Terremoti: Richter o Mercalli?

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Giuseppe MercalliDopo il terremoto nella notte tra il 24 e il 25 novembre che ha colpito la provincia di Brescia, riemerge l’annoso problema della scala con cui viene resa nota l’intensità di un terremoto. Di solito viene detta quella con il numero più alto, così da spaventare di più e fare più audience.

La scala Richter misura l’energia rilasciata dal terremoto, la scala Mercalli invece stima i danni alle costruzioni e alle persone. La prima è obiettiva, la seconda dipende fortemente dal tipo di abitazioni presenti sul territorio. Un terremoto che fa molti danni in una zona con costruzioni non antisismiche fornisce un grado Mercalli altissimo, e noi ingenui telespettatori saremo portati a pensare che non è colpa delle amministrazioni locali che non applicano le norme antisismiche, ma che è colpa di un terribile e ineluttabile terremoto.

Un’altro stratagemma per fare audience è quello di dichiarare che si tratta della “più forte che si è mai registrata in quella zona” , come se si facessero misurazioni su tutto il territorio nazionale da sempre (ricordano un po’ le frasi ad effetto dei programmi meteo durante il caldo estivo e il freddo invernale). A tal proposito riportiamo:

di terremoto che ha colpito il Bresciano è la più forte che si è mai registrata in quella zona, anche se non si tratta di un evento “drammatico”. Lo ha detto il capo della Protezione civile Guido Bertolaso.
«Questa è una zona a rischio sismico, sapevamo che poteva accadere un terremoto ed infatti è accaduto - ha spiegato - fortunatamente hanno costruito abbastanza bene, non stiamo parlando di altre zone del paese». Bertolaso ha poi precisato che la scossa è durata 25-30 secondi ed è stata «molto superficiale». Ed è per questo che è stata avvertita in tutto il nord Italia.(da lapadania)

Per non parlare poi di quando si scatenano le “ondate di terremoti”, ovverosia quando una notizia tira l’altra, e, come le ciliege, un terremoto debolissimo al largo della costa marchigiana, avvenuto questa mattina, conquista un servizio su un telegionale nazionale.

Per fare un po’ dichiarezza, ed anche per ribadire che purtroppo la storia non insegna, riportiamo un articolo datato 8 novembre 2002.

Attraverso i mass media l’Italia sembra in questo periodo scossa di continuo dai terremoti; dopo la tragedia di San Giuliano, tutti i giorni, abbiamo avuto notizie di sismi lievi o medi in moltissime regioni, la capacità di sottolineare e riproporre eventi come questi sono tipici della televisione: ogni giorno si verificano scosse ovunque,ma prima dei morti e delle distruzioni non se ne trovavano tracce.
Ogni volta che la terra si scuote provocando danni siamo stati abituati a sentire due nomi, quello di Richter e quello di Mercalli.
Ora, un po’ di precisione: la prima scala misura l’energia rilasciata dal terremoto, la seconda invece i danni alle costruzioni e alle persone. Stando così le cose si potrebbe verificare un terremoto nel deserto pari al decimo grado della scala Richter e zero della Mercalli. In passato quest’ultima fu presa come metro per rilasciare permessi di costruzione e questo in parte lo paghiamo oggi: là dove non c’erano che prati e alberi sono poi sorti centri abitati potenzialmente sicuri in quanto la Mercalli non aveva mai registrato scosse, la Richter magari dieci scosse all’anno pari al quarto grado.Abbiamo inoltre saputo in questi giorni che le città colpite dai terremoti piu’ gravi sarranno ricostruite nello stesso luogo. Personalmente non conosco quale scala sia stata adoperata per giudicare sismiche o no quelle zone, fuori di dubbio dovrebbe però essere che la Mercalli non sia attendibile, nonché pericolosa ed eccessivamente ambigua da non risultare uno strumento usato per raggirare le leggi sulle costruzioni. (da La Voce dei Lettori)

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