Bocciato l’articolo 24 della riforma costituzionale

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A poche ore dal vertice di maggioranza di questa sera, la Camera dei Deputati ha respinto oggi l’articolo 24 del testo delle riforme che si riferisce alla controfirma degli atti presidenziali, tra cui anche la grazia, che con la riforma non sarà subordinata alla controfirma del ministro della Giustizia.

La votazione ha avuto il seguente esito: AN ha votato contro. 211 voti favorevoli, 239 cotrari, e 9 astenuti. Il presidente della Camera Casini ha sospeso la seduta e convocato una riunione del comitato dei nove che segue la riforma del federalismo insieme al ministro Calderoli. (fonte ANSA).

Questa mattina, al di là delle strategie messe in campo dall’opposizione, numerose sono state le assenze tra i deputati della CdL: AN e UDC in testa. Mancavano dall’Aula 133 deputati del centrodestra. In dettaglio, tra le file AN erano presenti solo 45 deputati su 96 (46,88%); per l’UDC 18 deputati su 37 (48,65%); per la Lega 22 deputati su 28 (78,57%), mentre per Forza Italia 130 su 177 (73,45%).

In precedenza il numero legale era mancato più volte, a causa delle assenze dei deputati della maggioranza, suscitando le proteste del ministro Calderoli che ha aggiunto che “Le riforme si devono fare entro questa settimana, altrimenti mi dimetto… ieri c’erano delle assenze e che oggi si sono ripetute. A questo punto, il dato sta diventando politico”. Calderoli spiega di aver appena telefonato a Berlusconi. “Se mi ha dato delle rassicurazioni? Le rassicurazioni - risponde - non bastano più. Voglio vedere i parlamentari in aula” ( La Gazzetta del Mezzogiorno).

Infatti viene minacciata la crisi di governo dal momento il motivo dell’entrata della Lega nel governo, cioè la devolution, sembra non suscitare alcun entusiasmo negli altri partiti della maggioranza che anzi sembrano volerla ostacolare.

La Russa spiega il no di AN dicendo: “Abbiamo solo impedito a Sofri di avere la grazia”. E il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri aggiunge: “Non è un voto contro la devolution, ma contro la scarceration”.

Dopo aver apprezzato la simpatia di Gasparri non possiamo che sorprenderci quando scopriamo in un sondaggio del CENSIS che, nonostante i luoghi comuni, gli italiani sono abbastanza soddisfatti della sanità statale e sale la percentuale di quelli che affermano “mano male che c’è lo Stato” (vedi AGI online)

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