Ubuntu: Compiz in un click
23 aprile 2007 , di Boliboop
Come preannunciato ho cominciato a “giocare” con il sistema operativo Ubuntu 7.10 “Feisty Fawn” usando il cd di installazione come LiveCD. Innanzitutto, dal momento che senza internet un pc è menomato, ho visto il nuovo Applet NetworkManager, molto semplice e intuitivo. Personalmente però ho trovato più facile lanciare il caro vecchio pppoeconf da terminale… è difficile perdere le vecchie abitudini.
Ma andiamo avanti: pare che sia in programma per la prossima versione di Ubuntu, la 7.10 (il gibbone coraggioso) l’integrazione nativa di Compiz, il miglior window manager 3D attualmente esistente (soprattutto dopo aver riassorbito il progetto Beryl).
Ma un assaggio di questa integrazione lo si può avere subito con l’attuale versione di Ubuntu, la 7.04 uscita pochi giorni fa. E’ infatti molto semplice attivare due effetti tipici di Compiz/Beryl: l’aspetto gelatinoso delle finestre e la distribuzione dei desktop su un cubo.
Per attivarli è sufficiente andare sul menu Sistema>Preferenze>Effetti desktop. Tenete presente che si tratta di una feature sperimentale e non è detto che funzioni su tutti i computer e può causare una serie di malfunzionamenti. Nella finestra Effetti desktop (se avete cambiato la lingua da inglese a italiano) si legge infatti:
Gli effetti desktop sono una caratteristica sperimentale di Ubuntu, resa dispobinibile come anteprima tecnologica. Non funzionano correttamente su tutti i computer e potrebbero avere degli effetti imprevisti come una diminuzione delle prestazioni dei computer, il non funzionamento delle scorciatoie da tastiera o la riorganizzazione delle aree di lavoro.
Io ho una scheda video un po’ vecchiotta, una ATI Radeon 9200, ed effettivamente si è bloccato il sistema dopo aver fatto roteare vorticosamente il cubo e aver molleggiato ripetutamente le finestre, cosa che invece non è accaduta quando, un paio di mesi fa installai Beryl su Ubuntu Edgy 6.10, seguendo le chiarissime istruzioni contenute in questa pagina. Si trattava di installare il server grafico Xgl più il gestore delle finestre Beryl e tutto andò a meraviglia, soprattutto considerando che non c’era stata la necessità di riavviare il computer (all’epoca non avevo ancora il macbook, e conoscendo quanto spesso dovevo riavviare il mio Windows XP mi ero alquanto sorpreso). Inotre la mia scheda video non era teoricamente supportata e dando da terminale il comando glxinfo | grep rendering (per controllare che l’accelerazione grafica fosse attiva) veniva restituito un warning che ho saggiamente ignorato
A quanto pare, quindi, la strada seguita da Ubuntu è quella di una integrazione sempre più stretta delle tecnologie che rendono l’ambiente di lavoro del sistema operativo un ambiente tridimensionale e di gestione intelligente delle finestre. Qualcosa di veramente all’avanguardia e che renderà Ubuntu ancor di più un sistema operativo “elegante, sicuro, facile!” (come recita lo slogan nell’homepage di ubuntu-it.org).

Antonio ha detto
Bella recensione! Ubuntu è il futuro… il sistema operativo che si interpone tra Leopard e Windows (ovviamente in ordine di eccellenza)
apr 24 2007 alle 15:45
Boliboop ha detto
Grazie! Sono d’accordo sul potenziale di Ubuntu, anzi forse può crescere ancora di più, il bello (e il brutto) dell’Open Source è che un progetto può eccellere o arenarsi, dipende solo dall’impegno delle comunità, senza essere condizionati dal mercato.
apr 24 2007 alle 16:01