Mandato d’arresto UE, l’Ok della Camera
Articolo letto 1451 volte
Dopo un lungo travaglio anche l’Italia recepisce il mandato d’arresto europeo. La battaglia promessa dall’opposizione non è infatti avvenuta e la Camera ha potuto inviare la legge al Senato. Hanno votato a favore 211 deputati, 175 gli astenuti e solo 23 i no.
Tutta l’opposizione ha scelto quindi di astenersi dalla votazione, “evitando così all’Italia - spiega Anna Finocchiaro dei Ds - l’ignomia di non riuscire a mantenere gli impegni presi”. Per i Ds questa legge rappresenta comunque un arretramento in materia di cooperazione giudiziaria.
In realtà il motivo che ha convinto l’opposizione ad astenersi va rintracciato nell’approvazione dell’emendamento che modifica il testo della legge così come proposto dalla maggioranza. Non basteranno più “indizi sufficienti” per consegnare un cittadino ricercato al paese che ne chiedesse l’arresto, ma dovranno bensì intercorrere dei “gravi indizi“. Questa la modifica decisiva dell’articolo 17 della legge che, secondo quanto sostiene il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera Giuliano Pisapia, ha convinto il partito di Bertinotti ad astenersi. Stesse motivazioni hanno portato anche i Verdi, per i quali il lavoro parlamentare sul testo licenziato è stato “gradito al sole che ride”.
Gli unici a votare contro sono stati i parlamentari della Lega e Filippo Mancuso, iscritto al gruppo misto.
Soddisfatto il deputato forzista Carlo Taormina: “Credo che abbiamo fatto il meglio possibile. Io ho sempre manifestato poco entusiasmo su questo provvedimento ma, ricondotto negli ambiti di legalità costituzionale grazie all’emendamento che abbiamo approvato in aula, ritengo sia stata una giusta opera di manifestazione del nostro europeismo e della nostra volontà di combattere la
criminalità”. Taormina non perde l’occasione di polemizzare con l’opposizione anche dopo l’astensione che ha permesso alla legge di passare al Senato. Secondo l’avvocato questa astensione altro non è che l’ennesima dimostrazione della “strumentalità di certe loro posizioni”. Taormina non ha poi ben spiegato a cosa si riferisse. (da RomaOne)

Nessun Commento finora
Lascia un Commento
Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, HTML permesso:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>