Ciampi, Casini e la tutela dell’infanzia
Articolo letto 788 volteIl Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, al termine della cerimonia di apertura della conferenza mondiale delle donne parlamentari, ieri a Montecitorio, dedicata alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, ha detto:
Penso che i bambini si aspettino soprattutto una cosa: di vedere nei nostri occhi, quando li guardiamo, che vogliamo loro bene[1]>
Aprendo la Conferenza, il Camera Casini ha detto:
Una difesa intransigente dei diritti umani: è questo il fattore più profondo che deve guidare ogni intervento a tutela dei diritti dell’infanzia
Casini ha inoltre sottolineato che sul terreno della tutela dei diritti dell’infanzia “può esprimersi con grande efficacia il valore aggiunto che rende unico ed inimitabile l’impegno delle donne a favore del bene comune. Penso ad esempio - sottolinea - alla loro particolare attitudine all’ascolto, alla capacità di misurarsi responsabilmente con il mutare delle circostanze, ma anche alla capacità di tenere ferme nei momenti di difficoltà le decisioni assunte”.
Per il presidente della Camera, nella difesa dei diritti dell’infanzia i parlamenti del mondo “debbono trovare il modo di comunicare in maniera proficua, individuando gli ambiti comuni di discussione e diffondendo messaggi forti che possono essere compresi da tutti e che tutti possono fare propri. Ma hanno anche un dovere ben preciso, quello di intraprendere azioni concrete che consentano di affrancarsi dalla realtà virtuale dei proclami e degli slogan e di invertire una volta per tutte la direzione lungo la quale il nostro tempo sembra purtroppo essersi incamminato”.
Ed aggiunge:
La barbarie del terrorismo[2] sta arrecando al mondo libero e democratico un assalto di violenza inaudita, al quale non riesce ad opporre argine neppure il senso di pietà per l’innocenza dell’infanzia: nessuno di noi, credo, avrebbe potuto immaginare di dover leggere nel volto di un bimbo l’incredulità e l’orrore impressi sui volti dei bambini di Beslan. Non si è ancora trovata, inoltre, la strada per portare la pace a Gerusalemme, luogo simbolico e sacro per cristiani, ebrei e musulmani, uniti dalla comune appartenenza alle radici di Abramo ed oggi divisi da una spirale di violenza e di odio che sembra non avere fine (…) Viene evocato con insistenza il rischio di un conflitto tra culture e civiltà nobili ed antichissime.
(da rainews24)
A questo punto ci sentiamo in dovere di sottolineare come questo discorso sia vaporoso e alquanto ipocrita soprattutto nella dichiarazione segnata con [2], dove sembrerebbe che l’innocenza dell’infanzia venga turbata solo dalla barbarie del terrorismo e non dai bombardamenti “alleati” . L’uccisione di centinaia di bambini palestinesi o irakeni sono incidenti di guerra se provocata da bombe lanciate dagli occidentali, e diventano poi vittime da proteggere se provocata da non-occidentali?
Per quanto riguarda la dichiarazione [1] di Ciampi, ci sentiamo in dovere di sottolineare come la libertà dei minori sia in realtà tanto offuscata dall’influenza dei genitori, dei vari educatori e dei massmedia, che siamo riusciti anche a decidere per loro che vogliono vedere nei nostri occhi, quando li guardiamo, che vogliamo loro bene. Se la frase fosse riferita ad altro argomento avremmo detto tutti che si trattava di pessimo buonismo. Ma se si tratta di bambini, siamo tutti d’accordo che bisogna volergli bene, proteggerli, proteggerli e proteggerli dalle barbarie. Quando invece i bambini vogliono essere liberi, vogliono essere ascoltati veramente e vogliono vivere. Tutto questo è lungi dall’essere garantito ad ogni bambino sulla Terra e poco si fa di concreto. Se non le solite, belle e inutili, chiacchere.

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