Da notare che il vecchio sistema operativo Mac OS X Tiger, lanciato ormai due anni fa e in sostituzione con Leopard fra soli 4 mesi, è più venduto di Windows Vista, lanciato solo a fine Gennaio. Inoltre Windows XP non è solo palesemente ancora più usato di Vista, ma è tuttora più venduto di quest’ultimo.
Vista, dopo 5 mesi è già un clamoroso flop, Leopard, prima ancora di essere rilasciato, è già un successo.
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Da Punto-Informatico, una notizia esemplare del delirio da DRM, farcito di disperazione finanziaria. Tutto da gustare:
A lampante dimostrazione della follia generale a cui conduce l’abuso di tecnologie anticopia, Media Rights Technologies ha inviato diffide a quattro delle società più attive nella diffusione di contenuti digitali sul network telematico mondiale. Le ragioni sarebbero fornite dal DMCA, la legge sul copyright, la cui forse roppo letterale interpretazione ha spinto la società a pretendere che Microsoft, Apple, Adobe e Real Networks non solo infilino ovunque i sistemi DRM ma usino obbligatoriamente le protezioni sviluppate dalla società.
La minaccia formale di possibili azioni legali, annunciata da una press release sul sito della società, sostiene che i lettori software sviluppati e immessi in rete dai grandi nomi dell’industria dei contenuti non siano protetti a sufficienza, paventando possibili buchi sfruttabili dagli hacker per aggirare le limitazioni all’uso e alla copia di software, audiovisivi e quant’altro disponibile in formato digitale.
iPod, iTunes, Windows Media Player, Real Player, Adobe Flash secondo Media Rights sono tutte tecnologie intrinsecamente insicure sviluppate in palese violazione del controverso DMCA, e pertanto vanno ritirate dal mercato e sostituite con omologhi protetti a dovere. Tale blindatura definitiva, sempre secondo la sconcertante interpretazione della società, verrebbe fornita in via esclusiva da X1 SeCure Recording Control, prodotto che guarda caso viene realizzato da MRT stessa.
Continua a leggere ‘Denunciate Apple, Microsoft, Adobe e Real Networks per poco DRM’
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Dopo le giustificate pressioni provenienti dal mondo degli utenti Linux, la Dell, il secondo distributore di computer del mondo dopo HP, ha deciso di far partire un sondaggio per chiedere quali distribuzione sarebbe preferibile che sia pre-installata per i possibili acquirenti dei solo modelli. Il sondaggio parla anche dell’uso che se ne vorrebbe fare e del tipo di computer, desktop o portatile.
Come però ha fatto notare Simone Brunozzi, Dell non garantisce che i risultati del sondaggio verranno diffusi, né assicura che verranno diffusi correttamente. Inoltre Dell ha dimenticato, nel sondaggio, di menzionare il Trusted Computing, come se non fosse un problema rilevante. Ha quindi deciso di preparare un sondaggio aperto, il PC-Linux Open Survey,i cui risultati (che vengono aggiornati una volta al giorno) sono e saranno sempre disponibili per tutti, nel rispetto della filosofia Open Source.
Probabilmente questo sondaggio non ha il solo scopo di replicare il Closed Survey di Dell, ma anche quello di portare avanti l’ipotesi della realizzazione di una azienda che distribuisca pc portatili con pre-installato Linux (preferibilmente Ubuntu). Una Open Azienda, tanto per intenderci
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