Percezione della corruzione: l’Italia è 42esima

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L’Italia è al 42° posto nella classifica dei Paesi meno corrotti del mondo e perde sette posizioni rispetto al 2003. È quanto emerge dall’annuale graduatoria della corruzione di politici e funzionari statali pubblicato dall’organizzazione Transparency International di Berlino.

Il rapporto esamina il livello di corruzione in 146 Paesi per come viene percepito da imprenditori, studiosi e analisti economici. La classifica è guidata anche quest’anno dalla Finlandia con 9,7 punti (il punteggio si abbassa quando sale la corruzione), davanti a Nuova Zelanda (9,6), Danimarca e Islanda (appaiate a 9,5) e Singapore (9,3).

L’Italia con 4,8 punti è al 42° posto insieme all’Ungheria; lo scorso anno, quando i Paesi esaminati furono però solo 133, era 35esima con il coefficiente 5,3. I maggiori partner europei sono tutti più avanti: la Gran Bretagna è 11esima, la Germania è 15esima, Francia e Spagna sono al 22° posto.

La maglia nera va a Haiti e Bangladesh, al centoquarantacinquesimo posto con 1,5. Fa poco meglio l’Iraq del dopo-Saddam, 129° con 2,1. Ben 60 Paesi non hanno raggiunto i 3 punti, la soglia sotto cui si parla di “corruzione dilagante” .

“Questo studio dimostra in modo evidente che la corruzione dilaga ancora nel mondo - ha avvertito il presidente di Transparency, Peter Eigen, in una conferenza stampa a Londra - nella maggior parte dei paeasi la politica economica è distorta dalla corruzione e questo impedisce di combattere efficacemene la povertà” (da il giorno)

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