Altri 4 anni con George W. Bush

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E’ finita 286 a 252. George W. Bush è stato riconfermato alla Casa Bianca grazie non solo allo scarto sui Grandi Elettori, ma anche dal voto popolare. Sono  59,117,523 gli statunitensi che anno votato per il presidente uscente (ed ora rientrante), un record. Fermo a 55,557,584 voti John Kerry (da cnn), record di voti anche per un candidato sconfitto. Kerry, nel discorso per l’ammissione della sconfitta ha dichiarato che i voti ancora in sospeso in Ohio non sono statisticamente sufficienti a dargli una speranza di vincere in quello Stato e quindi vincere le elezioni. Esclusa anche ogni iniziativa legale: la battaglia è persa, e nemmeno la si vuole combattere (come biasimiarlo visto che nemmeno 4 anni fa in Florida i Democratici hanno avuto il coraggio di combattere fino in fondo).

Da sottolineare è che il messaggio intimidatorio, lanciato da un Bin Laden unusualmente composto, ha sortito un effetto opposto a quello voluto: gli americani si sono stretti al fianco del Comandante in Capo, volendo essere sopratutto “protetti” , anziché essere “liberi“. Protetti poi non così tanto, viste le 2 guerre in 4 anni, nessuna delle quali veramente conclusa, con migliaia di morti fra gli stessi civili e soldati americani. Ma queste sono forse le solite intepretazioni a posteriori. Come questa bellissima e fantasiosa frase di un telegiornale italiano

Una vittoria di Bush trova fondamento nella buona fase economica che attraversano gli Usa, ma anche nel taglio delle tasse operato dalla sua amministrazione

Fantasiosa visto che la disoccupazione statunitense è cresciuta in 4 anni di più dell’1%, bellissima perché ci ricorda una frase del nostro premier Silvio Berlusconi che, nel congratularsi con Bush per la riconferma, affermava che George W. Bush ha vinto perché ha tagliato le tasse. Salvo poi dimenticarsi che invece in Italia questo non è stato fatto nonostante 3 anni e mezzo di continui proclami di propaganda in tal senso.

Il punto è che, salvo brogli, gli americani hanno scelto nel loro diritto di riconfermare Bush come noi italiani abbiamo scelto Berlusconi. Ma oltre questo democratico paragone, pensiamo che sia superficiale trarre conclusioni globali da una elezione che ha portato 58 milioni e mezzo di esseri umani a decidere chi sarà il prossimo uomo più potente della Terra. Ecco, ad esempio cosa c’entra il centro-sinistra italiano in tutto ciò? Difficile credere che oggi siano stati veramente pubblicati titoli di questo genere:

BUSH STRAVINCE, LA SINISTRA ITALIANA STRAMAZZA (il Giornale, prima pagina)

BUONA NOTTE SINISTRA, Con Bush vince la linea dura contro i terroristi islamici e perdono i pacifisti (Libero, prima pagina)

L’AMERICA E’ BUSH, Vince tutto: Camera, Senato, voto popolare e anche matrimoni gay. L’Ulivo mondiale in grave lutto ammette di non capire più la gente (il Tempo, prima pagina)

I valori della faniglia punto di riferimento della maggioranza degli americani, LE IDEE DI BUTTIGLIONE VINCONO NEGLI USA (La Discussione, prima pagina)

(da Ormai)

Viene voglia di ripetere: cosa c’entra il centro-sinistra italiano? E viene da aggiungere, sorridendo, cosa c’entra Buttiglione?! In realtà parte della stampa e dei media italiani, dopo essersi schierata occultamente a favore di Bush (emblematiche ad un mese dal voto frasi del tipo: “Kerry recupera terreno anche se ormai è troppo tardi“?) sfruttano, insieme ai politici della maggioranza di governo, la vittoria Republicana come occasione di propaganda interna. Con l’occasione ricordo che seppur con tutte le amicizie e le allanze che ci legano agli USA, noi non siamo americani e loro non sono italiani.

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