Tasse: gli italiani tra i più tartassati
Articolo letto 895 volteCon il 43,4% di prelievo fiscale complessivo l’Italia è al settimo posto al mondo per incidenza delle imposte. Peggio di noi stanno la Svezia con un prelievo del 50,8%, la Danimarca con il 49% quindi Belgio, 45,8%, Finlandia, 44,9%, Francia, 44,2%, Norvegia 43,9%. La differenza con l’Italia sta nel fatto che in quest’ultimi paesi la tassazione elevata corrisponde ad una elevata quantità e qualità dei servizi.
Sulla base dei dati forniti dall’Ocse [ovvero l’] (cos’è?) nell’ultimo “Revenue Statistics” emerge, inoltre, che nel 2003 il prelievo fiscale complessivo italiano è aumentato ancora rispetto al 2002 quando era stato del 42,6% (ma non sono 3 anni che Berlusconi dice che le sta abbassando?). E in trentotto anni il peso del fisco in Italia è aumentato di quasi 18 punti: nel 1965 l’incidenza delle tasse sulla ricchezza era pari al 25,5%.
Tra i Paesi dove il prelievo fiscale è minore spiccano naturalmente gli Usa con il 25,4%, ma se la passano bene anche i contribuenti della Corea, 25,4%, della Turchia, 32,9%, della Gran Bretagna, 35,3, della Svizzera, 29,8 e della Nuova Zelanda, 34,8%. Ma sotto questo profilo meglio di tutti se la passano i messicani che sono in fondo alla classifica con un prelievo del solo 19,5%.
In Italia negli ultimi anni sono aumentati un po’ tutti i tipi di prelievo. Nei confronti della tassazione totale le imposte sui redditi costituiscono in Italia il 32,5% contro il 29,4% dei costi di sicurezza sociale, del 26,9% delle tasse su beni e servizi del 5,1% delle tasse patrimoniali. Rispetto al Pil le tasse solo sui redditi da lavoro sono di fatto più che triplicate dal 1965 a oggi passando dal 4,6% al 13,8% del Pil. Aumentate anche le imposte sui redditi individuali salite rispetto al Pil dal 2,8% del 1965 al 10,9% del 2002, pari a un’incidenza totale sulla tassazione globale del 25,5%. Sono invece rimaste piuttosto stabili le tasse sui redditi societari passate dal’1,8% del Pil nel 1965 al 3,2% del 2002. Sulla tassazione complessiva l’incidenza di questa voce fiscale è praticamente rimasta invariata in trentasette anni passando al 6,9% del 1965 al 7,6% del 2002. In questo campo del fisco è campione il Lussemburgo dove la tassazione societaria rappresenta il 20,5% del prelievo fiscale complessivo con un’incidenza sul Pil pari all’8,6%.
Per quanto riguarda i contributi sociali in Italia sono saliti dall’8,7% del 1965 al 12,5% del Pil del 2002 con un’incidenza sulla tassazione totale del 29,4%. E’ da notare che questa della contribuzione sociale è una delle poche voci in discesa negli anni: nel 1965 il prelievo per contributi sociali rappresentava il 34,2% del totale delle tasse.
Il resto dei dati forniti dall’Ocse riguarda il 2002 e delineano uno scenario in cui le tasse sui redditi continuano a rimanere l’entrata fiscale più consistente per quasi tutti i paesi. Esclusi i contributi sociali e previdenziali infatti il prelievo fiscale in percentuale al Pil dell’Italia resta alto, il 30,1% del Pil contro il 27% totale dell’Ocse, con un picco costituito dalla Danimarca, ancora una volta con tasse sul reddito pari al 47,2% e sempre il Messico agli ultimi posti con il 14,8% (da giornale.it)

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