Windows Vista vende meno di XP ed altre amenità
19 febbraio 2007 , di Boliboop
Altre amenità: 1) Ancora problemi di sicurezza: Office XP a rischio trojan. 2) MPAA, la potente organizzazione che cura gli interessi delle major hollywoodiane e persegue gli utenti del P2P, colta con il software abusivo nel sacco.
Leggo su PI che Windows Vista vende meno di XP nonostante alla vigilia del lancio Microsoft stessa aveva predetto un successo maggiore della versione precedente. Le previsioni degli analisti sui profitti derivanti dalla vendita di Windows Vista nell’anno fiscale 2008 sono “troppo aggressive”. È con queste parole che pochi giorni fa il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, ha voluto correggere quanto dichiarato da molti analisti.
Secondo uno studio pubblicato da NPD Group, le copie retail di Windows Vista vendute ad una settimana dal debutto sono state quasi il 60% in meno rispetto a quelle di Windows XP, generando solo i due terzi dei profitti di quest’ultimo. NPD sottolinea poi come il prezzo medio di Vista sia di circa il 65% più elevato di quello di XP, e che il 30% delle edizioni di Vista finora vendute sono rappresentate dalla Ultimate (il cui costo integrale, in Italia, è di 600 euro).
NPD ha infine aggiunto che l’attuale impennata nella vendita dei PC è solo un fuoco di paglia: i numeri sarebbero infatti ampiamente gonfiati dal fatto che molte persone hanno atteso l’uscita di Vista per cambiare computer, e molte altre stanno aspettando Mac OS X Leopard per passare ad altri lidi.
Altre amenità:
1) Office XP a rischio trojan.
La scorsa settimana, ad un solo giorno di distanza dalla pubblicazione dei bollettini di sicurezza di febbraio, Microsoft ha rilasciato un advisory relativo ad una nuova vulnerabilità zero-day di Word.
La falla, causata da un bug di tipo buffer overflow, interessa Office 2000 e Office XP e potrebbe essere sfruttata da un malintenzionato per eseguire del codice a propria scelta. Il codice maligno può essere inglobato all’interno di un documento Word appositamente creato per innescare il bug.
Quella appena scoperta è l’ennesima vulnerabilità zero-day ad aver colpito la celebre suite per l’ufficio di Microsoft nel giro di pochi mesi. Va detto che nessuna di queste debolezze interessa il nuovo Office 2007. (qui l’articolo completo)
2) MPAA colta con il software abusivo nel sacco (fonte PI)
Non esistono più le associazioni di categoria di una volta. MPAA, la potente organizzazione che cura gli interessi delle major hollywoodiane e persegue gli utenti del P2P che scaricano DivX a sbafo, ha fatto liberamente uso di un software free utilizzandone il codice con gran disinvoltura. Ed eliminando accuratamente ogni traccia del copyright dell’autore.
Il software è Forest Blog, tool per blogger che usano il linguaggio ASP scritto da Patrick Robin. Il programma è di tipo linkware, liberamente scaricabile e utilizzabile previa conservazione di tutti i link e le notazioni di copyright contenute nel codice. Notazioni che è possibile rimuovere acquistando la relativa licenza.
E invece, come lo stesso Robin ha rivelato sul suo weblog pochi giorni or sono, nell’ottobre scorso MPAA ha usato Forest Blog eliminando accuratamente i backlink al sito del programma, contravvenendo quindi alle condizioni di licenza con cui è distribuito. Né più né meno come il più aduso pirata telematico utente delle reti di scambio file, l’organizzazione ha preso il codice che voleva e ci ha fatto quello che voleva incurante dei diritti dell’autore.
Patrick Robin sostiene di essere sicuro che si sia trattato dell’iniziativa di un singolo impiegato di MPAA troppo pigro, alla ricerca di una soluzione facile e veloce. Pur tuttavia, nota Boing Boing, MPAA stessa pretende, nella sua crociata legale contro i download illegali, che le società siano chiamate in causa come responsabili del comportamento dei propri dipendenti. Ci sarebbero insomma tutte le precondizioni per colpire MPAA con le sue stesse armi, ma pare che la faccenda si vada risolvendo in maniera decisamente meno cruenta.
In un commento recente sul suo sito personale, l’autore di Forest Blog fa sapere che l’organizzazione ha fatto sparire i contenuti del sito incriminato integrante il tool, che risulta al momento irraggiungibile. Nella mail inviata a Robin, MPAA si giustifica sostenendo che il blog è stato una sorta di portale ad uso interno usato a fini esclusivi di test, e qualora si fosse deciso di continuare ad aggiornarlo certamente sarebbero state pagate le 25 sterline necessarie all’acquisto della licenza.
“La cosa suona abbastanza corretta – commenta caustico Robin sul weblog – ma dubito fortemente che io avrei potuto cavarmela dopo aver piratato un po’ di film senza pubblicizzare la cosa e solo per usarli a fini di test!”.
E non è certo questo il primo caso in cui l’industria dei produttori dimostra di avere una considerazione molto personale della legge, della legalità e dello stato di diritto: nel dicembre scorso il CEO di Warner Music aveva punito uno dei suoi figli dopo averlo beccato a scaricare musica dal P2P, una birichinata, a suo dire, senza alcuna conseguenza legale, come invece accaduto per i figli di altri. E la stessa MPAA era già stata precedentemente accusata di pirateria da parte dell’autore di un documentario sul funzionamento interno dell’organizzazione stessa. Anche in quel caso è tutto finito in una bolla di sapone. E la legge, si sa, è uguale per tutti.

1 Commento a “Windows Vista vende meno di XP ed altre amenità”
Uno sguardo alle novità Apple at Boliboop
[...] Già nel giugno 2006, durante la presentazione di Leopard agli sviluppatori, Leopard venne sarcasticamente denominato “Vista 2.0″, il tutto accompagnato dallo slogan “Hasta la vista, Vista“. In questi giorni all’interno degli Apple Store, è stata lanciata la campagna “Go Beyond Vista…It’s time to get a Mac“, cioè “Vai oltre Vista….è l’ora di prendere un Mac”. La campagna quindi prosegue il contrasto tra Leopard di Apple e Vista di Microsoft, che come detto ieri, sta registrando vendite piuttosto basse. [...]
Pingback on feb 20th, 2007 at 03:47
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