Prodi: volontari incentivati? Ovvero mercenari

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Romano Prodi«Noi non possiamo arruolare mercenari, non è nostro costume. A ogni mercenario dobbiamo far fronte con mille volontari». Alla prima uscita pubblica da leader dell’opposizione, Romano Prodi lancia la sfida ai Silvio-boys, l’«onda azzurra», i moderni Mille che Berlusconi vuole sguinzagliare nei collegi con un investimento di qualche milione di euro.

E il Professore picchia duro: «E’ il nostro modo di lavorare: non gente che si fa pagare, gente che si spende. I mercenari non hanno mai difeso il suolo della patria. Dovremo difenderlo noi con centinaia di migliaia di persone che ci aiutino a elaborare il programma». Più tardi, di fronte alle reazioni del centrodestra - il premier affida al portavoce Bonaiuti la replica: una «calunnia», «la ricerca dello scontro ci preoccupa» - non farà una piega: «È stato Berlusconi a parlare di volontariato incentivato». (da l’Unità on line)

Vediamo ora le reazioni, nel dettaglio:

Il presidente dei senatori azzurri Renato Schifani invita Romano Prodi a «chiedere scusa per le gravi e volgari affermazioni nei confronti dei mille ragazzi di Forza Italia che testimoniano una politica nuova e anticonformista. Il Professore non è in grado di apprezzarla e se questo è il suo esordio da leader del centrosinistra per le future elezioni lo scadimento dei toni della politica sarà purtroppo senza misura».
Sulla stessa linea il coordinatore di FI Sandro Bondi: «Se Romano Prodi avesse almeno il coraggio e la dignità di chiedere scusa pubblicamente potrebbe ancora meritare il nostro rispetto, in caso contrario, saremo costretti a considerarlo come merita: alla stregua di un volgare provocatore e di un uomo senza principi».
Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia, replica a Prodi, ringraziandolo ironicamente «per il contributo dato alla civiltà e alla serenità del confronto politico». «È evidente che questo modo di far polemica è disgustoso ma del tutto coerente con la natura del personaggio, che ancora sta ringraziando Scalfaro per averlo a suo tempo salvato dalle grinfie di Di Pietro [strana dichiarazione, dal momento Berlusconi stesso ha dichiarato in passato che manipulite è stata solo un’invenzione] -prosegue Cicchitto- Riteniamo semplicemente grottesco che il prof. Prodi parli di difendere la patria quando da presidente dell’Iri egli ha svenduto o ha cercato di svendere importanti aziende statali, come per esempio la Sme e la Cirio-Bertolli-De Rica [e quindi avrebbe fatto bene Berlusconi a corrompere i giudici per evitare proprio questa presunta svedita?], non difendendo quindi gli interessi del Paese».

Sembra di assiestere alla stessa polemica dopo che il GIP di Bari aveva dichiarato che gli ex ostaggi italiani in Irak erano mercenari. E sorprende come possa infastidire chiamare le cose col proprio nome. Eh sì, perché parlare di volontariato incentivato economicamente come ha fatto Berlusconi significa, fino a prova contraria, pagare per un servizio. In questo caso si tratterebbe di giovani forzisti pagati per controllare i seggi elettorali. Intere generazioni di cittadini hanno partecipato alle operazione di voto gratuitamente, infatti è una cosa che di norma viene fatta per passione, e non per soldi.

Ma la cultura (?) forzista, evidentemente, è un’altra cosa.

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