Berlusconi: la sinistra sceglie il male

Articolo letto 1939 volte

the real power behind communism“Romano Prodi? Ambiguo e ondivago [mutevole, incerto] . Antonio Di Pietro? Un Giacobino [inteso come chi sostiene idee radicali ed estremiste]. Fassino? Non è Stalin, è magro e non ha i baffi. Non sono cieco [ironia dopo averlo paragonato a Stalin due giorni fa]“. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi continua imperterrito la sua campagna di aggressione contro il centrosinistra. Sono infatti ormai alcune settimane che il Cavaliere, quasi quotidianamente, si scaglia con una inaudita violenza verbale contro i suoi avversari politici.
“Noi siamo la novità del Paese e abbiamo dimostrato di essere una forza tranquilla. Preferiamo chi sa volere il bene a chi vuole male - ha spiegato parlando durante il consiglio nazionale di Forza Italia - sono i protagonisti della sinistra, quella post comunista, quella socialista massimalista e quella catto-comunista, a scegliere il male” [ma non era lui stesso che accusava il centro-sinistra di demonizzare gli avversari?!].

Il premier assicura che “chi crede nella verità e nella libertà non può non distinguere tra il bene e il male”.
“Noi [=io] abbiamo deciso di restare nella vita politica per affermare il bene perché quando il male prende il sopravvento non si sa dove si possa arrivare [fammi indovinare… miseria, terrore e morte?]- ha aggiunto - non ci si confronta tra due coalizioni liberaldemocratiche, ma con una coalizione dominata da Cossutta, Diliberto, Rizzo e Bertinotti. Una coalizione dove ci sono i postcomunisti come D’Alema, i verdi [uhm… è un’offesa?] come Pecoraro Scanio, i giacobini come Di Pietro e dove i moderati, l’ala centrista, è rappresentata dalla Bindi”.
Per Berlusconi il centrosinistra è anche “il partito delle tasse, che ha aumentato la povertà del Paese [invece adesso dopo 4 anni…?]“.
“I conti pubblici sono in ordine - ha poi garantito - noi rappresentiamo un modello e non accettiamo attacchi da chi le tasse invece le vuole aumentare [veramente l’idea era di ridurle ma con più giudizio, non solo per fare demagogia]“.

Attacco duro alle opposizioni anche per quel che concerne il recente voto svoltosi in Iraq. Per il numero uno dell’Esecutivo il “risultato elettorale dimostra che abbiamo sempre avuto ragione e loro sempre avuto torto [ah… ma su che? Sugli exit poll che davano in vantaggio Iyad Allawi?]”.
“L’immagine politica dell’Italia nel mondo è troppo seria, troppo delicata per poterla affidare ad una coalizione che per metà è contro la più grande potenza del mondo [invece Forza Italia è sul carro dei vincitori! E’ questo l’importante… o no?] - ha concluso - in politica estera oggi si verrebbe a formare, se loro dovessero vincere le elezioni, una maggioranza estremista tale da mettere in discussione le nostre alleanze. Romano Prodi è ambiguo e ondivago: nel centrosinistra il nuovo sarebbe un personaggio che nei confronti degli Stati Uniti e in politica estera più in generale è ambiguo e reticente”. (da Centomovimenti)

Infine citiamo la risposta di D’Alema: ”Ieri il Grande Comunicatore ha sbagliato, dimostrazione che egli non e’ infallibile”. Massimo D’Alema bacchetta il presidente del Consiglio, il suo discorso e gli argomenti utilizzati al cn di Forza Italia in corso al Palazzo dei Congressi dell’Eur. ”In un grande paese -ha affermato il presidente dei Ds nel suo intervento al congresso- quando parla il maggiore partito di opposizione, il capo del governo ascolta. Poi, il giorno dopo, risponde”. (da adnkronos)

Articoli Correlati

  1. Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde
  2. Berlusconi: Io buono e bravo la sinistra cattiva e incapace
  3. Berlusconi: Della Valle ha scheletri nell’armadio
  4. Berlusconi: “Su me e Letta solo sciocchezze”, guarda caso
  5. Lunedì il quotidiano Libero è uscito in due edizioni, perché?

Nessun Commento finora
Lascia un Commento



Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

(obbligatorio)

(obbligatorio)