Bush vs Kerry: Electoral Vote 2004

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Quanti di voi, interessati al voto presidenziale statunitense, si sono persi nella miriade di sondaggi fluttuanti? Quanti di voi, pur conoscendo la natura federale del voto americano, non riescono a mettere a fuoco ciò che questo comporta in pratica?

Bene, per tutti voi esiste un sito che fornisce una quantità impressionante di dati statistici relativi ai sondaggi Bush vs Kerry. Il sito è www.electoral-vote.com e riporta una mappa che è il sunto di tutti i sondaggi per ogni singolo stato ed quindi è utilissimo per avere l’esatta percezione di come stanno andando le cose.

Il sistema elettorale statunitense è formato da Stati federali che eleggono i Grandi Elettori (Electoral Votes in inglese, abbreviato EVs). Non importa quanti cittadini di uno Stato votano per un candidato o per l’altro: chi prende il 50% + 1 dei voti si porta a casa tutti gli EVs assegnati a quel particolare stato. Si fa la somma per tutti gli EVs degli Stati Uniti (in totale sono 538) e il candidato che si porta via il maggior numero di EVs (ne bastano quindi 270) è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Il numero di EVs per Stato dipende dall’estensione e dalla popolazione, per cui Stati piccoli e semidisabitati come l’Alaska hanno un peso di soli 3 EVs, Stati piccoli ma molto popolosi come il New Jersey hanno 15 Evs, Stati ti grandi e non molto popolosi come il Texas hanno 34 Evs, Stati grandi e molto popolosi come la California hanno 55 Evs.

Il problema dell’affidabilità dei sondaggi è quindi cruciale visto il sistema elettorale. Uno Stato in bilico come la Florida, che oggi è data 50% a 49% per Kerry (1% per Nader), rende in bilico ben 27 EVs su 538, ovvero un cambiamento dell’1% dei votanti in Florida cambia la sfida elettorale del 5%. Ed è proprio questo il meccanismo che nel 2000 permise ad Al Gore di vincere il voto popolare con 1.000.000 di voti in più di George W. Bush, che però si aggiudicò la poltrona alla Casa Bianca per 5 Grandi Elettori.

Per cui nella mappa riportata nell’homepage di www.electoral-vote.com sono segnati gli Stati sicuramente a favore (strong) per un certo candidato, quelli meno sicuri (weak) e quelli in bilico (barely) e quelli esattamente in parità (exactly tied) in base alle decine di sondaggi effettuati con scandenza regolare negli USA. A questo punto della campagna elettorale è meno importante essere in vantaggio per gli EVs in generale (come lo è oggi Kerry 284 a 247, più 7 EVs di Stati esatttamente in parità) ma è importante essere in vantaggio sugli Stati sicuri. Sotto questo aspetto è infatti in vantaggio Bush che ha 138 EVs strong contro i 99 di Kerry. Questi EVs si possono considerare già aquisiti (sui 270 necessari per vincere) visto che lo scarto fra i contendenti in questi Stati è uguale o superiore al 10%.

Segnalo un’interessante animazione della mappa di cui sopra che mostra i mutamenti dei sondaggi negli ultimi mesi, ulteriore conferma di quanto una piccola variarione percentuale possa determinare un grande spostamento di Grandi Elettori da uno schiaramento all’altro.

Inoltre, per capire come gli eventi mutino gli umori e i voti dei cittadini statunitensi, segnalo questo interessantissimo grafico.

Infine segnalo un sito che propone un sondaggio per la domanda: “Se foste americani per chi votereste alle prossime elezioni?”: una visione di come è percepita la sfida elettorale americana nel mondo. Potrebbe sembrare un semplice sondaggio pro-contro guerra in Irak, ma è sempre saggio vedere come una cultura, quella americana in questo caso, è considerata nel mondo. Ad oggi, nel mondo, Kerr è in vantaggio 68% a 17%.

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2 Commenti finora
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Credo che purtroppo al di la dei sondaggi Bush vincerà …

Hai ragione: è altamente probabile che finisca con la riconferma di Bush, per due motivi. 1) perché, come ho scritto nell’articolo è in vantaggio sui Grandi Elettori già sostanzialmente conquistati; 2) perché gli americani sono ancora in preda ad una nevrotica paura e vogliono un condottiero che li porti alla vittoria nella guerra che darebbe loro tranquillità.



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