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Il clone di Microsoft Windows: ReactOS

13 marzo 2007 , di Boliboop

reactos-logo.jpgReactOS è un clone Open Source di Windows e si propone l’obiettivo di far girare qualsiasi programma scritto per Windows in un sistema operativo che Windows non è. Si avvale dei passi avanti fatti da Wine, un software nato originariamente per Linux, poi esteso ad altri sistemi operativi, con lo stesso scopo di ReactOS.

Il progetto Wine è stato particolarmente difficile e dispersivo per gli sviluppatori anche per l’incompleta o incorretta documentazione delle Win32 API (ovvero l’insieme delle interfacce di programmazione che permette ad esempio di costruire una finestra richiamando poche funzioni, anziché disegnarla pezzo per pezzo). La maggior parte delle funzioni di Win32 sono documentate, ma alcuni ambiti, come i formati dei file e i protocolli, non hanno una descrizione ufficiale da parte di Microsoft. Lo stesso vale per funzioni di basso livello e per oscuri bug che dovrebbero essere replicati precisamente affinché le applicazioni si comportino come previsto. Sì, avete capito bene: per emulare Windows bisogna ricreare i bug sui quali le applicazioni di terze parti si sono adattate nel tempo. Un emulazione priva di bug genererebbe errori nei software che non si aspettano certo un Windows privo di bachi!

Ho avuto ieri l’occasione di provare ReactOS 0.3.1 tramite la virtualizzazione di VMware Player (i file sono scaricabili da qui) e devo ammettere che la somiglianza con Windows (soprattutto nella versione 2000 e NT) è incredibile, anche se molte caratteristiche sono “inquinate” da idee di stampo linuxiano.

Secondo un interessante articolo di Punto Informatico, che vi invito a leggere, oggi ReactOS è in grado di far girare un limitato ma significativo numero di applicazioni per Windows, inclusi Office, OpenOffice, Firefox, Flash, Visual Studio e alcuni giochi meno recenti come Unreal Tournament e Deus Ex.

Negli anni di sviluppo di Wine e ReactOS, le accuse di violazione dei brevetti da parte di Microsoft si sono rivelate come prevedibile infondate. Scrivere da zero un sistema operativo, nel caso di ReactOS, che faccia girare un qualunque software a scelta non può in alcun modo violare un copyright, a meno che non si dimostri che parti di codice sono state trafugate da Windows e inserite in ReactOS, cosa che a quanto pare non è accaduta.

Anzi Microsoft stessa si è resa responsabile di una probabile violazione delle leggi anti-trust facendo sì che, tramite Windows Genuine Advantage, vengano bloccati eventuali aggiornamenti delle applicazioni Microsoft che girano in ambienti Wine. Peccato che questo comporti una discriminazione nei confronti degli utenti Wine dal momento che nessuna licenza di prodotti Microsoft (ad esempio Office) contengono clausole che obbligano all’utilizzo di tale software solo in ambiente Windows. Non avrebbe infatti senso che l’acquisto di Office obbligasse di fatto all’acquisto anche di Windows.

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  2. Virus e Co.: Windows perde (ancora) colpi
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3 Commenti a “Il clone di Microsoft Windows: ReactOS”

  1. 1

    sacha ha detto

    Lo uso da un pò e devo dire che non mi ha deluso quasi mai.
    Lo consiglio agli amici che vogliono addentrarsi nel mondo di linux mantenendo un legame con il vecchio windows…
    Ciao

  2. 2

    Boliboop ha detto

    Sono d’accordo e credo che se questa distribuzione si svilupperà ancora possa veramente dare del filo da torcere al monopolio Windows dal momento che il motivo principale per cui si sceglie di non migrare da Windows a Linux è la non così fondata convinzione che ci siano molti più programmi per Windows che per Linux. Con ReactOS questo non sarà più un problema.
    Ciao.

  1. 1

    Q: la vitualizzazione freeware at Boliboop

    [...] spiega in dettaglio come installare in una macchina virtuale di Q sistemi operativi come ReactOS, Ubuntu, Windows (nelle versioni 95, 98, 2000, XP e Vista) e Mac OS [...]

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