Oggi l’Election Day 2004
Articolo letto 1786 volteCi siamo. Ecco arrivato l’Election Day 2004. Come stabilisce la legge federale americana, è il martedì successivo al primo lunedì di Novembre del 4° anno dopo l’ultima elezione di un Presidente. Per tradizione sono gli elettori di Dixville Notch, a circa 25 chilometri dal confine con il Canada, ad essere i primi, anche per motivi di fuso orario, ad andare a votare. Il risultato in questo paesino del New Hampshire è stato: George W. Bush 19 voti, John Kerry 7 voti, Ralph Nader zero voti.
Ma il primato di questo paese turistico situato nelle White Mountains è stato incrinato quest’anno dal fatto che almeno una ventina di Stati hanno dato ai cittadini l’opportunità di votare prima. I funzionari hanno registrato livelli record di voto anticipato in tutto il paese, in cui rientrano circa due milioni di elettori in Florida (da giornale.it) , con le famose (e famigerate) macchine per la votazione elettronica, vedi USA: il voto che va in corto circuito.
Secondo gli ultimi sondaggi, riportati su electoral-vote.com, siamo di fronte ad una situazione di estrema parità: 262 Grandi Elettori per Kerry e 261 per Bush. Vedremo questa notte i primi exit poll (ovvero sondaggi effettuati all’uscita dalle urne elettorali) che potrebbero delineare meglio la situazione. Con la conta dei voti potrebbe però verificarsi un equilibrio molto simile a quello di 4 anni fa. E se in qualche Stato dovesse esserci uno scarto di pochi voti fra i due principali candidati, il nuovo presidente degli Stati Uniti potrebbe essere nuovamente proclamato dalla Corte Suprema, anziché dal popolo americano che a questo punto, crediamo, diventerebbe un fardello inutile da chiamare alle urne.
Se non ci sarà un vincitore netto, abbiamo paura che nel paese in cui la si vuole addirittura esportare, la Democrazia diventi solo una parola.

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