Ucraina: ha vinto Yushchenko, ha perso Putin
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Ora è ufficiale: ha vinto Viktor Yushchenko. Ed ufficialmente ha perso Viktor Yanukovich, il presidente uscente, filorusso, filoputiniano, probabilmente autore e comunque fruitore dei brogli da un milione di voti (se non di più) denunciati dalla piazza e confermati dalla Corte Suprema Ucraina che ha ordinato la ripetizione del ballottaggio, forse anche mandante, se non anche in questo caso fruitore dell’avvelenamento da diossina che ha sfigurato e condannato ad un decorso terribile il suo avversario politico. Putin aveva assicurato a Bush che avrebbe mantenuto il controllo dell’Ucraina, per evitare un processo democratico che ai nuovi liberali non piace fino in fondo, alla faccia dell’autodeterminazione dei popoli tanto cara, a parole, agli americani. Yanukovich ha perso e nonostante le sue minacce di opposizione durissima, ha trascinato nella sconfitta Putin, che ora non gode più della stessa sconfinata considerazione alla Casa Bianca. La Democrazia, ogni tanto, tira dei brutti scherzi. Per fortuna.
Ma vediamo ora nel dettaglio come si sono svolte le elezioni di ieri e le razioni della popolazione ucraina.
Viktor Yushchenko ha vinto le elezioni presidenziali in Ucraina. Alle 7 di mattina ora italiana, con oltre il 95% delle schede scrutinate, il candidato dell’opposizione ha il 52,7% delle preferenze contro il 43,5% del suo avversario, il primo ministro Viktor Yanukovich. La differenza è di oltre 2,5 milioni di voti a favore di Yushchenko. La percentuale di votanti è stata del 77,22%.
Gia stanotte, Yushchenko si era proclamato vincitore. «Voglio dire che questa è una vittoria del popolo ucraino, della nazione. Siamo indipendenti da 14 anni, oggi siamo diventati liberi», ha detto nel suo quartier generale a Kiev. «Oggi, in Ucraina, è cominciato un nuovo anno politico. E’ l’inizio di una nuova epoca, l’inizio di una nuova, grande democrazia», ha aggiunto.
Lo sfidante Yanukovich ha annunciato una durissima battaglia politica se la sconfitta dovesse essere confermata, “Non vi saranno negoziati”, ha detto alla stampa già dopo i primi exit poll. “Se perderò, vi sarà un’opposizione durissima“, ha assicurato, “vedranno cosa significa fare opposizione” [bene, forse, dopo anni di presidenza, sta finalmente imparando le regole del confronto democratico].
La situazione sembra tranquilla. Sul fronte orientale, geograficamente vicino alla Russia e politicamente al fianco del primo ministro, si minacciano proteste. La situazione a Donetsk, roccaforte di Yanukovich, oggi però era tranquilla. Lo schieramento di governo difficilmente potrà sostenere la linea dei brogli. La consultazione questa volta è stata tenuta sotto stretta osservazione dalla comunità internazionale e una stimata organizzazione non governativa locale, il Comitato degli elettori ucraini, ha già fatto sapere che non vi sono state frodi, certamente non in grande stile.
Yushchenko ha dato appuntamento ai propri elettori per il pomeriggio nel centro di Kiev per «proteggere la vittoria, se dovesse essere necessario». I 12 mila osservatori internazionali accorsi in Ucraina hanno detto di aver rilevato molti meno brogli rispetto al voto del 21 novembre. (da l’Unità online)

1 Commento finora
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vorrei si pensasse anche alla Bielorussia..ed a tutto quello che ciò comporta..
qui
Di Francesco il 1 Maggio 2006 alle 13:17
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