La divertente ed ironica striscia che vedete qui sopra (clicca per vederla in dimensioni normali) è stata pubblicata oggi da Albo, un giovane fumettista palermitano che fa ampio uso di un MacBook Pro per dare sfogo alla propria creatività. In realtà di tratta dell’ultima di una serie di 3 strisce dedicate all’iPod Touch ma, come avete potuto vedere, in questa è addirittura ospite Steve Jobs!
Che questa striscia abbia un fondo di verità lo si può ragionevolmente sospettare tenendo conto che pochi giorni fa si è saputo di un utente che ha acquistato un iPod Touch e che, quando ha attivato la funzione di blocco automatico ed ha inserito una password errata, si è visto comparire la scritta “iPhone è disabilitato”. Come si chiede giustamente Kiro:
Che gli ingegneri Apple abbiano dimenticato quel pezzo di codice nella fase di mietitura?
Il buon Albo ha iniziato oggi una serie di tre strisce a tema Apple. La prima, molto carina e intitolata “Ricambio generazionale…” riguarda la voglia di Duke di comprarsi un iPod Touch, non appena il suo vecchio iPod Nano avrà bisogno di essere sostituito…
Per la terza, di Giovedì prossimo, mi ha già anticipato una chicca da non perdere… ma che non posso rivelarvi. Non posso fare altro che consigliarvi di collegarvi su AlboBlog!
Per i più smemorati, o per coloro che sono appena arrivati su questo blog, ricordo che Albo è anche l’autore della bellissima vignetta al centro di un manifesto AVIS realizzato da me.
Wicked Mean Posters ha recentemente pubblicato un poster in formato PDF del logo di Firefox formato dal codice sorgente dello stesso Firefox colorato ad hoc (qui potete scaricare il file PDF da 1,7 MB) [via Giavasan]
In questo ingrandimento potete vedere bene di cosa si tratta:
Tutorial Photoshop
Se questa tecnica creativa vi piace allora seguitemi in questo breve tutorial per realizzare lo stesso tipo di immagine con il logo e il testo che preferite. La tecnica è quella ritengo sia la più veloce e semplice, ma se qualcuno conosce un modo migliore di realizzare queste immagini me lo faccia sapere nei commenti. Grazie
Come immagine di partenza ho scelto il logo dell’AVIS:
come testo ho scelto semplicemente una sequenza di “AVIS AVIS AVIS…” ma ovviamente il testo usabile è qualunque. L’importante è che sia tutto contenuto in una riga (anche se lunghissima), per cui, se il testo è un codice sorgente o qualunque altra cosa, è necessario eliminare tutti gli accapo. Un editor di testo di solito è sufficiente: si evidenzia il ritorno a capo e lo si sostituisce con uno spazio.
Preparato il testo bisogna:
Aprire l’immagine da usare
Attivare lo Strumento di Testo dalla Palette degli Strumenti (oppure premendo T)
Selezionare con lo Strumento di Testo un area rettangolare grande quanto l’immagine
Incollare il testo da usare con Command+V (o Ctrl+V su PC)
Selezionare la forma del testo fare Command+Click (o Crtl+Click) sulla miniatura che rappresenta il livello di testo appena creato nella Palette dei Livelli
Attivare il livello dell’immagine cliccando sul sul suo nome nella Palette dei Livelli
Creare un nuovo livello a partire dalla selezione cliccando sul menu Livelli>Nuovo>Crea livello copiato (in inglese Layer>New>Layer via Copy)
Rendere invisibili i livelli del testo e dell’immagine originale cliccando sull’occhietto accanto ad ognuno dei livelli nella Palette dei Livelli
Aggiungere un nuovo livello con cui creare uno sfondo fatto di un unico colore, un gradiente o una qualsiasi immagine ritenuta adatta.
Il risultato può essere molto simile a questo:
clicca sull’immagine per ingrandire
Un altro esempio gradevole è quello di scrivere il primo canto della Divina Commedia sul ritratto fatto dal Botticelli a Dante Alighieri. Tecnica è identica, solamente lo sfondo è diverso perché ho usato lo stesso ritratto di Dante usando il filtro Sfocatura Gaussiana con raggio di sfocatura 250px (il valore massimo). Ecco il risultato:
Tempo fa Adobe ha messo a disposizione di tutti una serie di videocorsi per imparare a usare tutte le applicazioni di Adobe CS 3. Come primo video ho visionato quello di Ana Paula Tamburini che descrive principalmente una nuova funzione di Photoshop per convertire immagini a colori in immagini in immagini in bianco e nero.
Per vederlo bisogna accedere alla pagina dei videocorsi, cliccare su Photoshop nel riquadro “Seleziona un Programma”, cliccare sul titolo del videocorso (è il primo, per cui dovrebbe essere già selezionato) e infine cliccare in basso a destra sul pulsante “Riproduci Lezione”.
In questo articolo voglio ripercorrere gli argomenti toccati da questo breve videocorso aggiungendovi alcune considerazioni personali che spero possano risultare utili. Una già sufficiente motivazione è quella di rendere queste informazioni disponibili testualmente, in modo da essere trovate via Google (che per ora non indicizza i video)
In Photoshop ci sono moltissimi modi per effettuare una conversione colore / bianco e nero, ma la potenza di quello illustrato in questo videocorso è indubbia.
La nuova funzione è all’interno dei livelli di regolazione nella palette dei livelli. Qui si trova la nuova voce Bianco e nero. Cliccandoci sopra si aprirà una finestra e verrà, in anteprima, visualizzato il risultato con le impostazioni di default. E’ da tenere presente l’importante caratteristica dei livelli di regolazione, e quindi anche di questa nuova funzione, che consiste nella non distruttività delle informazioni. Questo significa che in qualsiasi momento possiamo modificare i parametri della regolazione ed eventualmente eliminarla del tutto, al contrario del metodo classico Immagine>Regolazioni>Bianco e Nero che agisce direttamente sul livello selezionato e può essere solo annullato immediatamente (e non in successive sessioni di lavoro) e non solo ritoccato.
Per modificare i valori di default di questo livello di regolazione è possibile cliccare sul pulsante Automatico che permette di calcolare automaticamente i valori migliori rilevano le componenti cromatiche dell’immagine. Un altro sistema è usare i settaggi predefiniti in alto nella finestra, oppure ancora regolare a mano i valori usando i cursori.
Ma un modo davvero comodo per modificare i settaggi è quello di spostare il mouse sopra l’immagine (in questo modo il cursore diventa un contagocce). Cliccando su un colore, Photoshop riconoscerà a quale settaggio appartiene ma soprattutto ne varierà il valore in base al movimento laterale che faremo.
Ad esempio l’immagine del campo di fiori ad inizio post (prelevato dal videocorso di Adobe), verrebbe in automatico convertita in questa
Come si vede i girasoli sono molto scuri e può essere un’ottima scelta quella di tenta di schiarirli selettivamente, ovvero, come si suol dire, di farli uscire fuori. E’ sufficiente cliccare su uno dei fiori gialli e trascinare il mouse verso destra per aumentare il livello del giallo e, già che ci siamo, possiamo scurire il cielo per creare un bel contrasto. Ecco il risultato:
Un ultimo tocco per rendere l’immagine davvero bella è quello di ridare il colore originale solo ai fiori gialli. Nel video corso, Ana Paula Tamburini, usa una tecnica che io presenterò leggermente modificata perché che si ottiene un risultato decisamente più gradevole.
E’ sufficiente nascondere momentaneamente il livello di regolazione (cliccando sull’occhietto alla sinistra del livello), selezionare il livello originale dell’immagine (quello a colore) e usare lo strumento Bacchetta Magica per selezionare selettivamente il colore dei fiori gialli. Quando usiamo questo strumento dobbiamo avere l’accortezza di impostare una tolleranza adeguata (nell’esempio 156) e di deselezionare la casella “Contigui” per selezionare tutti i fiori contemporaneamente. A questo punto abbiamo una selezione che copre tutti i fiori gialli. Ritorniamo sul livello di regolazione bianco e nero e rendiamolo di nuovo visibile. A questo punto basterà premere canc per eliminare quella parte della maschera (e crtl+d, o mela+d, per deselezionare) e spunteranno fuori da un paesaggio in bianco e nero dei bellissimi fiori gialli, come di seguito mostrato:
Dopo la recensione di Numbers, ho continuato ad esplorare le novità del pacchetto iWork ‘08 soffermandomi sugli effetti grafici di Keynote. Le transizioni fra slide successive, in particolare, hanno attirato la mia attenzione, ma non potendovele mostrare in screenshot ho realizzato un breve video. Potete quindi vedere all’opera Quartz, l’eccezionale layer grafico di Mac OS X, sia in transizioni 3D che 2D… altro che PowerPoint!
ecco l’elenco delle transizioni disponibili: 3D: Caduta, Capovolgi, Coriandoli, Cubo, Mosaico, Pagina, Persiana, Piani colore, Porta, Porta girevole, Riflesso, Scambio, Swoosh; 2D: Cuneo, Dissolvenza, Dissolvenza al colore, Flash, Goccia, In entrata, Iris, Otturatore, Radiale, Riduzione, Sfocatura, Spinta, Spostamento, Tendina. Qual’è il vostro preferito?
Dopo essermi dedicato a scrivere la recensione su Numbers, l’applicazione nuova di zecca nella suite iWork ‘08 per creare fogli di calcolo, ho dato un occhiata alle caratteristiche dell’intero pacchetto iWork e posso dire di essere rimasto molto impressionato da una nuova funzione in particolare.
Si tratta di Instant Alpha (o Alpha Istantaneo) che permette di convertire velocemente in trasparenti zone colorate a scelta in una immagine senza dover far ricorso a complessi programmi di fotoritocco. In questo modo si può rimuovere uno sfondo per creare un logo o fare fotomontaggi in un attimo.
Prendendo ad esempio questa bella immagine di una rosa con sfondo del fogliame che vogliamo rimuovere:
foto di Ernest von Rosen, www.amgmedia.com
La procedura è la seguente: bisogna prima selezionare un’immagine che è stata inserita in uno delle applicazioni di iWork ‘08 (ovvero Pages, Keynote o Numbers), poi cliccare sul menu Formato > Alpha istantaneo e infine cliccare su una zona che abbia il colore che si desidera rendere trasparente trascinando delicatamente il mouse. A questo punto si allargherà un cerchiolino e l’immagine verrà inondata da un colore che indica la zona che verrà resa trasparente come si vede qui:
Se il cerchiolino si è allargato troppo bisognerà, senza lasciare il tasto del mouse, diminuirne la grandezza. La grandezza del cerchiolino indica la tolleranza con cui vengono incluse le zone contigue con colori leggermente diversi da quello del centro del cerchiolino. Ogni area appena eliminata viene provvisoriamente visualizzata in colore molto tenue.
Se le aree da rimuovere sono poco distinte dall’immagine o sono composte da colori differenti, è sufficiente selezionare parti piccole e ripetere il processo più volte. Nell’esempio è bastato effettuare l’operazione solo una seconda volta per ottenere questo ottimo risultato:
Ovviamente ogni operazione potrà essere annullata tramite il menu Composizione. Se invece volete annullare tutta l’eliminazione dello sfondo potete andare nel menu Formato e cliccare su Rimuovi alfa istantaneo riottenendo l’immagine iniziale.
La funzione Alpha istantaneo prende il nome al canale alpha che è il nome del canale grafico delle immagini per definire le aree trasparenti. Il formato PNG permette di definire anche la semitrasparenza a 256 livelli di opacità. Instant Aplha permette di definire solo un livello di trasparenza, come le diffuse immagini GIF.
Se volete vedere in azione questa tecnica, potete visionare questo breve tutorial video rilasciato dalla Apple.
Se, come me, avete installato su Mac OS X l’ottimo Gnuplot (programma per realizzare grafici 2D e 3D a partire dalle equazioni, ma non solo) tramite Fink, allora probabilmente avete il mio stesso problema: per lanciare Gnuplot è necessario prima aprire Terminale.app e poi digitare gnuplot, procedura alquanto noiosa se si usa questo programma molto spesso.
La soluzione che ho realizzato per aprire Gnuplot in un attimo è quella di scrivere un AppleScript davvero semplice e di trasformarlo in una applicazione richiamabile in qualsiasi momento. Qui potete scaricare l’applicazione da me realizzata
mentre, per i più curiosi, vi spiego la procedura per realizzarla da voi, potendo quindi aggiungere tutte le funzionalità desiderate.
Innanzitutto aprite Script Editor.app che si trova nella cartella /Applicazioni/AppleScript. Questa semplice applicazione permette di scrivere, compilare ed eseguire qualsiasi AppleScript.
Il codice che dovrete scrivere è il seguente
tell application "Terminal"
activate
do script "gnuplot"
end tell
il significato di ognuna delle quattro righe di codice è, in linguaggio corrente, il seguente:
devi dire all’applicazione “Terminale” (tell application “Terminal”) di aprirsi (activate) e di eseguire questo script costituito da una singola stringa di comando (do script): “gnuplot”; fine della comunicazione (end tell).
Per provare a vedere se lo script funziona è sufficiente cliccare sul tasto Esegui e dovremmo vedere aprirsi il Terminale e caricarsi Gnuplot. Unico inconveniente di questo script è che vengono aperte due finestre del Terminale (di cui una, quella in primo piano, con Gnuplot caricato), ma probabilmente esiste un modo per aprirne una sola (anche se non lo conosco).
A questo punto è sufficiente andare sul menu Archivio>Registra col nome…, impostare come nome gnuplot loader e come formato documento script. A questo punto, il file .app che verrà salvato può essere spostato nella propria cartella Applicazioni e trascinato sul Dock per una veloce reperibilità. Il nome “gnuplot loader” è stato scelto come tale dal momento che l’applicazione si chiude nell’attimo in cui gnuplot è stato caricato, per cui questa applicazione esegue solo il compito di caricare Gnuplot.
A corredo dell’applicazione ho realizzato una icona a partire dalla bella immagine visibile ad inizio articolo, realizzata con Gnuplot e disponibile (in versione originale) sul sito ufficiale a questo indirizzo.
Desktopia è un piccolo ed ingegnoso programma freeware per Mac che fa una sola cosa: cambia lo sfondo del desktop in base ad un orario da voi settato. Pensate alle possibilità: la mattina si può avere una bella immagine di un’alba, mentre la notte una luna piena. Le possibilità sono limitate solamente al vostro archivio di wallpaper, benché Desktopia porti con sé già alcuni sfondi.
Sono molte le tecniche per Photoshop che permettono di trasformare una foto in un disegno in bianco e nero, e forse è proprio questo il bello di questa applicazione: non esiste una sola strada per ottenere un certo risultato.
Per utilizzare questo metodo, che mi sembra quello con il maggior controllo del risultato, innanzitutto apriamo l’immagine che vogliamo trasformare in un disegno
Trasciniamo il livello di sfondo (background) nella penultima icona in basso (a fianco al piccolo cestino) per creare un livello copia dello sfondo.
Premere mela-i o andare su Image>Adjustments>Invert per invertire i colori del livello creato. Ora aggiungiamo una sfocatura gaussiana andando su Filter>Blur>Gaussian Blur… e impostando un valore ragionevole per il raggio di sfocatura (dipende dalla grandezza dell’immagine, di solito da 3 a 10). Ecco come dovrebbe apparire l’immagine.
A questo punto dobbiamo modificare il metodo di fusione del livello con lo sfondo e quindi, nella palette dei livelli, dobbiamo cliccare col tasto destro su questo nuovo livello e scegliere Blending Options.
Su Blend Mode, scegliamo Color Dodge ottenendo questo risultato:
Non che questa immagine non sia bella, ma volendo farla sembrare un disegno in bianco e nero dobbiamo cliccare sulla quarta iconcina in basso nella palette dei livelli (il cerchio mezzo bianco e mezzo nero) per creare un livello di regolazione. Apertosi il menu facciamo click su Threshold (soglia) e scegliamo un valore adeguato al risultato che vogliamo ottenere (nell’esempio: 243). Ecco il risultato:
Dopo aver appiattito l’immagine ad un solo livello (Layer>Flatten Image e poi Layer>New>Layer From Background) potete, se volete, eliminare i puntini neri rimasti al di fuori della figura principale, chiudere le forme con lo strumento matita per colorare l’interno con il secchiello, e infine eliminare il bianco per creare una sagoma da poter sovrapporre a qualunque sfondo. Nell’esempio è stato deformata la figura, inserito uno sfondo gradiente e un cerchio con un outer glow:
Per domande, complimenti e/o insulti, lasciate un commento.
Per una ragione che potete scoprire leggendo questo post, ho preparato questi wallpaper che spero, oltre a piacere, aiutino anche a riflettere. La citazione inserita negli ultimi due wallpaper si traduce come nel titolo di questo post.