Quelle maledette macchinette

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Electronic Voting MachinesSe dopo l’articolo USA: il voto che va in corto circuito non vi eravate convinti che le elezioni americane rischiavano di trasformarsi in una farsa allora siete nell’articolo giusto. Riportiamo una news apparsa sull’ultimo numero di Hackers&C dove non solo ci si convince che essere hacker significa essere utili alla società perché si indaga a fondo (ben diversi sono i cracker, i pirati informatici, i quali si divertono solamente a fare danni), ma ci si convince anche che le elezioni del presidente degli Stati Uniti potrebbero essere state truccate abbondantemente senza che sia recuperabile una sola traccia. Grazie alla scarsa sicurezza del software delle electronic voting machines! Ma vediamo come.

Dopo il lungo dibattito on-line riguardante l’insicurezza del software per il conteggio dei voti sviluppato da Diebold ed impiegato in alcuni Stati in occasione delle ultime elezioni negli USA, un recente post inviato alla mailing list pen-test del sito di riferimento SecurityFocus torna a far discutere dei famigerati sistemi di voto elettronico.

Chuck Herrin, un ricercatore indipendente americano, incuriosito dal fatto che il software di Diebold sia stato certificato per l’impiego su un sistema Windows senza prima essere stato sottoposto alle necessarie verifiche di sicurezza, ha deciso di accettare la sfida proposta dal sito BlackBoxVoting ed ha effettuato lui stesso dei test, volti ad individuare la presenza di eventuali vulnerabilità di sicurezza che consentano l’alterazione dei risultati delle elezioni.

I risultati sono, purtroppo, estremamente preoccupanti.

Sono stato in grado di modificare oltre 11.000 voti nella mia elezione d’esempio, senza lasciare tracce all’interno dei log di audit” , spiega Herrin nel suo comunicato. “E’ stato così facile, che non è nemmeno il caso di chiamarlo hacking. Opinioni politiche personali a parte, dobbiarmo risolvere questo problema” .

Il rapporto completo, corredato dai relativi screenshot e dai log di audit provvisti di timestamp, è disponibile per la consultazione presso il sito web del ricercatore, all’url http://www.chuckherrin.com/hackthevote.htm. (da Hackers&C anno 3 numero 9)

Infine suggerisco di visionare la mappa dell’Election Incident Reports. 38mila “incidenti” durante il voto, migliaia di macchinette elettroniche di fabbricazione repubblicana sparse negli USA e solo 136mila voti di differenza in Ohio fra i due candidati al momento della telefonata di Kerry a Bush per dichiararsi sconfitto quando mancavano ancora 250mila voti da scrutinare. Fatevi voi i conti.

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