Castelli costretto alla fiducia
Articolo letto 919 volteSulla riforma dell’ordinamento giudiziario il governo “sarà costretto” a porre la fiducia, se l’opposizione non abbandonerà il suo atteggiamento ostruzionistico. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Roberto Castelli al suo arrivo a Lussemburgo per partecipare al Consiglio europeo degli Affari interni e della Giustizia.
Ai giornalisti che chiedevano se il governo fosse pronto a porre la fiducia, Castelli ha risposto: “Saremmo a malincuore costretti, io non vorrei assolutamente arrivare alla fiducia.
Ripeto, non abbiamo nessuna intenzione di strozzare il dialogo. Noi abbiamo presentato un emendamento piuttosto corposo. Su questo emendamento, che contiene anche questioni importanti, saremmo disposti ad accettare suggerimenti anche su emendamenti costruttivi dell’opposizione”.
Secondo Castelli “C’è assoluta unanimità di intenti su questo punto all’interno della Casa delle libertà: tutti auspichiamo che ci sia un dialogo, però l’opposizione deve rinunciare all’ostruzionismo fine a sè stesso, ma il fatto che abbiano presentato 500 emendamenti mi preoccupa“.
“Se l’opposizione assume un atteggiamento responsabile a discutere nel merito saremo dispostissimi ad ascoltarli - ha aggiunto Castelli - ma se vogliono soltanto farci perdere tempo, allora dovremo rivedere la nostra posizione” (da rainews24)
Vorremmo in questa sede ricordare che porre la fiducia su un decreto legge significa semplicemente evitare qualsiasi dibattito approfondito e ricattare la maggioranza che sostiene il governo. Questo ricatto risiede nel fatto che se la Riforma non dovesse essere approvata grazie al voto di fiducia, il governo cadrebbe e si andrebbe alle elezioni anticipate. E secondo voi, quale parlamentare della maggioranza vorrebbe perdere il posto, rischiando magari di non venire rieletto?
Mi spingo a sostenere che il voto di fiducia è l’espressione più antidemocratica oggi in voga in Italia, da momento che limita il dibattito parlamentare e fa leva sul portafoglio dei parlamentari stessi. Pur di non tornare a casa, cosa sarebbe disposto ad approvare un politico?

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