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Archivio per la categoria 'Società'

One Laptop per Child: le impressioni di Paolo Attivissimo

5 novembre 2007 , di Boliboop

OLPC

Dimensioni ridottissime, carrozzeria giocattolosa ma robusta, ideale per i bambini, nessuno spigolo tagliente, una tastiera impermeabile con tasti piccoli per dita piccole, uno schermo che si vede benissimo in piena luce, Wifi integrato… questo è un laptop che farà gola anche a molti utenti del Primo Mondo. E’ quindi validissima la formula “con 399 dollari ne paghi due, ne prendi uno, e l’altro lo doni ai bambini” [...] ha una webcam incorporata. E lo schermo è girevole per trasformare l’OLPC in un libro elettronico. Niente HD; solo memoria Flash, più che sufficiente per foto e testi. E ci gira su Linux.

questa la descrizione dell’OLPC, presentato al Linuxday di Cinisello Balsamo di pochi giorni fa, scritta da Paolo Attivissimo in questo post. Decisamente interessante.

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Closing tag war

27 settembre 2007 , di Boliboop

stop-war.jpg

Per chi programma in HTML (o anche ne conosce i rudimenti), il cartello qui sopra è sicuramente di immediato effetto, a maggior ragione se si è pacifisti.

Per gli altri basti sapere che quando si scrive una pagina web in HTML e si vuole far diventare una frase in grassetto si deve anteporre un tag di apertura “<strong>” alla frase e indicare la fine della grassettatura con il tag “</strong>”.

Si potrebbe quindi tradurre tale cartello in liguaggio corrente con “Stop war”.

[via Giavasan]

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La filosofia Open Source funziona

24 settembre 2007 , di Boliboop

Ecco un articolo di Tevac che racconta un fatto che mostra chiaramente una differenza fra il software Open Source e quello Closed: la velocità di risoluzione di un bug. Vediamo:

…e poi c’è chi si chiede perché Open Source è meglio!
Venerdì un cliente mi segnala che il nuovo NeoOffice che gli ho installato (2.2.1 patch 1) non gli stampa più il logo sulla carta intestata.
Data l’urgenza di inviare delle circolari lo downgrado alla 2.1 che non presenta il problema, dopodiche faccio sulle prove sul computer dell’ufficio e verifico che è vero, l’ultimo NeoOffice non stampa i GIF inseriti in un documento (i JPG sì, ma uno non può sostituire l’immagine su tutti i documenti).
Domenica notte segnalo il bug sul Bugzilla di NeoOffice (http://bugzilla.neooffice.org/bug.php?op=show&bugid=2610&pos=0):
- 1 ora dopo mi richiedono un file d’esempio con il problema
- Ieri sera (ehm, non leggo spesso la posta) posto il file d’esempio
- Stamattina (meno di 9 ore dopo) arriva il patch
Ora NeoOffice funziona regolarmente con i GIF.
In 8 ore e mezzo il problema è stato risolto… complimenti al team di NeoOffice!
Quanto tempo sarebbe occorso con un software chiuso (per fare un nome… a caso, Microsoft Office)?
Comunque, per chi fosse interessato al patch di questo problema in attesa del patch 2, i patch sono scaricabili dai seguenti link:
PowerPC: http://jane.neooffice.org/test/NeoOffice-2.2.1-Patch-1-Test-2-PowerPC.dmg
Intel: http://jane.neooffice.org/test/NeoOffice-2.2.1-Patch-1-Test-2-Intel.dmg

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Wallpaper: “Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla”

5 agosto 2007 , di Boliboop

Per una ragione che potete scoprire leggendo questo post, ho preparato questi wallpaper che spero, oltre a piacere, aiutino anche a riflettere. La citazione inserita negli ultimi due wallpaper si traduce come nel titolo di questo post.

giordanobruno.jpg

giordanobrunonero.jpg

giordanobruno-s.jpg

giordanobrunonero-s.jpg

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Per te è solo un momento, per noi può essere una vita

30 luglio 2007 , di Boliboop

Dopo il manifesto per invogliare a donare il sangue in estate, non posso fare a meno di consigliarvi la visione di questo splendido video (travato grazie a Estrablog) realizzato dalla Banc de Sang.

per i curiosi queste sono le traduzioni dallo spagnolo delle scritte:

per te è solo un momento,
per noi può essere una vita

e

una volta non basta
vieni a donare il sangue. informati qui

Se accedete a questa pagina potete vedere anche la versione in inglese.

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Foto, occhi, divinità, fantasmi e altre bufale colossali che girano per la rete e aiutano gli spammer

19 luglio 2007 , di Boliboop

Capisco che più cose misteriose troviamo in giro e più frizzante è la vita, ma tra la voglia di soprannaturale e il credere a certe panzane, ce ne passa! Stavo giusto leggendo questo post di Attivissimo, quando mi è arrivata per e-mail la solita catena di Sant’Antonio. Così in pochi secondi mi trovo davanti a due bellissime immagini. La prima è

bufala-occhio.jpg

corredata dal testo:

foto molto rara, presa dalla NASA con telescopio Hubble. Quest’evento si produce una volta ogni 3000 anni. Questa foto ha già fatto miracoli. Esprimi un desiderio… Noterai cambiamenti nella tua vita oggi stesso. Puoi anche non crederci ma non conservare questa mail per te, manda questa foto ad almeno 7 persone. E’ stata chiamata «Occhio di DIO». Incredibile, da non cancellare. Manda questa foto ai tuoi amici e vedrai quello che succedera. Non interrompere questo giro per favore.

e la seconda (quella arrivata per e-mail) è

bufala-fantasma.jpg

corredata da quest’altro testo (comprensivo di errori di ortografia):

Mi raccomando leggete prima di guardare..Il ragazzo della foto è andato in vacanza con i suoi amici inSundarbans! Ha chiesto che gli venisse scattata una foto ! Quando è scatato il flash lui è entrato in coma! Due gg dopo è morto di infarto!Quando gli amici hanno visto quella foto si sono spaventati a morte! Uno dopo l’altro sono poi finiti in manicomio perchè hanno giurato che in quel momento anche loro erano lì. Sfortunatamente questa foto è stata poi mandata in tutto il mondo. Molti l’hanno vista e ‘hanno mandata ad altri.Altri non l’hanno più inoltrata e sono successe molte disgrazie!Un ufficiale della marina ha mandato la foto a 13 scenziati ed è stato subito promosso.Un direttore a riso e cancellato la foto ; la sua azienda ha fallito poco dopo.Non essere scemo e manda la foto ad altre13 persone.Aspetta a vedere cosa succede, ma non cancellarla assolutamente altrimenti il tuo futuro è già segnato…..

La prima foto è ovviamente una nebulosa (che è sempre stata lì, altro che una volta ogni 3000 anni) colorata al computer per darle un aspetto più intrigante, tutto qui. Credere che una foto faccia miracoli e che vada mandata a 7 persone è ridicolo. Attivissimo poi aggiunge: “La foto dell”occhio di Dio” fu pubblicata proprio nel 2003, all’epoca del debutto di questa bufala, da APOD (Astronomy Picture of the Day), un sito che consiglio vivamente: una foto al giorno, prevalentemente a carattere astronomico, per vedere quanto può essere bella la scienza senza dover ricorrere alle panzane della pseudoscienza.” E un commentatore dice: “ottimo, non ci resta che trovare la bocca di Dio, così lo intervistiamo e gli chiediamo cosa pensa di noi. Sospetto però che non sia molto contento…”.

La seconda foto è ovviamente uno squallido fotomontaggio. Come tutte le catene di e-mail non riporta date per non essere mai obsoleta, non riporta fonti attendibili, e fornisce particolari a dir poco campati in aria (come l’ufficiale di non si sa dove promosso per aver mandato la foto a 13 scenziati, chissà perché proprio scienziati).

Questa e la precedente foto sono semplicemente una leva emotiva per spingere i più suscettibili di noi a inoltrare l’email. A chi importa se inviamo a tutta la nostra rubrica e-mail dal contenuto così poco intelligente? Agli spammer, quei criminali che vanno a caccia di indirizzi e-mail che spesso sono gli autori di queste e-mail pseudoscientifiche o paranormali. Gli spammer poi useranno questi indirizzi e-mail per inondare le nostre caselle di posta elettronica di e-mail indesiderate, quali truffe, false comunicazioni di poste.it, vendita illegale di farmaci e tante altre belle cosette.

Quindi, a chi crede non ci sia niente di male a mandare in giro certe catene perché “non si sa mai nella vita”, vorrei rivolgere un semplice appello: “BASTA!”.
Se siete d’accordo scrivere anche voi “BASTA!” nei commenti.

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La fine del DRM?

2 aprile 2007 , di Boliboop

E’ forse arrivata davvero la fine del DRM?
Il DRM è l’insieme delle tecnologie atte a criptare e codificare un file multimediale (audio, video o altro) per proteggerlo dalla copia o dall’utilizzo su lettori non permessi.
Steve Jobs, amministratore delegato Apple, nella famosa lettera di Febbraio, aveva auspicato la fine dei DRM, rivolgendosi alle major discografiche chiedendole di affiancarsi a lui per liberare il mercato della musica di questo inutile fardello. Sì, perché secondo Jobs il gioco non vale la candela (dal momento che ci sarà sempre qualcuno che cercherà di violare i sistemi anticopia) e a rimetterci sarebbero sempre e solo i clienti onesti che si vedono limitare i loro diritti di acquirenti. Infatti il DRM, giusto per fare un esempio, non permettono di ascoltare dove si vuole un brano legalmente acquistato ma solo sui dispositivi previsti dalla major.

Come spiegò Paolo Attivissimo qualche mese fa, basterebbe considerare che con il DRM non saremmo in grado di tramandare parte della cultura dell’umanità alle future generazioni per convincere le major a desistere da questo obiettivo scellerato. Infatti gli algoritmi di codifica dei DRM sono segretissimi e, fra 50-100 anni potremmo non essere più in grado di ascoltare le canzoni
 di oggi perché si utilizzeranno tecnologie diverse e nessuno sarà in grado di tornare indietro.

Da questi presupposti nasce l’idea di Jobs che ha capito, in anticipo su gli altri potenti, che i clienti si sarebbero presto stancati di vedersi limitare le proprie libertà, ed allora cercato e trovato un buon accordo con la casa discografica britannica EMI. Ovviamente l’accordo non è in perdita dal momento che EMI ha preteso una specie di compenso per la rinuncia al DRM che peserà al consumatore di 30 centesimi. Si tratta quindi una specie di “equo compenso” come quello che la SIAE italiana applica sui CD vergini per ripagarsi nel caso in cui chi li compra dovesse usarli per infrangere un copyright (fregandosene altamente se uno masterizza dati personali e non coperti da copyright).

Ma Jobs evidentemente, pur dovendo sottostare a questa richiesta, avrà avuto l’ottima idea di pretendere una qualità audio superiore agli attuali 128 kbps e portarla a 256 kbps. In questo modo chi vuole un prodotto senza DRM dovrà sborsare 1.29 € ma avrà per le mani anche un prodotto di qualità decisamente superiore. Un modo intelligente per veicolare questa nuova idea di musica senza DRM.

E speriamo che anche altre major, seguendo la EMI, escano dalla preistoria del diritto d’autore e lascino che il mercato si espanda secondo i veri valori in campo e non solo per la capacità di ingabbiare i diritti dei clienti.

fonti e letture consigliate
apple
wikipedia
levysoft
estrablog
punto-informatico
spider-mac
juspolo
melablog
e melamorsicata

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La tradizione giapponese

30 marzo 2007 , di Boliboop

Chi non ha mi provato la seppur minima curiosità verso il Giappone? Per tutti coloro che vogliono scoprire in dettaglio le usanze tradizionali del paese del sol levante, magari per non trovarsi impreparati in un eventuale viaggio, ecco tre video, disponibili su YouTube che spiegano alcuni aspetti fondamentali della cultura giapponese: il Sushi, il modo in cui porgere le proprie scuse e l’Origami. Ah, dimenticavo! sono video spassosissimi che fanno dell’autoironia culturale la loro arma migliore. Assolutamente da non perdere, a metà dell’ultimo video, una appassionante (e sorprendente) sfida fra due Maestri di Origami.

(via Giavasan: qui, qui e qui)

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L’utonto che è in tutti noi

27 marzo 2007 , di Boliboop

Chi è un utonto? Una possibile definizione per un dizionario:

Utonto: s.m. neolog. colui che utilizza qlco., spec. computer, con tontaggine.

Secondo pc-facile, il lemma corrispondente in un glossario informatico dovrebbe contenere

Contrazione di utente e tonto. Tipico frequentatore di forum chat e luoghi virtuali vari; pone domande improbabili, non capisce le risposte e si rifiuta ostinatamente di documentarsi. Trattasi della peggior razza di cliente per chi fa assistenza, perché non capisce, non vuole capire e non ha le capacità per capire.

In definitiva un utonto è probabilmente chiunque abbia voglia o necessità di usare gli strumenti informatici e poca voglia di sforzarsi di capire e imparare qualcosa di nuovo. Ma chi non ci è mai passato? Non nascondo che anch’io, su certi argomenti, e in certi periodi della mia vita, sono stato un perfetto utonto. Essere utonto non è grave e si può guarire, come sostiene Pseudotecnico, il quale ha dedicato una intera categoria del blog alle proprie esperienze di confronto professionale con gli utonti. Alcune perle, relative ad interventi su computer malfunzionanti o simile, che trovo esilaranti sono:

Cliente: ah… poi… volevo sapere… cos’è questo rettangolino che c’è in basso? [...] sì, una specie di buco rettangolare… [...](seguono 5 minuti di dialogo particolarmente inutili) [...] In mezzo… sotto alla tastiera…[...]
Il buco in questione era nientemeno che il touchpad…

Sul pc di un cliente…

l’antivirus è Avg, a pagamento, scaduto, in francese!

E una di un utonto-tecnico (specie particolarmente pericolosa, perché spesso causa della creazione di utonti):

“Cosa ce lo metti a fare un antivirus? Tanto se vogliono entrare ci entrano lo stesso!” Nel piccolo ufficio risuona un toc (il rumore della mia mascella inferiore che incontra il pavimento).

Infine Pseudotecnico ci omaggia di una definizione preziosa:

Utonto-esperto: è probabilmente la specie più pericolosa della famiglia
degli utonti; in realtà la definizione corretta dovrebbe essere utonto-chesicredeespertomainrealtànoncapisceunamazza, ma in quanto utonto è in possesso solo di certezze, per cui terremo per buona la definizione di utonto-esperto. [...] Il termine preferito dall’utonto-esperto è “conflitto”, ne approfitta per infilarlo in qualsiasi discussione, che si stia parlando di pc, “eh! sicuramente è un conflitto con il software XYZ!“, o di cucina, “secondo me è il sale che va in conflitto con il succo di pera…“.

Ma se il computer di un utonto (o il nostro, talvolta coincide), è infestato dai virus? Pseudotecnico ha compilato una lista di cose da fare per salvare Windows dalla distruzione. Continua a leggere ‘L’utonto che è in tutti noi’

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Etica e licenze per robot e intelligenze artificiali

9 marzo 2007 , di Boliboop

scena del film Io, robotDue interessanti articoli apparsi oggi su Punto Informatico ci mostrano come piano piano i sogni del compianto Isaac Asimov si stiano realizzando, sollevando però già i primi prevedibili problemi.

Infatti la Corea del Sud, punta di diamante della rivoluzione robotica mondiale, ha annunciato l’imminente pubblicazione del Codice Etico dei Robot, un documento che si prefigge di proteggere i robot da eventuali abusi umani, e viceversa. Chiarissimi riferimenti all’opera di Asimov, e nello specifico alle cosiddette Leggi della Robotica.

Il secondo articolo parla di Ziinet.com, un sistema esperto progettato per offrire consulenza legale per procedure di bancarotta, previo il dovuto pagamento. Tuttavia è stato chiamato in causa in tribunale, e giudicato “non autorizzato” a praticare la professione senza regolare licenza. È accaduto a Henry Ihejirika, imprenditore che gestiva i siti web Ziinet.com e 700law.com, che implementavano appunto le routine di intelligenza artificiale del consulente automatizzato. Il software, descritto come “un sistema esperto che conosce la legge”, prevedeva l’inserimento di informazioni personali, debiti, entrate, beni patrimoniali e altri dati in una serie di box di dialogo.
Al termine, gli algoritmi computazionali del sistema generavano una serie modelli per la dichiarazione di bancarotta, con tanto di affidavit che dichiarava l’avvenuta documentazione delle dovute procedure legali svolta in autonomia dal cliente. Un cliente non soddisfatto del software che pare abbia prodotto documenti errati, ho fatto causa al Ihejirika. Il giudice ha ritenuto che l’imprenditore dovesse pagare una multa perché il suo software era a tutti gli effetti un consulente legale non autorizzato, quantunque automatizzato. Il giudice di appello ha confermato la condanna, stabilendo che anche alle intelligenze artificiali occorre la licenza per praticare l’attività di consulenza.

Roba su cui riflettere.

(fonti: qui e qui)

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