Versione decrescente incompleta, nei moti che condensano varie scuole di pensiero
28 Settembre 2007 , di Boliboop
Nel libro “Penna, pennello e bacchetta” (sottotitolato “le tre invidie del matematico”) di Piergiorgio Odifreddi si parla di “versi ropalici” ossia composizioni dove tra un verso e l’altro cambia una lettera o una sillaba (come in questo caso). Ne ha fatti anche Dante. Un esempio di “versione decrescente incompleta, nei moti che condensano varie scuole di pensiero”:
| psicoanalisi: | non c’è niente al di fuori del testicolo |
| decostruzionismo: | non c’è niente al di fuori del testo |
| teismo: | non c’è niente al di fuori del te |
| idealismo: | non c’è niente al di fuori |
| nottambulismo: | non c’è niente al dì |
| nichilismo: | non c’è niente |
| manicheismo: | non c’è ni |
| assenteismo: | non c’è |
| negativismo: | non |
| zen: |
Personalmente ritengo tutta la scaletta decisamente deliziosa e azzeccata. L’ultima riga, poi, sfonda una porta aperta… anzi, una porta senza porta


Mushin
ha detto
Stupendo. Davvero. Senza parole…
Set 28 2007 alle 16:55
fran-tes-to
ha detto
è geniale, geniale davvero

Set 28 2007 alle 19:13
Boliboop
ha detto
Grazie, grazie… ah, vi riferivate a Piergiorgio??
Set 28 2007 alle 19:33
Antonio
ha detto
Molto interessante… visto che ti interessa l’argomento ti invito a leggere anche La Letteratura potenziale, tra cui, oltre ai testi ropalici, trovi anche, tra le altre cose, la poesia combinatoria, permutata, antònimica e booleana!
Set 29 2007 alle 00:26
sciura pina
ha detto
Semplicemente geniale
Ott 3 2007 alle 17:28