Burlusconi sorprende Ciampi

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Il Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Campi
Dopo le dichiarazioni del premier, secondo cui l’iter di un disegno di legge deve passare dal Capo dello Stato che ne apporrà la firma solo quando non darà ascolto alle “sirene della sinistra”, con riferimento ad esempio al rinvio alle camere della riforma della giustizia, ecco la risposta sorpresa e indignata del Presidente della Repubblica. Sottolineiamo solo che quando è la sinistra che risponde con Piero Fassino dichiarando che “il premier ha uno scarso senso delle istituzioni” allora risponde prontamente Roberto Calderoli dicendo che le dichiarazioni del premer sono solo “un legittimo contrappeso alle improvvide e illegittime ingerenze che la sinistra tenta di esercitare nei confronti del Presidente della Repubblica” . Ma che Ciampi sia sorpreso e indignato non suscita interesse nel governo.

Ma vediamo in dettaglio il comunicato di Campi.

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha voluto precisare di essere pienamente autonomo e consapevole, nei suoi giudizi sulle leggi e sulle altre questioni riguardanti il Paese, e cio’ in risposta alle affermazioni di ieri del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che invitavano il Capo dello Stato a non farsi condizionare dalla sinistra.

Hanno destato sorpresa le parole attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevole Silvio Berlusconi in materia di promulgazione delle leggi” afferma una nota del Quirinale “E’ a tutti ben noto che, in questa come in altre materie, non è costume del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, dare ascolto a suggestioni, suggerimenti o critiche gratuite da qualsiasi fonte provengano”.

Poiché Berlusconi faceva specifico riferimento ai ritardi nell’iter delle leggi dovute a presunte sirene dell’opposizione cui Ciampi darebbe ascolto, la nota aggiunge che “Tutti i provvedimenti legislativi rinviati dal Capo dello Stato al Parlamento sono stati sempre accompagnati da messaggi debitamente, convintamente, dettagliatamente motivati“.

Ieri il presidente del Consiglio Berlusconi, parlando alla conferenza nazionale del commercio estero aveva invitato commentato che “per entrare in vigore è necessario che le leggi siano firmate dal Capo dello Stato e che le sirene della sinistra non siano ascoltate dal Presidente della Repubblica”.

Il Capo dello Stato ha recentemente espresso due rilievi, uno indirizzato alle Camere riguardo al ddl di riforma dell’ordinamento giudiziario ritenuto incostituzionale in più punti e perciò rinviato a nuovo esame, e l’altro al CSM - nella persona del vicepresidente Virginio Rognoni - per i ritardi nelle nomine dei ruoli direttivi e semidirettivi.

E’ compito del Capo dello Stato - in quanto “custode della Costituzione” - non firmare le leggi approvate dal parlamento nelle quali ravvisi profili di incostituzionalità e rinviarle, con parere motivato, alle Camere perché siano ridiscusse. (da osservatorio sulla legalità )

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