Berlusconi ricatta: senza tagli si va a elezioni anticipate

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Silvio BerlusconiAncora Berlusconi. Direttamente dall’Est Europa arriva l’ultimo ricatto del premier agli alleati ed agli elettori.

“Se non si procederà al taglio delle aliquote Irpef a partire dal primo gennaio prossimo, Forza Italia è pronta ad andare al voto al quale si presenterebbe senza quegli alleati che non vogliono tagliare le tasse” . Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso della sua conferenza stampa al termine dell’incontro bilaterale che ha avuto questa mattina in Slovacchia.

Il capo del governo ha aggiunto che il taglio avverrà senza sforare il tetto del 3% al deficit, limite imposto dal Patto di stabilità e crescita Ue.

“Senza il taglio delle tasse, per quanto riguarda Forza Italia, ci sarebbe sicuramente una domanda di nuove elezioni” ha detto Berlusconi.

“E’ una intenzione che non ho quella di fare una riduzione delle tasse sforando il tetto del 3% imposto da Maastricht” ha aggiunto.

Berlusconi ha poi detto che Forza Italia andrebbe alle elezioni “senza supportarsi con alcuni alleati che non vedono nella riduzione delle tasse una manovra economica necessaria”.

Il presidente del Consiglio ha confermato che l’emendamento alla Finanziaria con la manovra fiscale sarà presentato al Senato entro la prossima settimana e che prevederà il taglio dell’Irpef dal primo gennaio prossimo: “Assolutamente sì” ha risposto alla domanda se l’emendamento ci sarà entro la prossima settimana, aggiungendo che “il governo presenterà la prossima settimana al Parlamento un maxiemendamento alla Finanziaria dentro il quale ci sarà la riduzione delle aliquote [Irpef] dal primo gennaio 2005, ottenuta attraverso la riduzione dei costi” .

Il capo del governo ha quindi aggiunto che la riduzione avverrà in quattro tappe annuali a partire dal 2005, ciascuna di circa mezzo punto di Pil, per giungere entro il 2008 agli obbiettivi indicati nel programma della casa delle libertà nel 2001: “E’ questo che facciamo: quattro tappe, mezzo punto di Pil per volta. Nel 2005 la prima, nel 2006 la seconda e, se gli italiani ci confermeranno la fiducia, nel 2007 e 2008 in modo che la pressione fiscale possa arrivare nel 2008 sotto quel 33% che io ho indicato, come obbiettivo, quando ho chiesto la fiducia agli italiani”.

Così Berlusconi potrà dire, se gli italiani non voteranno di nuovo per lui, che se non sarà riuscito ad abbassare le tasse sotto il 33% la colpa sarà degli italiani.

Berlusconi ha quindi parlato del cambio di programma avvenuto negli ultimi giorni e che ha incontrato qualche resistenza da parte degli alleati: “Avevo pensato che si poteva anticipare l’Irap, con Irpef al 2006, con una diversa modulazione del programma. Ho poi pensato di decidere una riduzione delle imposte che parta già dal gennaio 2005″.

Dopo che due settimane fa era stato trovato un accordo fra gli alleati di governo per procedere nel 2005 solo con tagli dell’Irap e deduzioni in favore delle famiglie, martedì sera Berlusconi ha chiesto agli alleati di procedere già dal 2005 con tagli all’Irpef.

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