Mentana silurato

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Enrico MentanaMilano, 11 nov. - Enrico Mentana lascia la direzione del TG5 dopo 13 anni, e al suo posto arriva Carlo Rossella, attuale direttore di Panorama. E’ stato lo stesso Mentana, con molta emozione, ad annunciarlo alla fine del tg delle 20, subito dopo il servizio sull’anniversario della strage di Nassirya.

Mentana, che ha salutato il suo pubblico con il solito Ciao, quello di tutti i giorni da 13 anni, ha espreso tutto il suo dispiacere per la decisione presa da Mediaset, che ha comunque ringraziato per avergli dato la possibilita’ di fare per 13 anni un giornale che “non ha mai seguito un politico, o un imprenditore, ma solo il suo pubblico”. Un modo di fare un giornale tv “che ha rappresentato una felice eccezione”. “A Mediaset - ha detto Mentana - mi unisce affetto e stima, e ho scelto di restare in azienda. Tutto finisce, anche le cose piu’ belle finiscono, e solo un pazzo puo’ pensare di essere insostituibile. E io non sono pazzo. Tutt’altro”. Mentana ha ringraziato il pubblico per questi anni di fedele ascolto del suo Tg. (da AGIonline)

Ma perché offrire un ruolo solo apparentemente più importante al direttore dell’unico Tg di Mediaset ritenuto non di partito? E perché sostituirlo proprio con il direttore di Panorama?

Si è consumata giovedì sera la cacciata di Enrico Mentana dalla direzione del Tg5 e le reazioni all’annuncio parlano di una cosa sola: sostituzione politica. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha espresso in una nota il suo disappunto: «La sostituzione del direttore del Tg5 Enrico Mentana con Carlo Rossella non stupisce ma crea preoccupazione per l’indipendenza del telegiornale di Mediaset più seguito». E continua: «Il giro delle direzioni in alcuni tra i principali organi di informazione di proprietà o sotto l’ influenza del Presidente del Consiglio rischia di prefigurare uno scenario nel quale può essere tentata una “normalizzazione” delle linee editoriali».

Anche Articolo 21, l’associazione per la libertà di stampa, parla attraverso il suo portavoce, Giuseppe Giulietti. «È necessario - afferma Giulietti - capire meglio quali siano le ragioni di questa scelta. Ciò che è sicuro è che in questi mesi sono state numerose le dichiarazioni del centro destra circa un eccesso di professionalità e autonomia del direttore del Tg5, ultimo Paolo Guzzanti che si è ripetutamente lamentato. Questo precedente - conclude Giulietti ” non lascia presagire nulla di buono ma dimostra che è scattato il piano finale in vista delle prossime elezioni regionali».

Dal mondo politico, arriva la dichiarazione di Vannino Chiti, coordinatore della segreteria Ds: «Il Tg5 è sempre stato un giornale equilibrato, tanto che Berlusconi lo additava come esempio dell’autonomia delle reti Mediaset. Ora non potrà più dirlo».

Mentana, che è stato promosso a direttore editoriale, cercherà di trovare nuovi spazi: «Il mio non è un compito di facciata ” ha dichiarato - è invece un ruolo che voglio riempire di contenuti, devo riuscire a far passare l’idea che non ci siano recinti da non oltrepassare ». E continua: «O davvero Mediaset vuole utilizzarmi come dice, per imprimere una svolta alla sua offerta informativa, oppure abbiamo scherzato. Per ora mi fido».

Il presidente-editore Silvio Berlusconi, ancora una volta non ha mancato di dare l’ennesima spallata al pluralismo in Italia. (da l’Unità online)

Infine riportiamo il comunicato del comunicato dei giornalisti all’indomani dell’addio di Mentana. Questo è il testo del documento approvato dall’assemblea dei redattori del Tg5:

I giornalisti del Tg5, riuniti in assemblea, ritengono insufficienti e vaghe le spiegazioni dell’azienda sulle reali ragioni del della sostituzione del direttore Enrico Mentana, che continuano ad apparire di natura squisitamente politica. Pertanto proclamano lo stato di agitazione.
Consapevoli di aver costruito in questi anni un telegiornale autorevole, indipendente, credibile, i giornalisti sono decisi a non permettere che questo patrimonio, che oggi appartiene alla redazione, venga intaccato.
In nome di questi principi i giornalisti del Tg5 si sentono più che mai impegnati con i telespettatori nel rispetto di quel patto di lealtà che è stato rinnovato quotidianamente in questi 13 anni.
I giornalisti del Tg5, fatte salve le prerogative del direttore e le norme del contratto, si impegnano ad elaborare e approvare un codice di comportamento che contenga i principi e le prassi irrinunciabili sui quali posa questo patto.
L’assemblea chiede al condirettore Lamberto Sposini e al vicedirettore Alessandro Banfi, che avevano annunciato all’assemblea di voler rimettere il proprio mandato, di mantenere i propri incarichi per assicurare la continuità gestionale ed editoriale che anche l’Azienda dice di voler preservare. (da TG5.it)

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