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Secondo gli ultimi rilevamenti di W3Counter, la quota di mercato dei sistemi operativi Linux ha ormai raggiunto e si appresta a superare Windows 98, in quinta posizione. Nel frattempo, Mac OS X resiste in terza posizione con Wndows Vista che rallenta la sua crescita, in attesa che Leopard dia al sistema operativo Apple un’ulteriore spinta verso l’alto (considerando che molte persone stanno attendendo l’uscita di Leopard per acquistare un Mac). Questa è la situazione al 30 Agosto scorso:
- Windows XP: 83.48%
- Windows 2000: 3.94%
- Mac OS X: 3.73%
- Windows Vista: 3.46%
- Linux: 1.34%
- Windows 98: 1.34%
- Windows 2003: 0.69%
- Windows ME: 0.47%
- Windows NT: 0.06%
- Mac PowerPC: 0.04%
Qui, invece, ho realizzato un grafico dell’andamento delle quote di mercato dal Maggio scorso a fine Agosto che mostra un lieve incremento nell’ultimo mese di Mac OS X e l’andamento negativo di Windows 98 negli ultimi 3 mesi:

Non rappresentato nel grafico, Windows XP domina incontrastato il mercato, anche se in 4 mesi ha perso ben 1 punto percentuale. Tutti i dati esposti sono reperibili qui.
[via arstechnica]
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iTunes U è un recente servizio lanciato a fine maggio da Apple all’interno del proprio iTunes Store insieme alla possibilità di scaricare musica senza DRM (e forse per questo rimasto un po’ in sordina).
All’interno di iTunes U è possibile trovare contenuti gratuiti – come lezioni dei corsi, lezioni di lingua, dimostrazioni in laboratorio, highlights sportivi e tour dei campus – forniti dai migliori college e università americani fra cui la Stanford University, UC Berkeley, Duke University e il MIT.
“iTunes U facilita a chiunque l’accesso ad eccellenti contenuti didattici creati da numerose e rispettate università e college americani,” ha affermato Eddy Cue, vice president iTunes di Apple. “L’apprendimento è un percorso che dura una vita e siamo lieti di offrire a tutti la possibilità di scaricare gratuitamente lezioni, discorsi e altri contenuti accademici.”
I contenuti di iTunes U possono essere caricati su un iPod con un solo click e ascoltati in movimento, in qualsiasi momento, esattamente al pari di un qualunque brano musicale o video. (fonte)
Per accedere a iTunes U è sufficiente aprire iTunes, cliccare su iTunes Store e poi sul link iTunes U che appare nella prima sezione della colonna di sinistra.
Un giro in iTunes U
Il mio primo giro in iTunes U è stato all’interno della sezione MIT>Mathematics e la mia attenzione è stata catturata da una collezione video di lezioni dal titolo Differential Equations, Spring 2006 (facente parte dei MIT Open Courses) che comprende lezioni di matematica (riguardati le equazioni differenziali) tenute dal prof. Arthur Mattuck. Si tratta di 32 lezioni per il peso totale di 3,12 GB, ma scaricabili anche singolarmente (mediamente 50 minuti in 100 MB). Il numero di lezioni potrebbe anche crescere in futuro.
Mentre scaricavo tutta la collezione, con iTunes che diligentemente raccoglieva tutto in una playlist chiamata MIT, ho seguito la prima lezione, dal titolo “Lecture 01: The geometrical view of y’=f(x,y): direction fields, integral curves.” ovvero “Lezione 1: L’interpretazione geometrica di y’=f(x,y): campo direzionale e curve integrali.“. Il video mostra il prof. Mattuck in una aula universitaria enorme mentre davanti ad altrettanto enormi 6 lavagne spiega le basi delle equazioni differenziali di primo ordine. Interessante il metodo con cui sono tenute queste lezioni, ovvero partendo da una visione d’insieme, una spiegazione chiara degli obbiettivi e qualche esempio esplicativo: troppo spesso in Italia ho assistito a noiose lezioni che iniziavano con la frase “Teorema…” e finivano con “…come volevasi dimostrare”.
Ogni tanto il prof. Mattuck sbaglia ed allora intervengono gli attenti studenti (questo accade spesso anche in Italia…) oppure appaiono dei sottotitoli che fungono da errata corrige. I video sono distributi con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.5.
Riguardo questo videocorso universitario segnalo la pagina ufficiale, le dispense in PDF, i compiti a casa e i compiti d’esame. L’unica cosa che manca è lo statino con un bel voto
Se volete scaricare i video indipendentemente da iTunes potete andare in questa pagina dove i video sono disponibili oltre che in formato Mpeg anche in RealMovie.
Infine, potete consultare l’elenco completo dei corsi offerti gratuitamente dal MIT (non tutti hanno dei video).
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Stanotte è arrivato un commento da parte di Alex, gestore di Neroogle (ora anche Nerooogle), sui miei post Novità sull’affare Neroogle (e sugli altri siti che lucrano sul finto risparmio energetico) e Attivissimo: “Schermate scure per risparmiare energia?: probabilmente sta facendo il giro della rete per dare più risonanza alla sua difesa. Eccolo qui:
Viste le numerose richieste di precisazione che la nostra iniziativa ha sollevato, cerchiamo di estendere le risposte per eliminare ogni perplessità a proposito del progetto NEROOOGLE.
http://www.nerooogle.com/faq.php
Ovviamente, al tempo stesso ringraziamo i nostri altrettanto numerosi sostenitori, che ci hanno supportato fin dal primo momento, credendo come noi, che non sarà una piccola iniziativa locale a salvare il mondo, ma che da qualche parte bisogna pur cominciare.
Lo staff di NEROOOGLE
Insomma il preambolo di una difesa a tutti gli effetti. Ovviamente sono andato a leggere le faq ma le ho trovate estremamente insoddisfacenti.
Ad esempio, ad un certo punto, troviamo una “libera traduzione” di un post di un blogger di lingua inglese che lo staff di Nerooogle considera “un autorevole blogger indipendente“. Strano. Il suo blog, parla solo ed esclusivamente di risparmi energetico, quindi, o è un espertissimo oppure un fanatico. Vediamo cosa dice un brano la traduzione libera:
Per divertimento, ho calcolato quanti soldi risparmierei io stesso con 15 Watt in meno per 6 ore al giorno. Al costo di 12 centesimi per KWH, metterei via quasi 5 dollari. Ok, non sono abbastanza per comprarsi una Ferrari ma, hey, alla fine della giornata, dove volete che siano i vostri soldi risparmiati? Nella vostra tasca o in quella di una multinazionale dell’energia?
mentre nella versione orginale
Just for fun I calculated how much money I would save if I saved 15 Watts for 6 hours every day. Turns out that @ 12 cents KWH rate, I would be saving around $4.85 per year. OK, you cannot buy Lexus with this saving. But hey, at the end of the day, where would you rather put extra 5$? In Your pocket or in your utility provider’s pocket?
Lo staff di Neroogle si è dimenticato di scrivere 5 dollari all’anno, facendo credere che questi soldi sia risparmiati “alla fine della giornata”. Forse è solo un errore di distrazione. Ma sono davvero 5 dollari all’anno? No, sono 3,94 $. Io non mi fido delle conclusioni di chi vuol parlare di energia ma sbaglia un semplice calcolo come questo:
15 * 6 * 365 /1000 * 0,12 $ = 3,94 $
Insomma, non essendo l’autorevole blogger indipendente un espertissimo, direi che forse la seconda ipotesi è più probabile. Mi sbaglio? Allora ammettiamo che sia tutto vero, anche che la mia calcolatrice abbia fatto cilecca. Ma i dati iniziali siano veritieri?
E chi sta 6 ore al giorno su Google? A tutto schermo? Insomma quanto l’uso di Neroogle contribuisce a salvare il mondo? Poco, pochissimo, anzi ancor meno.
Le statistiche sui consumi dei monitor vengono prese dallo staff di Neroogle da un articolo che non linkano, allora lo linko io: Energy Use and Power Levels in New Monitors and Personal Computers , pagina 19. Come lo stesso staff di Neroogle ammette, solo nel caso dei monitor CRT (tubo catodico) si ha una differenza fra sfondo bianco e sfondo nero. E dice anche che “Secondo stime recenti il 70/75% del totale dei monitor sulla terra è ormai LCD. La media è mondiale, ma negli Stati Uniti sono di più e in altri paesi addirittura meno della metà.”
Ma allora perché prende per buona l’affermazione dell’esperto ed autorevole blogger indipendente quando scrive:
“Gki Stati Uniti hanno una media di 574 personal computer per mille abitanti, tra le più alte del mondo. Tranne poche eccezioni, ad ogni computer dovrebbe corrispondere ad un monitor. Allora per 292 milioni di abitanti, fa 177 milioni di monitor.
Seguendo uno o due di questi consigli sopra potreste abbassare il consumo medio del vostro monitor di circa 20Watt. Se 177 millioni di persone risparmiassero 15W per monitor, potremmo accumulare la gigantesca somma di 3500 Mega Watts, o 3.5 GigaWatts.”
Innanzitutto perché ora i Watt, da 15, sono saliti a 20? Colpa dell’entusiasmo? Ad ogni modo, secondo le statistiche riguardo la diffusione dei monitor LCD riportate (anche se non linkate) dallo stesso staff di Neroogle, i GigaWatts sono almeno la metà per gli Stati Uniti, quindi massimo 1750.
Come scrisse già Attivissimo: “La proposta di Neroogle farebbe (ipoteticamente) risparmiare 3000 MW/h in un anno [nel mondo], ossia circa un centomillesimo del fabbisogno. Nel migliore dei casi.” Un centomillesimo? Un po’ pochino soprattutto per il fatto che, come abbiamo visto, i numeri sono tutti un po’ gonfiati. Il paragrafo successivo è frutto di mia una svista: non tenetene conto, grazie [Anche i prezzi. L'ENEL in Italia (non un paese dove l'energia costi poco, insomma) fa pagare solo 2,3 centesimi di euro al kWh e non 12 centesimi di dollaro (0,09 €) come dice il blogger indipendente, quindi le cifre del risparmio vanno ulteriormente ridotte.]
Direi basta così per oggi. Per quanto mi riguarda Neroogle ha fatto un’altra figuraccia, tentando di difendere i propri banner Google a colpi di moltiplicazioni errate e citazioni controproducenti. Banner stessi giustificati dicendo che c’è pubblicità anche sull’autobus: peccato che l’autobus aiuti veramente a ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia generato dalle automobili private. Neroogle no.
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Leggo da pseudotecnico che la prossima versione del browser Firefox incorporerà un gestore plugin incorporato in quello già presente per le estensioni e i temi. Per chi non lo sapesse, i plugin per un browser sono quelli che, tra l’altro, permettono l’esecuzione di pagine in Flash e la riproduzione di video in QuickTime o altri formati.
Con questo nuovo gestore sarà facilissimo sapere la versione dei plugin installato e lo si potrà disinstallare in un attimo! Decisamente un ottima funzionalità che rende la gestione del browser semplice anche per i neofiti.
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Siete soliti ad usare moltissime tab ogni volta che navigate con Firefox (io ad esempio ora ne ho solo 31 aperte)? Alcune di queste non solo non le chiudete mai (es. Google Reader) ma le riconoscereste subito dall’inconfondibile favicon? Allora l’estensione FaviconizeTab fa proprio al caso vostro perché permette di ridurre qualsiasi linguetta della tab voluta alle dimensioni della sola favicon, con un notevole risparmi di spazio.
Uno dei modi per ridurre (o faviconizzare) la linguetta è quella di usare il menu contestuale:

come potete vedere, le prime due tab sono ridotte a favicon, mentre le seconde due no. Se desiderate un modo più veloce per faviconizzare le vostre tab potete andare su Strumenti>Componenti aggiuntivi ed entrare nelle Preferenze dell’estensione FaviconizeTab.
Nella finestra delle preferenze potete attivare la funzione Quick Faviconize scegliendo fra le combinazioni Alt+Click, Crtl+Click, Maiuscolo+Click e il doppio Click (la mia scelta). Una di queste azioni permette di ridurre istantaneamente la linguetta della tab.
In basso, sempre nella finestra delle preferenze, c’è un’altra funzione interessante: Auto Faviconize. Questa funzione, se attivata, permette di faviconizzare tutte le pagine web il cui URL è elencato nel campo sottostante. Per le pagine multiple bisogna usare l’asterisco, ad esempio:
http://www.google.it/*
faviconizza automaticamente qualsiasi tab di google.it, compresi i risultati delle ricerche. Se faviconizzare vi piace da impazzire, allora, invece di elencare molti URL, potete inserire solo l’asterisco: in questo modo tutte le tab aperte si riducono alle dimensioni della favicon, con un estremo guadagno di spazio!
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Ecco un articolo che spiega in dettaglio come si quota, ovvero come si cita correttamente la frase di un messaggio e-mail o di un commento a ci vogliamo rispondere. Al contrario di quello che si potrebbe pensare a prima vista, accorgendosi delle rigide regole, quotar bene è una abitudine che facilita la comprensione e fa risparmiare tempo prezioso.
Devo ammettere, però, che pur conoscendo già queste regole, non le ho sempre applicate con puntualità, per cui ecco un breve promemoria per aiutarmi(vi) ad applicarle (le regole sono poste in ordine di importanza):
- si risponde sempre dopo il testo citato
- il testo citato deve essere sempre preceduto da l simbolo > (maggiore)
- si deve spezzare il testo a cui si risponde in più parti, rispondendo ad ogni singola parte
- ogni parte del testo a cui si risponde che non è importante per la comprensione della risposta va eliminato, eventualmente segnalandolo con un [...]
le prime due regole sono fondamentali perché permettono, in caso di ulteriore risposta al messaggio, di creare una serie di righe quotate gerarchicamente, dove >> rappresenta la quotatura di una quotatura, tutto a favore della leggibilità. Per approfondire vi rimando all’articolo di cui sopra.
[via commento su downloadblog]
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Ne parlano ZeroNave e Downloadblog: è Jing, una nuova applicazione per generare facilmente screenshot e screencast (ovvero video di ciò che accade sullo schermo, o su una porzione di esso). E’ disponibile sia per Mac che per Windows, ed è facile da usare.
Ma ha almeno un grosso difetto: per uscire dall’applicazione è necessario cliccare almeno 4 volte (e negli ultimi 2 non riconosce il tap sul trackpad). Per il resto si può scegliere di usare la classica icona sulla barra dei menu (su Mac) oppure lasciare un piccolo Sole in alto a destra che si attiva passandoci sopra il mouse. Infine è possibile pubblicare direttamente lo screenshot o il video (salvabile in formato Flash .swf) online su Screencast.com (previa apertura di un account).
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Forse non tutti sanno che quando una proprietà in una regola CSS ammette da uno a quattro valori (come la proprietà margin) il comportamento di tali valori è completamente diverso a seconda del numero di valori inseriti. Vediamo il questo comportamento passo passo.
Per andare sul sicuro si può sempre ricorrere a dichiarazioni per esteso ad esempio come le seguenti:
div {
margin-top: 10px;
margin-right: 20 px;
margin-bottom: 30px;
margin-left: 40px;
}
ovviamente si tratta di dichiarazioni molto prolisse e, oltre ad essere noioso doverle scrivere, possono influire sui tempi di caricamento e di rendering di una pagina web. Questa regola corrisponde a quest’altra molto più stringata:
div {
margin: 10px 20px 30px 40px;
}
Come regola mnemonica basta ricordare che, nel caso che la dichiarazione generica contenga quattro valori, questi seguono un ordine in senso orario a partire dall’alto.
Se però volessimo assegnare, nell’esempio, lo stesso valore a tutti e 4 i margini del div non dovremmo usare una regola come questa:
div {
margin-top: 10px;
margin-right: 10 px;
margin-bottom: 10px;
margin-left: 10px;
}
ma usare questa:
div {
margin: 10px;
}
In questo caso, se la dichiarazione generica contiene solo un valore, questo viene automaticamente assegnato a tutti e 4 i margini.
Se invece i margini alto e basso hanno lo stesso valore e i margini destro e sinistro ne hanno un altro, cioè prolissamente possiamo scrivere come segue:
div {
margin-top: 10px;
margin-right: 20 px;
margin-bottom: 10px;
margin-left: 20px;
}
allora la regola stringata, con due valori, è la seguente:
div {
margin: 10px 20px;
}
dove il primo valore è automaticamente assegnato alle due basi (inferiore e superiore) e il secondo valore ai due laterali (destro e sinistro).
L’ultimo caso è quando volessimo assegnare uno stesso valore per i margini destro e sinistro e due valori diversi (fra di loro e dal primo) ai margini superiore e inferiore, ovvero quando, senza paura di sprecare byte, possiamo scrivere:
div {
margin-top: 10px;
margin-right: 20 px;
margin-bottom: 30px;
margin-left: 20px;
}
regola che può essere felicemente riassunta con tre valori come segue:
div {
margin: 10px 20px 30px;
}
automaticamente il primo valore è assegnato al margine superiore, il secondo valore al margine destro e a quello sinistro, il terzo a quello inferiore.
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Pochi giorni fa era stata scoperta una falla zero-day di Firefox 2.0.0.5 legata alla gestione degli URI. E in pochissimo tempo la Mozilla Foundation ha rilasciato la versione 2.0.0.6 che risolve due problemi di sicurezza, tra cui proprio questo degli URI. Se avete Firefox installato è sufficiente andare sul menu Guida>Controlla aggiornamenti… altrimenti se non l’avete potete andare sul sito ufficiale e scaricarlo.
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Per tutti quelli che, a ragione o meno, pensano che l’editoria sia un ambiente d’élite, o peggio, ecco un articolo di Levysoft che ci spiega tre dei servizi di editoria on-line fai-da-te più diffusi e funzionali. Non aggiungo altro, se non che si tratta di un articolo molto molto molto molto interessante. Davvero molto.
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