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Perché non esite il drive B? E un OS dannatamente piccolo

27 febbraio 2007 , di Boliboop

“La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere.” – Antoine de Saint-Exupery

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Una mia ammiratrice mi scrive: perché esiste il drive A per i floppy disk (anche se stanno scomparendo), C per l’hard disk interno ma è del tutto mancante il drive B?

La risposta è semplice. I floppy disk sono stati per lungo tempo (sopratutto negli anni 1980) l’unico supporto di memorizzazione sufficientemente economico da essere diffuso su tutti i computer, infatti in quegli anni gli hard disk avevano prezzi proibitivi. Dopo la prima, poco diffusa, versione IBM a 8 pollici, ci furono i mitici floppy da 5 pollici e 1/4 e (introdotti da Apple) quelli 3 pollici e 1/4. Su questi supporti, grandi fino a 1,44 MB, vennero memorizzati i primi piccolissimi Sistemi Operativi.

Per cui appena acceso il computer si inseriva nel drive A il disco col sistema operativo (ad esempio il DOS) e il secondo drive, denominato appunto B, era usato per il trasferimento dati (sia verso la memoria RAM che verso l’eventuale hard disk). Col tempo l’uso del floppy disk è andato diminuendo fino a far scomparire del tutto il drive B.

La mia ammiratrice si è detta sorpresa della piccolezza dei sistema operativi dell’epoca. Allora mi sono ricordato di una mini distro Linux (conosciuta grazie a Luca) estremamente versatile, orientata al desktop e racchiusa in soli 50MB. Si tratta di DSL, acronimo di Damn Small Linux (Linux dannatamente piccolo) che non contiene solo il sistema operativo ma anche:

XMMS (MP3, Lettore CD e MPEG), clienti FTP, Dillo web browser, links web browser, FireFox, Foglio di calcolo, Sylpheed email, controllo ortografia (Inglese), un programma di videoscrittura (FLwriter), tre editor (Beaver, Vim e Nano [clone di Pico]), programmi di visione e manipolazione grafica (Xpaint, and xzgv), Xpdf (lettore PDF), emelFM (file manager), Naim (programma di chat per AIM, ICQ, IRC), VNCviewer, Rdesktop, clienti e server SSH/SCP , DHCP, PPP, PPPoE (ADSL), un web server, calcolatrice, supporto generico per stampante GhostScript , NFS, Fluxbox window manager, giochi, accessori per il monitoraggio del sistema, una valanga di programmi a linea di comando, supporto pieno per USB e pcmcia e supporto sperimentale per il wireless.

In più si avvia da un mini CD senza bisogno di installazione, oppure da una chiavetta USB, dall’interno di un altro sistema operativo (ad esempio Windows), e parte anche con un vetusto 486DX con 16MB RAM. Damn Small Linux inoltre ha la capacità di fungere da server SSH/FTP/HTTPD direttamente da Cd. E questo, per tornare ai floppy mi fa ripensare a Micro-Apache, una versione di Apache HTTP Server ridotta all’osso ma assolutamente funzionante che occupa solo 359 KB e non richiede installazione, per cui può girare anche da floppy disk.

“La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere.” – Antoine de Saint-Exupery

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