Ammissibili 4 referendum su 5
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Fecondazione assistita. Indipendentemente dalle proprie convinzioni sui quesiti referendari, risalta il modo con cui viene gestita in maniera diversa dai vari giornali la notizia riguardo la decisione dei giudici della Corte Costituzionale, i quali hanno stabilito l’ammissibilità di 4 referendum e l’inammissibilità di uno.
I fatti dicono che il referendum non ammesso era la proposta (sostenuta dai Radicali e dall’associazione ‘Luca Coscioni’) di abrogare l’intera legge. Referendum semplificativo, rispetto agli altri 4 che entrano più nel dettaglio. Ma dire “Procreazione, la Consulta boccia il quesito chiave” come fa RomaOne sembra un’opinione di un comune cittadino e non di un giornalista. La scelta dell’Alta Corte di non ammettere il quesito sull’abrogazione totale della legge risponde alla volontà di non creare un vuoto legislativo, e quindi non di deleggittimare l’idea di fondo dei quesiti referendari.
Gli altri quesiti vanno infatti al cuore della legge.
Il primo quesito, su cui c’è stata l’approvazione della Consulta, riguarda l’abrogazione degli articoli della legge che vietano la ricerca scientifica sugli embrioni, compresi i circa 30 mila in surplus generati nei centri per la fecondazione assistita prima dell’entrata in vigore della legge e mai impiantati. Questi embrioni infece di morire, servirebbero per lo sviluppo nuove cure per malattie come Alzheimer, Parkinson, sclerosi e diabete.
Il secondo quesito con l’approvazione riguarda la cancellazione le norme sui limiti all’accesso alla procreazione medicalmente assistita, come ad esempio l’eliminazione dell’obbligo di creare in vitro non più di tre embrioni e di trasferirli con un unico e contemporaneo impianto nell’utero materno che avviene anche qualora essi siano portatori di malattie genetiche. Salvo il diritto della donna (paradossale, a questo punto) di abortire subito dopo l’impianto. Aumentano così i rischi per la salute della donna.
Il terzo quesito con l’approvazione chiede la cancellazione all’articolo che stabilisce che i diritti delle persone e degli embrioni siano uguali. Un articolo che sembrerebbe solo “etico” e non pratico, ma che di fatto leggittima l’atteggiamento di dare più diritti all’embrione che al feto.
Il quarto quesito approvato mira a cancellare il divieto di ricorrere a un donatore (o una donatrice) esterno alla coppia per rimediare alle più gravi forme di sterilità maschile o femminile, cosiddetta fecondazione eterologa. Nonostante i sostenitori della legge suggeriscano alle coppie sterili di adottare, c’è semplicemente da chiedersi chi ha il diritto di scegliere sul diritto di procreazione.
Ciampi dovrà scegliere una domenica tra il 15 aprile (la prima possibile è quella del 17) ed il 15 giugno (ultima domenica utilizzabile è quella che cade il 12). E’ chiaro che i promotori del referendum vorrebbero che il voto fosse associato a quello per le prossime regionali di primavera in quanto questo renderebbe pressoché certo il raggiungimento del quorum necessario affinché la consultazione sia valida, mentre La Casa delle Libertà pensa che sarebbe meglio scoraggiare il voto per non cambiare questa legge. Sia Forza Italia che i DS paiono per ora convinte che si possa evitare il referendum modificando in parlamento la legge. Resta da vedere se saranno veri cambiamenti o solo modifiche superficiali. (informazioni per l’articolo tratte da l’Unità on line, Panorama, adnkronos, )

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[…] orte Costituzionale, pubblicammo una breve descrizione di tali quesiti nell’articolo Ammissibili 4 referendum su 5. Per quanto riguarda il fatto […]
Di I Pollitici » I 4 quesiti il 31 Maggio 2005 alle 17:27
[…] orte Costituzionale, pubblicammo una breve descrizione di tali quesiti nell’articolo Ammissibili 4 referendum su 5. Per quanto riguarda il fatto […]
Di I Pollitici » I 4 quesiti il 31 Maggio 2005 alle 22:35
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