Ecco il premierato all’italiana
Articolo letto 1195 volteNell’ambito delle riforme costitutuzionali ce ne sono alcune che regolano i rapporti tra il Primo Ministro e il Parlamento.
In caso di crisi di governo si andrà alle elezioni, ma accanto ai meccanismi cosiddetti ‘antiribaltone’ sono previste anche procedure di sfiducia costruttiva.
Il Capo dello Stato, in base ai risultati elettorali, nomina il Primo Ministro il quale, entro dieci giorni, dovrà illustrare alla Camera il programma di legislatura e la composizione del governo e l’Assemblea di Montecitorio voterà la fiducia.
Ogni anno il presidente del Consiglio dovrà poi presentare il rapporto sull’attuazione del programma e sullo stato del Paese.
Durante il mandato il premier potrà porre la questione di fiducia o chiedere che la Camera si esprima con priorità su ogni altra proposta con un voto conforme alle indicazioni dell’esecutivo. In caso di bocciatura, il premier dovrà dimettersi. A tale meccanismo non si potrà far ricorso per le leggi costituzionali o di modifica della Costituzione.
In qualsiasi momento della legislatura, la Camera potrà costringere il premier alle dimissioni dopo la presentazione e l’approvazione di una mozione di sfiducia. Stessa cosa accadrà se la mozione sarà respinta con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza uscita dalle elezioni. In entrambi i casi il presidente della Repubblica scioglierà la Camera e si andrà alle elezioni.
Tuttavia, sono possibili meccanismi di sfiducia costruttiva tali da consentire il proseguimento della legislatura. La maggioranza vincitrice delle elezioni potrà presentare e approvare una mozione con la designazione di un nuovo premier e qualora una mozione di sfiducia sia stata respinta con i voti determinanti di deputati non appartenenti alla maggioranza, si potrà evitare lo scioglimento se la coalizione vincitrice delle elezioni presenterà e approverà una mozione nella quale dichiari di voler continuare nell’attuazione del programma di governo e indichi un nuovo premier. (da adnkronos)
I cittadini decideranno quindi chi dovrà essere il loro premier direttamente attraverso il loro voto, ma se ci sarà una crisi di governo, questa scelta popolare potrà essere ugualmente ignorata. Insomma, dopo che il centrodestra aveva criticato aspramente il cambio di premier Prodi-D’Alema, accusandolo di non aver rispettato la volontà popolare, ora approva una legge che rende ancora più semplice ignorare un voto ancor più stringente espresso dai cittadini.
Il governo ha anche accusato l’opposizione di criticare oggi ciò che in passato la stessa opposizione sosteneva. Ma Luciano Violante, capogruppo Ds alla Camera, interviene in Aula e motiva il no della Quercia alle riforme istituzionali:
Si doveva istituire il premierato, cosa sulla quale eravamo e siamo d’accordo. Avete invece costruito un despota. Il modello di primo ministro non e’ stato ne’ Schroeder, ne’ Blair, ne’ Bush. Dietro questa riforma c’e’ l’ombra di Putin, modello che andra’ bene per la Russia, ma che a noi non piace per nulla.

2 Commenti finora
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bel sito!!!!
Di io il 21 Gennaio 2005 alle 10:32
[…] Domenica 25 e Lunedì 26 si svolgerà il Referendum confermativo sulla riforma costituzionale, chiamata erroneamente “Devolution”, che coinvolgerà 50 articoli della Costituzione. Mezza Costituzione. In realtà l’aspetto più importante e preoccupante è il Premierato all’Italiana che darà al Primo Ministro più poteri del Presidente degli Stati Uniti. Infatti il nostro amico e alleato non può scogliere le camere a suo piacimento, mentre il futuro premier italiano potrà usare questa minaccia (e sappiamo benissimo quanto i nostri parlamentari si tengano stretta la poltrona) per legiferare in certe specifiche direzioni piuttosto che in altre. Inoltre, a quanto pare (sentito al TG1 oggi) il Primo Ministro potrà ricevere deleghe legislative… non so se mi spiego. Una singola persona, ricattando la Camera con la minaccia dello sciogliemento, potrà ricevere una delega per scrivere ed approvare le leggi. Un despota. Più o meno. […]
Di I Pollitici » Referendum costituzionale il 24 Giugno 2006 alle 02:37
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