Gianluca Pessotto a Quelli che il Calcio
18 febbraio 2007 , di Boliboop

Graditissima sorpresa quella di oggi pomeriggio: Gianluca Pessotto ospite per un intervista a “Quelli che il Calcio”. Ricorderete la sua vicenda personale e forse anche il video da me girato al Circo Massimo durante i festeggiamenti per la vittoria del campionato del mondo di calcio in cui tutti cantavamo cori “da stadio” inneggianti a Pessotto.
Devo dire che aver avuto il coraggio e la forza di mostrarsi in televisione è molto confortante perché dopo tutto quello che è successo sarebbe stato molto più facile nascondersi. Sono stato un po’ deluso dalle domande un po’ banali rivoltegli da Simona Ventura e da altri, ma su tutte le risposte di Pessotto vorrei sottolineare quella in cui ha detto che non bisogna aver paura di dare un nome alle cose che si provano, quando si è tristi o depressi bisogna dirlo, perché anche se in quel momento non sembra, c’è sempre un modo per uscirne.

Pianeta Apple
Antonio ha detto
Sono d’accordo con te: non è da tutti riuscire ad andare in televisione, sotto gli occhi di tutti, dopo quel tragico episodio, ma forse si sentiva, in un certo senso, come in obbligo dopo la dimostrazione di affetto di mezza italia: un modo per dare la sua riconoscenza e non sparire nel nulla, un modo anche per ricominciare.
feb 18 2007 alle 19:17
Alex ha detto
andare in tv deve essergli costato (non parlo dell’ex calciatore, ma dell’uomo), anche perché c’era stato un tentativo della dirigenza di spacciarlo per un incidente e invece proprio lui ha chiarito il suo malessere.
Alex
feb 19 2007 alle 18:38
Boliboop ha detto
Sinceramente non ricordo che la dirigenza volesse “spacciarlo per un incidente” ma ricordo piuttosto fu un medico psichiatra a dire che mentre lui era in terapia intensiva era meglio che pensasse che fosse stato un incidente, visto che cominciare subito ad elaborare l’accaduto sarebbe stato troppo doloroso e faticoso per il suo corpo provato. Il medico chiese anche alle tv di non parlare dell’accaduto come di un tentativo di suicidio perché non si poteva certo evitare a Pessotto di guardare la tv, appello rimasto ovviamente inascoltato.
feb 19 2007 alle 18:53