Finanziaria a colpi di ultimatum
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Mentre mezza Italia protesta contro le misure economiche del governo, il Consiglio dei ministri autorizza la fiducia sulla Finanziaria, come conferma Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione. E dopo le minacce di Berlusconi, magicamente si trovano gli accordi. La manovra economica fatta a colpi di ultimatum, infatti segna un nuovo passo del suo iter legislativo. La maggioranza avrebbe infatti trovato l’accordo sugli sgravi Irap, il punto cruciale dei tagli secondo la Lega.
La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento del leghista Paolo Franco che prevede un aumento della deducibilità dell’Irap da 7.500 euro a 8.000 euro. Ovvero le aziende al di sotto di questa soglia di imponibile non pagherebbero l’imposta. Un compromesso quello cui si è arrivati, visto che il Carroccio, nella prima versione del testo, aveva chiesto un innalzamento a 8.100 euro, per concedere ulteriori vantaggi alle piccole imprese tanto care alla Lega. Dopo il nulla di fatto notturno, insomma, la versione mattutina sembra aver dato i suoi frutti.
Ma alla fine, come nelle altre occasioni, gli sgravi si traducono in piccole cifre. Mano alla calcolatrice, il senatore della Margherita Paolo Giaretta fa qualche conto: «L’aliquota Irap è del 4%. L’aumento della franchigia è di 500 euro. e quindi ogni azienda risparmierà circa 20 euro…». Ma il problema più grave evidenziato da Giaretta è che «la vera copertura è ancora una volta un taglio alla tabella c: orami è stato tagliato più del 10% degli stanziamenti originari. Il che vuol dire il 10% in meno al fondo sociale, al fondo per la ricerca, e anche alle agenzie fiscali, nonostante dicano che vogliono rafforzare la lotta alla evasione».
Ma la seduta della commissione Bilancio del senato oggi ha approvato anche un altro provvedimento, già oggetto di contese e scontri interni. È passato infatti l’emendamento presentato dall’Udc Ivo Tarolli che istituisce l’Alta commissione di Vigilanza sul tetto alla spesa pubblica. Governo bocciato dunque, visto che il consiglio dei ministri si era già opposto all’istituzione del monitoraggio del limite del 2% alla spesa pubblica. L’opposizione ha invece votato a favore, assieme all’Udc.
Intanto, le critiche alla Finanziaria che il governo si prepara a varare continuano ad arrivare da tutti i lati. Questa volta a mostrare dubbi è l’Authority per l’Energia, secondo la quale è possibile un aumento delle bollette elettriche che renderebbe «più problematica la manovra dell’Autorità di contenimento degli aumenti, da definirsi in occasione del prossimo aggiornamento per il primo trimestre 2005 e per quelli successivi». (da l’Unità online)

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