Berlusconi si lamenta: non ha il 51%
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Silvio Belusconi si ripete. A poche settimane di distanza dell’ultima dichiarazione di questo genere, il premier ribadisce “non ho avuto il 51% dei consensi” .
Il Presidente del consiglio ha anche dichiarato che bisogna sempre fare i conti con il potere di «indispensabilità marginale» dei singoli partiti: una realtà della quale il premier - spiega riferendosi anche al rinvio del taglio dell’Irpef al 2006 - ha dovuto tenere conto nella modulazione della riforma fiscale. «Purtroppo un generale fa le guerre con i soldati che si trova in campo - commenta - e non con i soldati immaginari…». Una considerazione che il presidente del Consiglio estende anche alle decisioni prese in passato: «Non è un mestiere facile quello del leader di una coalizione. Certamente - dice - se potessi decidere da solo, per come la vedo io, certe scelte sarebbero state anche più coraggiose e tempestive».
Siamo assolutamente certi che se tutto il potere decisionale fosse concentrato nelle mani di Berlusconi allora lui farebbe di tutto per fare contenti noi cittadini. A partire da una legge che taglia le tasse anche a lui stesso.
Sulle tasse, infatti, non ha dubbi: è stato fatto tutto il possibile anche in considerazione della situazione economica, dei rigidi parametri di Maastricht che, sostiene ancora, dovranno essere rivisti, per rilanciare l’economia, insieme alla politica monetaria della Bce per l’euro.
In ogni caso, il premier non considera negative le scelte fatte nella notte durante il vertice di maggioranza. E ciò anche in considerazione del fatto che nella sostanza, a suo avviso, c’è stata solo «una rimodulazione» dell’inizio dei tagli irpef, rimodulazione prevista da una legge che sarà varata entro l’anno, con la configurazione di tre aliquote e un possibile contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 100 mila euro. (da La Padania Online)
Ovvero: la manovra taglierà le tasse nel 2006, ovvero giusto in tempo per le elezioni. Viene da pensare che non fosse un imprevisto, ma un modo per combinare il tempismo elettorale con una forte e chiara dichiarazione agli italiani: se date a Forza Italia (o a me che è la stessa cosa) la maggioranza assoluta, potrò prendere le giuste e tempestive decisioni che faranno del bene a voi stessi.
Chissà perché ma ci ricorda qualcosa di poco democratico, forse una dittatura. Ci penseremo.

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