Parlare di mafia? Un’offesa alla Sicilia

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Cuffaro, Berlusconi, Schifani, La Loggia, ecceteraIl centrodestra si scaglia contro la puntata di Report andata in onda sabato alle 21. «La mafia che non spara»: un tema che agli esponenti della Casa delle Libertà non piace. Soprattutto a quelli che governano la Sicilia. E soprattutto se, fra le altre cose, si parla degli intrecci fra malavita e politica.

La prima denuncia è di Renato Schifani, siciliano e presidente dei senatori forzisti: «La trasmissione di ieri, infatti, ha prodotto un ulteriore gravissimo danno alla Sicilia - aggiunge - poiché ha descritto con una prospettiva unicamente mafiosa una regione che invece è assai complessa e le cui caratteristiche non sono frazionabili». La mafia come aspetto marginale della realtà siciliana. O forse la mafia come totem e tabù. Il ministro [per gli Affari Regionali] La Loggia, anche lui siciliano e forzista è addirittura minaccioso: «Da siciliano esprimo amarezza e indignazione. Sentimenti che aumentano quando constato che, da parte dei parlamentari, politici ed amministratori siciliani di opposizione non è venuta analoga reazione. Un fatto che la dice lunga sul livello di attaccamento alla loro terra!».

Difendere l’onorabilità della terra a ogni costo, anche a costo di nascondere la sua realtà . Il presidente della giunta siciliana Totò Cuffaro ha pronta la soluzione: «La prossima settimana Raidue manderà in onda una trasmissione riparatrice delle falsità dette a Report». I vertici Rai si preparano ad obbedire all’ordine che arriva da Palermo. Il compito di difendere l’orgoglio siciliano sarà probabilmente affidato a Punto e a capo, la trasmissione del giovedì condotta da Daniela Vergara e Giovanni Masotti.

Una dura replica alla censura postuma del programma di Milena Gabianelli giunge dalla Federazione della Stampa:«Mi indigna l’indignazione di esponenti politici siciliani e nazionali nei confronti della puntata di Report», afferma Paolo Serventi Longhi, osservando: «Si è trattato a mio avviso di un reportage giustamente e fortemente impegnato ad analizzare la recente evoluzione del fenomeno mafioso in Sicilia». Anche per il direttore di Raitre Paolo Ruffini, «Report ha acceso i riflettori su un problema reale. Se qualcuno crede che basti non parlare di mafia per sconfiggerla, si sbaglia».

Molte le voci del centrosinistra in difesa della trasmissione. Duro il DS Lumia, membro della commissione antimafia: «In queste ore si sta scatenando una vera e propria aggressione all’informazione libera e critica. Magari ci fosse la stessa veemenza linguistica ed operativa contro Cosa Nostra ed il suo sistema di collusione con la politica e l’economia. Parliamoci chiaro, con questo attacco emerge il volto di una politica che non condividiamo per niente». E Rosario Crocetta, sindaco diessino di Gela, afferma: «La Sicilia non viene offesa dalle denunce del fenomeno mafioso, ma viene calpestata da una criminalit� organizzata che impedisce alle imprese pulite di operare liberamente». (da l’Unità online)

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5 Commenti finora
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A PROPOSITO DI “REPORT” RAI TRE, voglio dire che la Sicilia NON e’ solo mafia . Le persone oneste sono molte di piu’ di quanto non credano quei giornalisti autori del servizio che cosi’ dimostrano di essere sempre piu’ asserviti politicamente e piu’ o meno palesemente a quei partiti che non vogliono bene alla Sicilia e quindi agli Italiani. Invito gli autori del servizio a farsi un bell’ esame di coscienza,e soprattutto ad essere professionali,obiettivi e intelletualmente “ONESTI”e si rendano conto che alla lunga non saranno piu’ creduti da nessuno , nemmeno dai loro stessi compagni, come gia’ succede ! Se potessi offrirei loro un soggiorno gratuito in Sicilia in modo da darsi una “rinfrescata” su quanta cultura , turismo, bellezza,accoglienza, calore umano,arte, teatro, e altro, c’e’ ancora in questa meravigliosa terra, oltre alla mafia che nessuno vuole qui negare possa avere ancora dei “colpi di coda”, ma non dimenticate MAI che molti Siciliani onesti, e siamo la quasi totalita’, ha combattuto e combatte proprio questa orrenda piaga e con il servizio di “report” su RAI tre, pagato anche con i nostri soldi, non mi pare si sia data una corretta lettura di quello che e’ la Sicilia oggi .Siamo in molti e non solo di centro destra come si vuole far credere, a ritenere che su ” report ” si sia politicamente e smaccatamente forzata la mano. Spero che questo mio spontaneo breve sfogo da Siciliano onesto sia da Voi integralmente riportato qualora lo riterrete degno della Vostra considerazione, augurandomi di non vederlo in nessuna parte “manipolato”. Vi ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

Come puoi vedere, emilio, il tuo commento è stato riportato fedelmente e non “manipolato” . Permettici di fare qualche considazione. Dal tuo commento citiamo “Se potessi offrirei loro un soggiorno gratuito in Sicilia in modo da darsi una “rinfrescata” su quanta cultura , turismo, bellezza,accoglienza, calore umano,arte, teatro… ” Nessun dubbio. Ma chi in Sicilia deve viverci e non fare solo il turista trova ancora molto presente la mafia. Dici anche “oltre alla mafia che nessuno vuole qui negare”. Tu effettivamente non la neghi, ma cosa pensi che si voglia fare se dal parlamento si levano voci di contestazioni ad un programma di informazione? Come diceva Borsellino: “Parlate della mafia, parlatene a scuola, nei luoghi di lavoro, in strada, ovunque.” Tacere fa solo bene alla mafia stessa. Se poi si vuole evitare di parlarne troppo, perché questo danneggia l’immagine (e quindi il turismo) siciliano… beh è un’altra scala di valori. In ogni caso comprendiamo il tuo sentimento da cittadino siciliano onesto che non vuole essere accumunato ai malavitosi.

GRAZIE PER L’ATTENZIONE, MA BREVEMENTE VOGLIO AGGIUNGERE:” MA CHI L’HA DETTO CHE DI MAFIA NON SE NE DEVE PARLARE ? DICO SOLO CHE DAL SERVIZIO DI REPORTER SU RAI TRE SEMBRAVA QUASI CHE IN SICILIA ESISTA SOLO E SEMPRE E DAPPERTUTTO MAFIA … E NON E’ COSI’ CREDETEMI . VI AUGURO TUTTO IL BENE DEL MONDO E BUON LAVORO. EMILIO DA PALERMO

Di mafia si deve parlare, sempre e in ogni momento, non ho visto report per cui non posso entrare nel merito della trasmissione.

Ogni siciliano onesto deve sperare che l’attenzione dei media verso il “cancro” della mafia sia sempre vigile e costante mai abbassare la guardia!

Certo a volte si fa presto creare eroi da un lato e mafiosi dall’altro, una persona intelligente sa bene che non è così, i mafiosi, in sicilia, fanno accordi con il potere e lì non governa solo il centro-destra.

Grande merito va a Crocetta per il lavoro che sta facendo a Gela, a Lumia per l’impegno della commissione anti mafia, ma per onor di cronaca ci sono tanti altri esponenti che non gravitano a sinistra e che sicuramente all’Unità non interessano, che da anni sono sottoscorta, uno su tutti: Nello Musumeci.

Se l’informazione non fosse schierata sarebbe bello leggere le notizie. Forse sei affezionato al modello Unità al punto da volerlo esportare in RAI?

Io, invece, sono per le notizie vere quelle che non hanno colore politico.

Come avrai potuto notare, questo è un’articolo dell’Unità on line che ho riportato senza modifiche nè commenti (tranne una parentesi quadra con la precisazione del ministero di appartenenza di Enrico la Loggia). Ho ritenuto importante sottolineare l’argomento, mentre se avessi voluto esprimere una opinione personale su chi lavora contro la mafia, l’avrei fatto di mio pugno, senza di certo delegarlo alla redazione dell’Unità.



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