L’attacco al gip di Bari e i veri eroi
Articolo letto 549 volteDopo le dichiarazioni del giudice per le indagini preliminari di Bari, vedi l’articolo Gli ex ostaggi italiani in Irak erano mercenari, secondo il quale i 4 ex ostaggi italiani Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi erano mercenari al soldo del governo americano, molteplici sono state le accuse nei suoi confronti.
Un esempio per tutti è la dichiarazione del ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia:
Chiedo che il gip di Bari, Giuseppe De Benedictis, venga immediatamente sospeso dalle funzioni e che si proceda nei suoi confronti all’accertamento dello stato psichico.
Tremaglia, nella migliore tradizione demagogica, chiese al capo dello Stato il conferimento di una medaglia d’oro alla memoria per Quattrocchi, più che per i meriti in vita, per come ha affrontato gli ultimi istanti prima della morte. Ingenuamente viene da chiedersi se una medaglia d’oro debba andare a tutti quelli che effettivamente ogni giorno operano in altri paesi altrettanto pericolosi e lo fanno gratis, in silenzio e lontano dalle telecamere, senza tanto clamore, e spesso muoiono senza che se ne parli.
Di tutti questi veri eroi, dell’umanità però, non della sola Italia, ci dimentichiamo perché i massmedia si accupano di storie che facciano audience e non tributano il giusto rispetto a chi se lo merita.
Arriviamo quindi alla convinzione che se un italiano (e badate bene, solo se è italiano) muore in Irak, allora è un eroe degno di medaglie e funerali di stato, anche se era un soldato pagato da un stato estero e quindi, per definizione, un mercenario (senza intenzioni spregiative). Arriviamo anche a dimenticarci che fare il mestiere di Cupertino, Stefio, Agliana e Quattrocchi è semplicemente, ahimè, un reato.
Chi, nello svolgimento del proprio lavoro, sostenesse questo, come appunto il gip di Bari, dovrebbe subire un accertamento dello stato psichico. Ma che autorità ha il ministro per gli italiani all’estero per chiedere un provvedimento di questo genere? Nessuno, o meglio, la stessa autorità che avrebbe un qualunque cittadino.

4 Commenti finora
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e se invece di essere un reato, quello di body guard fosse un mestiere come un altro?
Di ispirati il 23 Ottobre 2004 alle 19:30
Se fossero state body guards ovviamente non sarebbe reato, loro si sono definiti “operatori della difesa ravvicinata”… ok… in difesa di chi? di imprenditori locali, semplici cittadini, oppure di militari? Nel secondo caso è un reato, poiché difendere un militare significa far parte a pagamento di un’esercito straniero, e la legge lo vieta.
Di I Pollitici il 23 Ottobre 2004 alle 22:15
questo giudice voleva semplicemente finire sui giornali ed ha utilizzato il modo più semplice e più meschino possibile…finchè ci saranno giudici che vogliono essere protagonisti ad ogni costo la giustizia non sarà MAI GIUSTA!!!
Di Francesco il 19 Novembre 2004 alle 10:13
Francesco, il tuo commento appare molto di parte, in quanto non fornisci una spiegazione alla tua tesi, ma immagini uno scenario, certamente non inverosimile, di sindrome da protagonismo dei giudici. Se hai prove di quello che affermi fammi sapere, ma per ora permettimi di dire che è fin troppo facile attaccare gratuitamente un giudice seduti sulla poltrona di casa propria.
Di I Pollitici il 19 Novembre 2004 alle 23:10
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