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Archivio per la categoria 'Scienza'

La PlayStation 3 contro il morbo di Parkinson

31 agosto 2007 , di Boliboop

folding-ps3.png

Il titolo potrebbe sembrare assurdo, ma usare la PS3 può davvero contribuire a trovare una cura per il morbo di Parkinson, e non solo. Tutto questo grazie alla potenza del calcolo distribuito! Ora vi spiego tutto:

Si chiama Folding@home, ed è un progetto di calcolo distribuito, elaborato dell’università di Stanford, per lo studio (tramite simulazioni al computer) degli avvolgimenti, delle dissociazioni e aggregazioni delle proteine e delle loro relative incidenze sulle malattie. Anziché affidarsi all’utilizzo di potenti supercomputer per l’elaborazione dei propri dati, a contribuire al progetto sono le decine di migliaia di personal computer degli utenti che hanno installato un piccolo programma e che sono connessi ad Internet per ricevere i dati e restituire i risultati.

Usare questo software permette di contribuire allo studio delle cure per

infatti sono queste alcune delle conseguenze di quando gli avvolgimenti di alcune proteine non si formano nella giusta maniera. Solo il morbo di Alzheimer colpisce 14 milioni di individui e solo negli Stati Uniti. (fonte)

Dal marzo di quest’anno è possibile usare il software anche sulla PlayStation 3 in grado di sfruttare il potentissimo processore Cell che la equipaggia. Tre giorni dopo il rilascio dei questa versione del software, la PlayStation 3 generava il triplo della potenza di calcolo dei sistemi Windows con un solo quinto delle installazioni. (fonte)

Al 28 Agosto scorso è questa la situazione della potenza di calcolo:

folding-torta.png

ecco i dati:

OS TFLOPS attuali Active CPUs CPU totali
Windows 164 172591 1778432
Mac OS X/PowerPC 7 8932 104191
Mac OS X/Intel 13 4056 21940
Linux 35 20415 241594
GPU 39 666 4036
PLAYSTATION®3 617 34093 223225
Total 875 240753 2373418

(fonte)

OK, ma come si può usare Folding@home sulla PlayStation?
Se la vostra PS3 è aggiornata alla versione 1.6 (o successiva) del sistema vedrete l’idea di Folding@Home nella colonna Network del XMB (il menu della PS3). E’ sufficiente cliccare sull’icona (la vedete nell’immagine d’apertura dell’articolo) e il gioco è fatto.Se non avete la versione 1.6 (o successiva) è sufficiente fare un upgrade del sistema. (fonte)

Folding@home è disponibile anche per Windows, Linux e Mac (PPC e Intel). Affrettatevi!

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EyePassword: movimenti oculari per inserire i codici di accesso

29 agosto 2007 , di Boliboop

Quante volte vi siete dovuti preoccupare della presenza di occhi indiscreti quando inserite la vostra password di un account di posta, per accedere al vostro computer oppure il codice numerico del vostro bancomat? Il sistema delle impronte digitali non è necessariamente più sicuro e conveniente, dal momento che, volendo, sono riproducibili. Allora la soluzione è quella di registrare i movimenti oculari mentre si sta guardando una tastiera. Basta guardare in successione tutti tasti corrispondenti alla password e il sistema permetterà il login. Questa idea, illustrata in questo articolo di quattro ricercatori dell’università di Stanford, è stata denominata EyePassword (password dell’occhio) e permette di risolvere definitivamente il problema dell’osservazione diretta dei tasti digitati da parte di malintenzionati. Ecco uno screenshot, tratto dall’articolo, del funzionamento del sistema:

eyepassword.gif

I risultati di un test effettuato su 18 soggetti è stato che EyePassword è un po’ più lento della digitazione tramite tastiera (dai 9 ai 12 secondi per inserire una password), ma il numero di “errori di digitazione” sono comparabili con quelli commessi manualmente. La comodità e la sicurezza del metodo hanno fatto sì che l’80% dei soggetti ha riferito di preferire EyePassword al sistema tradizionale.

Nonostante la tecnologia attualmente si basi su un sistema di rilevamento ad infrarossi, in futuro si potrà usare questo metodo anche tramite le webcam integrate nei computer portatili. I ricercatori, inoltre, fanno notare come questa tecnologia possa essere applicata anche in campi che nulla hanno a che fare con la sicurezza, come ad esempio come ausilio alla scrittura per tutti coloro che non possono usare la tastiera per difficoltà motorie, ma anche per eliminare del tutto la tastiera tradizionale e usare il monitor sia per scrivere, tramite una tastiera visuale, che per leggere cosa si è scritto.

[via arstechnica]

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Neroogle, la difesa smontata

22 agosto 2007 , di Boliboop

Stanotte è arrivato un commento da parte di Alex, gestore di Neroogle (ora anche Nerooogle), sui miei post Novità sull’affare Neroogle (e sugli altri siti che lucrano sul finto risparmio energetico) e Attivissimo: “Schermate scure per risparmiare energia?: probabilmente sta facendo il giro della rete per dare più risonanza alla sua difesa. Eccolo qui:

Viste le numerose richieste di precisazione che la nostra iniziativa ha sollevato, cerchiamo di estendere le risposte per eliminare ogni perplessità a proposito del progetto NEROOOGLE.

http://www.nerooogle.com/faq.php

Ovviamente, al tempo stesso ringraziamo i nostri altrettanto numerosi sostenitori, che ci hanno supportato fin dal primo momento, credendo come noi, che non sarà una piccola iniziativa locale a salvare il mondo, ma che da qualche parte bisogna pur cominciare.

Lo staff di NEROOOGLE

Insomma il preambolo di una difesa a tutti gli effetti. Ovviamente sono andato a leggere le faq ma le ho trovate estremamente insoddisfacenti.

Ad esempio, ad un certo punto, troviamo una “libera traduzione” di un post di un blogger di lingua inglese che lo staff di Nerooogle considera “un autorevole blogger indipendente“. Strano. Il suo blog, parla solo ed esclusivamente di risparmi energetico, quindi, o è un espertissimo oppure un fanatico. Vediamo cosa dice un brano la traduzione libera:

Per divertimento, ho calcolato quanti soldi risparmierei io stesso con 15 Watt in meno per 6 ore al giorno. Al costo di 12 centesimi per KWH, metterei via quasi 5 dollari. Ok, non sono abbastanza per comprarsi una Ferrari ma, hey, alla fine della giornata, dove volete che siano i vostri soldi risparmiati? Nella vostra tasca o in quella di una multinazionale dell’energia?

mentre nella versione orginale

Just for fun I calculated how much money I would save if I saved 15 Watts for 6 hours every day. Turns out that @ 12 cents KWH rate, I would be saving around $4.85 per year. OK, you cannot buy Lexus with this saving. But hey, at the end of the day, where would you rather put extra 5$? In Your pocket or in your utility provider’s pocket?

Lo staff di Neroogle si è dimenticato di scrivere 5 dollari all’anno, facendo credere che questi soldi sia risparmiati “alla fine della giornata”. Forse è solo un errore di distrazione. Ma sono davvero 5 dollari all’anno? No, sono 3,94 $. Io non mi fido delle conclusioni di chi vuol parlare di energia ma sbaglia un semplice calcolo come questo:

15 * 6 * 365 /1000 * 0,12 $ = 3,94 $

Insomma, non essendo l’autorevole blogger indipendente un espertissimo, direi che forse la seconda ipotesi è più probabile. Mi sbaglio? Allora ammettiamo che sia tutto vero, anche che la mia calcolatrice abbia fatto cilecca. Ma i dati iniziali siano veritieri?
E chi sta 6 ore al giorno su Google? A tutto schermo? Insomma quanto l’uso di Neroogle contribuisce a salvare il mondo? Poco, pochissimo, anzi ancor meno.

Le statistiche sui consumi dei monitor vengono prese dallo staff di Neroogle da un articolo che non linkano, allora lo linko io: Energy Use and Power Levels in New Monitors and Personal Computers , pagina 19. Come lo stesso staff di Neroogle ammette, solo nel caso dei monitor CRT (tubo catodico) si ha una differenza fra sfondo bianco e sfondo nero. E dice anche che “Secondo stime recenti il 70/75% del totale dei monitor sulla terra è ormai LCD. La media è mondiale, ma negli Stati Uniti sono di più e in altri paesi addirittura meno della metà.”

Ma allora perché prende per buona l’affermazione dell’esperto ed autorevole blogger indipendente quando scrive:

“Gki Stati Uniti hanno una media di 574 personal computer per mille abitanti, tra le più alte del mondo. Tranne poche eccezioni, ad ogni computer dovrebbe corrispondere ad un monitor. Allora per 292 milioni di abitanti, fa 177 milioni di monitor.

Seguendo uno o due di questi consigli sopra potreste abbassare il consumo medio del vostro monitor di circa 20Watt. Se 177 millioni di persone risparmiassero 15W per monitor, potremmo accumulare la gigantesca somma di 3500 Mega Watts, o 3.5 GigaWatts.”

Innanzitutto perché ora i Watt, da 15, sono saliti a 20? Colpa dell’entusiasmo? Ad ogni modo, secondo le statistiche riguardo la diffusione dei monitor LCD riportate (anche se non linkate) dallo stesso staff di Neroogle, i GigaWatts sono almeno la metà per gli Stati Uniti, quindi massimo 1750.

Come scrisse già Attivissimo: “La proposta di Neroogle farebbe (ipoteticamente) risparmiare 3000 MW/h in un anno [nel mondo], ossia circa un centomillesimo del fabbisogno. Nel migliore dei casi.” Un centomillesimo? Un po’ pochino soprattutto per il fatto che, come abbiamo visto, i numeri sono tutti un po’ gonfiati. Il paragrafo successivo è frutto di mia una svista: non tenetene conto, grazie [Anche i prezzi. L'ENEL in Italia (non un paese dove l'energia costi poco, insomma) fa pagare solo 2,3 centesimi di euro al kWh e non 12 centesimi di dollaro (0,09 €) come dice il blogger indipendente, quindi le cifre del risparmio vanno ulteriormente ridotte.]

Direi basta così per oggi. Per quanto mi riguarda Neroogle ha fatto un’altra figuraccia, tentando di difendere i propri banner Google a colpi di moltiplicazioni errate e citazioni controproducenti. Banner stessi giustificati dicendo che c’è pubblicità anche sull’autobus: peccato che l’autobus aiuti veramente a ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia generato dalle automobili private. Neroogle no.

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Foto, occhi, divinità, fantasmi e altre bufale colossali che girano per la rete e aiutano gli spammer

19 luglio 2007 , di Boliboop

Capisco che più cose misteriose troviamo in giro e più frizzante è la vita, ma tra la voglia di soprannaturale e il credere a certe panzane, ce ne passa! Stavo giusto leggendo questo post di Attivissimo, quando mi è arrivata per e-mail la solita catena di Sant’Antonio. Così in pochi secondi mi trovo davanti a due bellissime immagini. La prima è

bufala-occhio.jpg

corredata dal testo:

foto molto rara, presa dalla NASA con telescopio Hubble. Quest’evento si produce una volta ogni 3000 anni. Questa foto ha già fatto miracoli. Esprimi un desiderio… Noterai cambiamenti nella tua vita oggi stesso. Puoi anche non crederci ma non conservare questa mail per te, manda questa foto ad almeno 7 persone. E’ stata chiamata «Occhio di DIO». Incredibile, da non cancellare. Manda questa foto ai tuoi amici e vedrai quello che succedera. Non interrompere questo giro per favore.

e la seconda (quella arrivata per e-mail) è

bufala-fantasma.jpg

corredata da quest’altro testo (comprensivo di errori di ortografia):

Mi raccomando leggete prima di guardare..Il ragazzo della foto è andato in vacanza con i suoi amici inSundarbans! Ha chiesto che gli venisse scattata una foto ! Quando è scatato il flash lui è entrato in coma! Due gg dopo è morto di infarto!Quando gli amici hanno visto quella foto si sono spaventati a morte! Uno dopo l’altro sono poi finiti in manicomio perchè hanno giurato che in quel momento anche loro erano lì. Sfortunatamente questa foto è stata poi mandata in tutto il mondo. Molti l’hanno vista e ‘hanno mandata ad altri.Altri non l’hanno più inoltrata e sono successe molte disgrazie!Un ufficiale della marina ha mandato la foto a 13 scenziati ed è stato subito promosso.Un direttore a riso e cancellato la foto ; la sua azienda ha fallito poco dopo.Non essere scemo e manda la foto ad altre13 persone.Aspetta a vedere cosa succede, ma non cancellarla assolutamente altrimenti il tuo futuro è già segnato…..

La prima foto è ovviamente una nebulosa (che è sempre stata lì, altro che una volta ogni 3000 anni) colorata al computer per darle un aspetto più intrigante, tutto qui. Credere che una foto faccia miracoli e che vada mandata a 7 persone è ridicolo. Attivissimo poi aggiunge: “La foto dell”occhio di Dio” fu pubblicata proprio nel 2003, all’epoca del debutto di questa bufala, da APOD (Astronomy Picture of the Day), un sito che consiglio vivamente: una foto al giorno, prevalentemente a carattere astronomico, per vedere quanto può essere bella la scienza senza dover ricorrere alle panzane della pseudoscienza.” E un commentatore dice: “ottimo, non ci resta che trovare la bocca di Dio, così lo intervistiamo e gli chiediamo cosa pensa di noi. Sospetto però che non sia molto contento…”.

La seconda foto è ovviamente uno squallido fotomontaggio. Come tutte le catene di e-mail non riporta date per non essere mai obsoleta, non riporta fonti attendibili, e fornisce particolari a dir poco campati in aria (come l’ufficiale di non si sa dove promosso per aver mandato la foto a 13 scenziati, chissà perché proprio scienziati).

Questa e la precedente foto sono semplicemente una leva emotiva per spingere i più suscettibili di noi a inoltrare l’email. A chi importa se inviamo a tutta la nostra rubrica e-mail dal contenuto così poco intelligente? Agli spammer, quei criminali che vanno a caccia di indirizzi e-mail che spesso sono gli autori di queste e-mail pseudoscientifiche o paranormali. Gli spammer poi useranno questi indirizzi e-mail per inondare le nostre caselle di posta elettronica di e-mail indesiderate, quali truffe, false comunicazioni di poste.it, vendita illegale di farmaci e tante altre belle cosette.

Quindi, a chi crede non ci sia niente di male a mandare in giro certe catene perché “non si sa mai nella vita”, vorrei rivolgere un semplice appello: “BASTA!”.
Se siete d’accordo scrivere anche voi “BASTA!” nei commenti.

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iPod e fulmini: quando è che una notizia fa notizia?

18 luglio 2007 , di Boliboop

I fatti sono abbastanza semplici. Uno sprovveduto che faceva jogging sotto un temporale ascoltando musica con un iPod, è stato colpito da un fulmine. Danni maggiori del previsto si sono verificati perché, essendo iPod e gli auricolari dei conduttori, il fulmine ha potuto facilmente scorrerci dentro e da lì entrare nel corpo umano bagnato (che normalmente è invece un pessimo conduttore di elettricità). Risultato: ustioni, timpani danneggiati e mascella rotta. La notizia di per sé è interessante, se non altro per lanciare un avvertimento: “non fate jogging sotto un temporale con indosso un qualsiasi dispositivo elettronico o parti in metallo”.

Se non fosse che, invece, la notizia lanciata in rete è stata: “l’iPod attira i fulmini!”. Due articoli, uno di melablog e uno di Attivissimo, spiegano in dettaglio la bufala e le opinioni di scienziati meno propensi a farsi trascinare dalle emozioni e più dal raziocinio.

In fondo sappiamo tutti che basta parlare della Apple e tutto è più <inserire aggettivo a piacere>, ma a tutto c’è un limite!

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LiquidMac: aiuto, mi si è allagato il portatile!

12 luglio 2007 , di Boliboop

liquidmac.jpg

LiquidMac è una fantastica applicazione che simula il comportamento di un liquido creando un sistema di particelle che reagisce all’orientamento del computer. LiquidMac, infatti, richiedere un computer Mac portatile che contenga un sensore di movimento, ovvero tutta la famiglia MacBook, MacBook Pro e alcuni degli ultimi PowerBook.

Una volta scaricato il file zip e spostato il file app in esso contenuto, possiamo lanciare l’applicazione ed inclinare lievemente il computer… ed ecco che, grazie all’accelerometro, le particelle seguiranno l’orientamento del portatile come se nel monitor fossero contenute alcune gocce di liquido (è anche possibile provare il tutto a tutto schermo premendo mela-f). Ecco un piccolo video dimostrativo

Nell’ultima versione, rilasciata il 24 giugno scorso, è possibile variare i differenti parametri per ottenere l’effetto desiderato. Per vedere un altro video dimostrativo e per scaricare il programma, fare click qui.

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Vibrazione di una goccia di mercurio

1 luglio 2007 , di Boliboop

Su questo bellissimo video (bellissimo a prescindere dal grado di comprensione della fisica sottostante) si possono osservare i diversi modi di vibrazione di una goccia di mercurio posata su un supporto di teflon sottoposto ad una sollecitazione verticale sinusoidale di frequenza differente.

Appropriatissima colonna sonora di questo video è “Tear Drop” dei Massive Attack: titolo evocativo e parte strumentale che fa venire nostalgia di Dr. House…

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Quanto lontano si può vedere sulla superficie terrestre?

18 giugno 2007 , di Boliboop

Vi siete mai chiesti quanto lontano si può vedere se guardate l’orizzonte? Io sì, tante volte. E alla fine ho cercato una soluzione che rispondesse al problema nel caso ideale di un orizzonte sgombro di ostacoli (palazzi, alberi, ecc.) e senza foschie o nubi che limitino la vista.

Matematicamente è un problema di trigonometria che tempo fa ho risolto (spero senza errori). Avendo appena installato un plugin per la visualizzazione di formule matematiche, la tentazione di proporvi la dimostrazione, equazioni finali e qualche esempio divertente è stata troppo forte. Per cui eccoci qui.

Se quello rappresentato qui in basso fosse il pianeta Terra, un osservatore posto nel punto O ad una altezza h potrebbe vedere, lungo la linea di vista a, al massimo fino al punto P, posto alla distanza l, misurata lungo la superficie terrestre.

\Large\hspace{5}\unitlength{1}    \picture(400,460){ (200,200){\circle(350)}  (200,200){\line(175)}  (375,200){\line(0,238.4)}  (200,200){\line(175,238.4)} (196,196){\bullet} (371,196){\bullet} (371,434.4){\bullet}  (220,210){\alpha} (280, 180){R}  (245, 285){R}  (320, 390){h} (385, 285){a} (345, 305){l} (181,181){T} (381,181){P} (381,444.4){O}}

Il diagramma è stato realizzato tenendo conto che per definizione la linea di vista è tangente alla Terra nel punto più lontano osservabile e che l’angolo fra il raggio in tale punto e la linea di vista è un angolo retto. La soluzione finale discende semplicemente da questa considerazione.

Per maggiore chiarezza, ecco l’elenco dei simboli usati nell’illustrazione

  • T: centro del pianeta
  • h : altezza dell’occhio dal suolo (di solito circa 2 metri)
  • R : raggio del pianeta (per la Terra vale circa 6.300.000 m)
  • a: linea di vista
  • O: occhio dell’osservatore
  • P: punto sull’orizzonte
  • \alpha : angolo \hat{OTP}
  • l distanza visibile

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OS Genealogy: la geneaologia dei sistemi operativi

11 giugno 2007 , di Boliboop

Quasi mai un sistema operativo è stato scritto da zero e senza alcuna influenza da parte di un sistema operativo preesistente. La moltitudine di distribuzioni Linux e la voglia di scoprire le vere origini dei sistemi operativi Windows e Mac, oltre alla curiosità di determinare una eventuale parentela fra questi, mi ha spinto ha creare un grafico gerarchico dei sistemi operativi pubblicato qui sotto. Come potete vedere Ubuntu e Mac OS X hanno un trisavolo in comune, cioè Unix.

OS Genealogy

usare la barra orizzontale in basso per vedere tutto il grafico (dimensione ridotta)

OS Genealogy

Dimensione piena: JPGPNGPDF (Embedded) – SVG

Graphviz e convenzioni grafiche
Giusto per dire due parole su Graphviz, diciamo che nella sua terminologia graph è il grafico stesso, un node è il punto di arrivo o di partenza di una freccia (nel nostro caso è lì che è scritto il nome del sistema operativo), mentre edge è la freccia.

Ho adottato alcune convenzioni grafiche del tutto arbitrarie (e quindi modificabili):

  • Node in azzurro chiaro (sistemi operativi attualmente più diffusi, per orientarsi)
  • Node semplice (su cui è basato o derivato)
  • Egde doppia (clone)
  • Edge azzurro (per non confondersi quando le frecce sono sovrapposte)
  • Edge tratteggiata (prosecuzione, non derivazione)

Le ultime due convenzioni non sono attualmente utilizzate ma lo erano in una versione non pubblica. Rimangono come righe di codice commentate per chi le volesse riutilizzare. Sarebbe auspicabile, per chi volesse partecipare al completamento della genealogia dei sistemi operativi, formulare dei suggerimenti anche per quanto riguarda questo convenzioni grafiche.

Collaborare allo sviluppo di OS Genealogy Continua a leggere ‘OS Genealogy: la geneaologia dei sistemi operativi’

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La miglior presentazione scientifica di sempre

24 maggio 2007 , di Boliboop

Dopo un paio di post un po’ goliardici, torno nei ranghi e faccio la persona seria, rispolverando la mia passione per la scienza. In questo post voglio quindi mostrarvi la miglior presentazione scientifica di sempre. Non sto scherzando, si tratta di una applauditissima presentazione ad un convegno scientifico che ha avuto un successo senza pari. Buona visione:

La presentazione che avete appena visto in video è di Doug Zongker (qui la sua homepage), tratta dal suo lavoro intitolato “Chicken Chicken Chicken: Chicken Chicken” e pubblicato negli Annals of Improbable Research nel Volume 12, Number 5, September-October 2006, pp. 16-21(6). L’abstract è: “Chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken chicken.”

Per chi volesse vederla con chiarezza è scaricabile qui in formato powerpoint ed è disponibile, come in ogni lavoro scientifico che si rispetti, anche l’articolo corrispondente in formato pdf. Maggiori informazioni sull’articolo le trovate qui.

Come già detto, l’articolo è stato pubblicato dalla Improbable Research che è la stessa che ogni anno assegna i famosi IgNobel.

[via catepol, edupodcast e webgol]

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