Chi lucra sulla beneficienza

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Il logo del Super Messaggio Solidale di VodafoneIn un post de l’Indignato ci si che chiede “per quale stupido motivo si chiude il numero per le donazioni via sms”. Nei commenti ho risposto che

In realtà esiste sempre un termine alle donazioni, perché è stato raggiunto un importo di donazioni più che sufficiente ed ora serve più che altro organizzare gli aiuti. Anche Medici Senza Frontiere ha chiesto di non ricevere più finanziamenti con causale “maremoto asia” per lo stesso motivo. Il punto cruciale è che la popolazione con i soldi non ci combina (direttamente) un bel nulla, serve che, con rigore, questi soldi vengano tradotti in cibo, medicine, eccetera e ben distribuiti.

e che

Non so se è “veramente” così, però mi sembra plausibile. Non trovo una spiegazione alternativa che sia logica. Anzi, non spremere i cittadini di fronte ad un singolo caso significa assicurarsi di ricevere donazioni alla prossima, ahimè ineluttabile, catastrofe.

Su un editoriale di Medici senza Frontiere si legge:

(…) I fondi ricevuti ad oggi ci permettono di far fronte a questa terribile emergenza. Domandarne altri per questi contesti non sarebbe responsabile, non possiamo garantire di poter utilizzare un quantitativo di denaro senza limiti, perché c’è un limite alla nostra capacità di agire e questo limite noi lo conosciamo. (…)

Incuriosito dal problema dello stop alle donazioni ho scoperto che questo fatto aiuterebbe a placare le polemiche su quanto hanno guadagnato degli operatori di telefonia. Polemiche, perché? Perché nonostante gli operatori non incassino il prezzo dell’SMS, una ricarica ha comunque un costo del 10-15% sull’effettiva ricarica, e questo costo è tutto guadagno per gli operatori, visto che qualunque spesa, anche di beneficienza, avvicina il momento della ricarica. Risultato: circa 28milioni di € donati, circa 3milioni di € intascati. E meno male che le polemiche hanno permesso che, a partire dalle donazioni del 30 dicembre, anche l’IVA venga donata. Ecco gli articoli completi.

Sarà disattivato alla mezzanotte di oggi il numero unico 48580, messo a disposizione dagli operatori mobili italiani per la raccolta di denaro in favore delle popolazioni asiatiche colpite dal maremoto.

In attesa del bilancio definitivo, si ipotizza che saranno donati circa 28 milioni di euro, pari a circa 28 milioni di SMS solidali.

Tim, Vodafone, Wind e 3 con il patrocinio di Rai e Mediaset, hanno già voluto ringraziare tutti i clienti della telefonia mobile per la straordinaria solidarietà e il generoso contributo in favore delle popolazioni del Sud Est asiatico.

Con la chiusura del numero breve si chiuderanno forse anche le polemiche legate al “guadagno” degli operatori, che dichiarano di non avere ricavi dall’operazione solidale.

Poichè il mercato italiano della telefonia mobile è costituito dal 90% di ricaricabili e poichè ogni ricarica ha un costo di circa il 10-15% sul valore ricaricato (50 euro pagati danno diritto a 45 euro di credito), più di un utente ha fatto notare che si tratta di un guadagno di circa 3 milioni di euro in costi di ricarica. Come Poste Italiane intasca 1 euro per ogni donazione effettuata con bollettino postale, così gli operatori mobili hanno un ricavo derivante dai costi di ricarica.

Terminata la raccolta fondi SMS, rimarrà comunque attivo il numero verde messo a disposizione da Carta sì per tutti i titolari di carte di credito (800 66 77 88) e il conto corrente Banca Intesa numero 5555/90, codice abi 3069, codice cab 5062. (da portel.it)

Dopo le vivaci polemiche dei giorni scorsi e grazie alle proteste di molti italiani, apprendiamo che ieri sera il Consiglio dei Ministri ha deciso che anche l’iva dei messaggi sms solidali ( che si possono inviare al 48580 per il valore di 1 euro con qualsiasi operatore ) andrà totalmente in beneficenza.

Come si apprende, infatti, stamattina dalle pagine del corriere della sera, il Consiglio dei ministri convocato mercoledì sera alle 20 dove, oltre a fare il punto sulle operazioni di soccorso dei nostri connazionali e sul lavoro della Protezione Civile, ha inserito in un decreto-legge una disposizione con cui lo Stato rinuncia a tassare le donazioni effettuate tramite il telefonino.

Fino a ieri, infatti, per ogni euro veniva trattenuto l’importo pari a 20 centesimi.

Banca Etica ha invece deciso di azzerare le commissioni sui bonifici effettuati in favore di «Medici senza frontiere», «Caritas italiana», «Unicef», «Save the children» e «Mani tese», associazioni impegnate a far fronte all’emergenza umanitaria nei Paesi colpiti dalla calamità. (da webmasterpoint pubblicato il 30/12/2004)

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2 Commenti finora
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Per non pagare i costi di ricarica basta acquistare una scheda da 60 euro, cosa che io personalmente, nei limiti del possibile, cerco di fare sempre, proprio per non buttare cinque euro al vento. E comunque, la quantità di euro buttati per comprare suonerie “spiritose” o servizi di frasi intelligenti supera di gran lunga il totale devoluto in beneficenza.

Mi risulta che solo Wind ha una scheda da 60€ con 60€ di traffico telefonico. Evidentemente non tutti ricaricano di 60€ alla volta e non tutti hanno Wind.
Per quanto riguarda gli “euro buttati” di cui parli, è un discorso molto più ampio, visto che nella nostra società l’acquisto del superfluo è quasi un’obbligo.



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