Buttiglione: la mia bocciatura è colpa di un pedofilo
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Il ministro Rocco Buttiglione non si da pace. Voleva diventare membro della Commissione europea e non ha digerito la bocciatura. Dopo le vicende descritte in Rocco e i suoi sfracelli , nella seconda parte di Italia ed Europa: governi da rifare e Finalmente Buttiglione rinuncia, arriva un altro capitolo di questa saga.
Buttiglione è infatti convinto che Daniel Cohn-Bendit, europarlamentare dei Verdi, abbia orchestrato il suo siluramento. Ma si è anche convinto che Cohn-Bendit sia un pedofilo. Perché? Perché Cohn-Bendit scrisse un libro in cui raccontava di un suo approccio in stile “pedofilo” quando insegnava in una scuola elementare. Ma già nel 2001 Cohn-Bendit ha fatto pubblica abiura di quelle parole, riconoscendone la “insostenibile leggerezza” e presentando anche una lettera firmata da tutti i genitori degli alunni della scuola che lo scagionavano dalle accuse di pedofilia.
A questo punto suscita ilarità la dichiarazione di Buttiglione “A differenza di lui e di altri della sinistra io non dico falsità, ma parlo di cose documentate”. Considerando anche che Daniel Cohn-Bendit non ha mai fatto parte della commissione che ha valutato negativamente Buttiglione.
Ecco l’articolo tratto da il Corriere della Sera.
«Un pedofilo ha cacciato dalla Commissione europea un cristiano. Il suo nome è Daniel Cohn-Bendit». Il ministro per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione non ha peli sulla lingua e ad un convegno a Bari rispondendo alle domande del pubblico lancia il suo J’accuse contro il capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo.
Un’accusa gravissima ma che per Buttiglione trova le sue radici in un libro scritto dallo stesso Cohn-Bendit. In un suo volume di memorie, Cohn-Bendit, il “Dani il rosso” che fu il leader del Maggio francese del 1968, racconta le sue prime esperienze come maestro in una scuola infantile alternativa, a Francoforte. «Esperienze di cui si vanta e di cui fa parte un approccio pedofilo ai suoi allievi» sottolinea Buttiglione.
A dire il vero però agli inizi del 2001, in occasione delle elezioni municipali francesi, l’europarlamentare Verde ha fatto abiura di quelle parole, riconoscendone la «insostenibile leggerezza» e presentando anche una lettera firmata da tutti i genitori degli alunni della scuola che lo scagionavano dalle accuse di pedofilia. Ma quella bufera non è stata dimenticata da Buttiglione, che considera Cohn-Bendit l’ispiratore del suo siluramento a Bruxelles. «A differenza di lui e di altri della sinistra - sottolinea il ministro dell’Udc - io non dico falsità, ma parlo di cose documentate».
L’Europarlamentare Verde non replica alle accuse di pedofilia di Buttiglione. «Penso - dice - che lui debba dormire un po’ di più e starsene un po’ tranquillo; spero che nel 2005 trovi il tempo per farlo». E, raccontando che il giorno prima della sua audizione nella commissione Libertà del Parlamento Ue Buttiglione ebbe con lui un lungo colloquio «aperto e cordiale», Cohn-Bendit nega di aver orchestrato il siluramento: «Non faccio parte di quella commissione, per cui non capisco che cosa c’entri io». (da corriere.it)

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