Votare: i diritti politici dei minori
Articolo letto 1111 volteUno dei principi fondamentali della democrazia indica come indispensabile la rappresentanza di ogni cittadino nel governo del paese e la possibilità di scegliere questi rappresentanti da parte degli stessi.
Ciò è evidentemente negato a chiunque sotto i 18 anni di età (in alcuni paesi sotto i 21 anni) e sembra naturale sia così vista la immaturità di chi è in questa fascia di età. Non a caso ci sono migliaia di organizzazioni che si ritengono deputate a questo compito senza che i diretti interessati ne siano a conoscenza o abbiano parola in questione.
Obbiettivamente, questa situazione non è che una aberrazione della democrazia, a meno che i minori siano considerati cittadini di serie B o peggio, non siano nemmeno considerati dei cittadini.
Ogni discriminazione della persona basata sulla razza, sesso, religione o condizione sociale ormai è considerata una cosa sbagliata. E’ ora di riconoscere che anche ogni discriminazione basata sull’età è una cosa sbagliata.
Ci sono delle associazioni che cercano di diminuire l’età per avere diritto al voto, però questo non risolve il problema, l’unica soluzione sarebbe quella di dare il diritto al voto a tutti i cittadini di qualsiasi età, come già proposto a suo tempo da John Holt.
Molti potrebbero obiettare che i ragazzi non sono preparati per questo, non sono maturi, sono ignoranti di politica o non sono per niente interessati, voterebbero in maniera irresponsabile, si baserebbero sulla personalità o l’immagine dei politici, potrebbero essere influenzati da promesse alettanti o dalla scelta di calciatori, cantanti o attori, ingannati da politici senza scrupoli, ed infine, obbligati a votare in una certa maniera dai genitori o parenti.
Tutto questo potrebbe essere vero. Ma non è altrimenti vero per gli adulti? Quanti cosiddetti adulti responsabili basano le loro scelte sulle idee che i mezzi di comunicazione quotidianamente gli trasmettono (e bene sappiamo come siano obbiettive…), quanti non vengono influenzati dalla personalità del politico, dalla scelta di personaggi famosi o semplicemente onnipresenti in televisione, quanti non capiscono niente di politica e votano a caso o secondo una ideologia senza realmente pensare, o influenzati da parenti, preti, amici…
Mi viene in mente un caso esemplare, qualche anno fa, durante una elezione c’erano diversi anziani con il “bigliettino” consegnatoli dal parroco con indicato come un buon cattolico dovrebbe votare, e questi ci s’attenevano scrupolosamente, non si sa mai, meglio non rischiare l’inferno.
La verità è che se non si vuole che i minori votino per questi motivi, bisognerebbe fosse negato il voto anche a tutti gli adulti che si comportano nella stessa maniera, cosa impossibile a meno di instaurare un regime totalitario. Noi pensiamo che questa dualità di comportamento sia non solo sbagliata ma non rispetti il cittadino minore né i suoi diritti fondamentali, un’altro esempio di discriminazione basata sull’età.
Una buona analisi e argomentazione su questo problema è quella fatta da Bob Franklin in Children’s Political Rights, (in inglese).
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La rappresentanza politica dei minori deve essere istituita tramite la funzione tutoriale dei genitori: Voto per i figli - Un figlio un voto - Usare queste parole chiave per cercare nel web
Di ALVARO il 29 Maggio 2007 alle 20:30
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