Turchia: negoziati per l’adesione all’UE

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L'entrata in Europa della TurchiaSono dedicati anzitutto alla preparazione del Consiglio europeo di giovedì e venerdi con la discussione sulla data d’inizio dei negoziati con la Turchia per l’adesione all’Unione europea i lavori del Consiglio Affari generali e relazioni esterne che vede riuniti a Bruxelles i ministri degli Esteri dei Venticinque.

I capi delle diplomazie dell’Ue dovranno esaminare l’ultima bozza di conclusioni del vertice, affrontando le questioni ancora aperte per il sì ai negoziati con Ankara. In particolare resta il nodo del riconoscimento di Cipro che Ankara continua a rifiutare, ma anche la data dell’avvio dei negoziati: la Turchia chiede che sia nel primo semestre del 2005 mentre vari paesi, tra cui anzitutto la Francia puntano al secondo semestre dell’anno prossimo.

Il ministro degli esteri francese, Michel Barnier, ha chiesto che la questione del genocidio degli armeni avvenuto nel 1916 sia inclusa nei negoziati di adesione della Turchia all’Unione europea. «La Francia - ha detto ieri Barnier a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue - chiederà che la tragedia di inizio del secolo scorso che ha toccato diverse centinaia di migliaia di armeni sia riconosciuta nel corso degli attuali negoziati». La Turchia, ha aggiunto, «dovrà riconoscere questa tragedia».

L’Austria vorrebbe una soluzione diversa dall’adesione, per esempio il partenariato, ossia una corsia preferenziale di scambi commerciali e relazioni politiche, ma restando fuori dell’Europa. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri di Vienna Ursula Plassnik, durante un briefing con la stampa a margine dei lavori della riunione dei capi delle diplomazie dei 25.

Per l’Austria - ha detto Plassnik - è importante che non ci siano “automatismi” nell’ingresso di Ankara, che per entrare deva prima soddisfare tutta una serie di parametri, a cominciare dal rispetto dei diritti umani e dalle libertà politiche. Il ministro austriaco ha osservato come l’adesione di Ankara sia un’opzione “certamente aperta”. «Ma noi siamo dell’opinione - ha aggiunto - che ci potrebbe essere l’indicazione esplicita di un’altra opzione che possa risultare accettabile, ragionevole e fattibile per i negoziatori», ossia appunto il partenariato. (da La Padania Online)

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In bocca al lupo alla Turchia…non abbiamo paura dell’Islam….certo che se revisionassero la costituzione….



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