Qualche storia Zen
Qualche storia Zen
- 9. Non si può rubare la luna
- 18. Una parabola
- 32. Una scheggia di tempo, una grande gemma
- 54. Le ultime volontà e il testamento
- 56. Il vero sentiero
Ryokan, un maestro Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare.
Ryokan tornò e lo sorprese. “Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare,” disse al ladro “e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo”.
Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.
Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. “Pover’uomo,” pensò ” avrei voluto potergli dare questa bella luna”.
In una sutra il Buddha raccontò di una parabola:
Un uomo che camminava per un campo si imbattè in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l’orlo. La tigre lo fiutava dall’alto. Tremando, l’uomo guardò giù, dove, in fondo all’abisso, un’altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topini, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L’uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l’altra spiccò la fragola. Com’era dolce!
32. Una scheggia di tempo, una grande gemma
… Non si ripete due volte questo giorno
Scheggia di tempo grande gemma
Mai più tornerà questo giorno.
Ogni istante vale una gemma inestimabile.
54. Le ultime volontà e il testamento
Ikkyu, un famoso maestro Zen dell’era Ashikaga, era figlio dell’imperatore. Quando era molto giovane, sua madre lasciò il palazzo e andò a studiare lo Zen in un tempio. Così anche il principe Ikkyu diventò studente. Quando sua madre morì, gli lasciò una lettera. Diceva così:
“A Ikkyu:
Io ho finito il mio compito in questa vita e ora sto per tornare nell’Eternità . Voglio che tu divenga un bravo studente e che realizzi la tua natura-Buddha. Saprai sempre se sono all’inferno e anche se sono sempre con te oppure no.
Se diventi un uomo capace di comprendere che il Buddha e il suo seguace Bodhidharma sono tuoi servi, puoi smettere di studiare e puoi lavorare per l’umanità . Il Buddha ha predicato per quarantanove anni e in tutto quel tempo non ha ritenuto necessario dire una sola parola. Tu dovresti sapere perché.
Ma se non lo sai, e tuttavia desideri saperlo, evita di pensare inutilmente.
Tua madre,
Non nata, non morta.
Il primo settembre
P.S. L’insegnamento di Buddha aveva soprattutto lo scopo di illuminare gli altri. Se tu ti fai condizionare dall’uno e dall’altro dei vari metodi, non sei che un insetto ignorante. Ci sono 80.000 libri sul Buddhismo, e se tu li leggessi tutti e continuassi a non vedere la tua natura, non capirai nemmeno questa lettera. Questa è la mia ultima volontà e il mio testamento”.
Subito prima che Ninakawa morisse, gli fece visita il maestro Zen Ikkyu. “Devo farti da guida?” domandò Ikkyu.
Ninakawa rispose: “Sono venuto qui da solo e da solo me ne vado. Che aiuto potresti darmi?”
Ikkyu rispose: “Se credi veramente che vieni e che vai, questo è il tuo errore. Lascia che ti mostri il sentiero dove non si viene e non si va”.
Con queste parole Ikkyu aveva rivelato il sentiero con tanta chiarezza che Ninakawa sorrise e spirò.
tratto da “101 storie Zen” a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, trad. Adriana Motti, Adelphi

Pianeta Apple
anuradha ha detto
le storie Zen come i Koan parlano da soli,ma dal momento che provengono da un’altra cultura e da un altro modo di interpretare la realtà ,penso che dovrebbero essere accompagnati da una piccola interpretazione per dare l’accesso alla comprensione anche a chi non conosce il buddhismo.
E’ solo un suggerimento per favorire la conoscenza.
ago 24 2010 alle 22:32