Lo spam e la responsabilità dei singoli utenti
15 giugno 2007 , di Boliboop

Pensavate che tener buona da posta indesiderata nella vostra e-mail fosse un comportamento sufficiente a contrastare lo spam? Ebbene no. Lo dimostrano, per l’ennesima volta, i recenti attacchi informatici degli spammer ai danni dei siti che sono in prima linea nella lotta alle e-mail indesiderate. Cito da Paolo Attivissimo:
ZDNet riferisce che è in corso un attacco informatico coordinato da parte degli spammer contro i siti antispam come Spamhaus, URIBL e SURBL. L’attacco ha temporaneamente oscurato i server Web di questi siti, come descritto da Steve Linford di Spamhaus in un post, ma ora la situazione sembra essere tornata alla normalità.
Ma quali sarebbero le responsabilità dei singoli utenti?
Chi naviga in Rete senza adeguate protezioni e si fa infettare diventa complice involontario degli spammer.
Infatti farsi infettare da un virus informatico significa, nella maggior parte dei casi, trasformare il proprio computer in un cosiddetto zombie, una macchina pronta ad ubbidire agli ordini degli spammer ogni qualvolta questi decidono di sferrare un attacco ad un sito internet, subissandolo di richieste di accesso. In questo modo il sito colpito diventa inaccessibile ai veri utenti e la loro funzione di lotta anti-spam viene danneggiata pesantemente.
Il fatto che siti come questo siano pressoché liberi da commenti pubblicitari (spesso di farmaci illegali o pornografia) è possibile grazie proprio a quei siti bersagliati dagli spammer. Anche il fatto che la vostra casella di posta elettronica non è totalmente bloccata dalla spazzatura è possibile grazie ai grandi archivi presenti su quei siti e contenenti informazioni sullo spam.
Ancor più esecrabile, ovviamente, è il comportamento di chi fa acquisti dagli spammer “non fa altro che alimentare i loro loschi giri di denaro, grazie ai quali possono attaccare i siti che aiutano gli utenti a proteggersi dalle ondate di spam che altrimenti intaserebbero le loro caselle di posta.”
Continuando a citare Paolo:
Se vogliamo che la Rete resti libera e si scongiuri un intervento d’autorità per porre fine allo spam (introducendo per esempio la posta autenticata come obbligo), dobbiamo tutti tenere in ordine il nostro piccolo angolo di Internet: il nostro computer. La libertà va guadagnata.
La soluzione?
Installare un buon antivirus e tenerlo aggiornato (ne esistono di ottimi anche gratuti, come Avast!), installare un buon firewall (anche usare quello integrato in Windows è meglio che niente), evitare di navigare in siti poco raccomandabili (in pratica in quei siti i cui contenuti sono simili a quelli delle e-mail di spam) se non con la massima attenzione. Insomma, un po’ di buon senso garantirebbe una vita internettiana molto più tranquilla e uno sforzo minora da parte dei server di tutto il mondo: un terzo del traffico internet è generato dallo spam. Ricordatevelo la prossima volta che i vostri siti preferiti sembrano aprirsi con molta difficoltà e lentezza.
La soluzione definitiva?
Passare a Linux o Mac, due sistemi operativi molto, ma molto, molto meno soggetti ai virus e che quindi garantirebbero molte meno preoccupazioni a voi, e a tutta la comunità web.

Pianeta Apple
Antonio ha detto
Sante parole
giu 15 2007 alle 10:36