Mussolini, 871 firme false
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Sono 871 le firme false raccolte dal partito di Alessandra Mussolini, Alternativa Sociale, per raggiungere il numero minimo per essere iscritti alle liste per l’elezione del presidente della Regione Lazio. Un partito di destra che sfidava Francesco Storace di Alleanza Nazionale, una denuncia fatta proprio da AN, un elettorato che prima toglieva voti a Storace ed ora, con l’escusione, forse li farà guadagnare.
Chi ha voluto che la Mussolini si candidasse a tutti i costi? Chi trarrebbe vantaggio dall’esclusione dalla corsa elettorale nel Lazio? Ecco tutte le notizie e i vaneggiamenti, fra allenze fascio-comuniste, ipotizzate da Storace, e ricorsi al Tar del Lazio, minacciati dalla Mussolini.
Alternativa Sociale, la lista guidata da Alessandra Mussolini è stata esclusa dalla competizione elettorale del 3-4 aprile in seguito ad un provvedimento amministrativo che ha accertato la presenza di 871 firme false raccolte per presentare la lista di As alle elezioni regionali del Lazio. Il provvedimento amministrativo è stato adottato a prescindere dall’inchiesta aperta dalla procura di Roma in seguito ad un esposto presentato dal candidato della lista Storace Marco De Vincentis che ipotizzava la presenza di firme false. L’indagine è stata avviata due giorni fa, così come è stata aperta una indagine anche dalla procura di Latina.
Le avvisaglie di una possibile esclusione della lista Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini dalla competizione elettorale regionale c’erano già da qualche giorno, ma solo giovedì dalla polemica politica si è passati ai fatti. Nello stesso giorno, il 10 marzo, le richieste di verificare irregolarità nella presentazione delle firme a sostegno della lista della Mussolini sono partite da Latina e da Roma. A Latina a chiedere di fare chiarezza è stato un dossier raccolto dai responsabili dell’ufficio elettorale di Latina presentato ai magistrati della Procura. A Roma è stato il candidato della Lista Storace Marco De Vincentis a presentare un esposto alla Procura e alla Corte d’Appello con la richiesta di verificare la veridicità dell’identità delle 2000 persone indicate, a sostegno di Alternativa Sociale. Dopo l’esclusione della lista Alternativa Sociale, decisa ieri dall’Ufficio elettorale presso la Corte d’Appello di Roma, tocca ora alle procure di Roma e Latina proseguire le indagini da un punto di vista penale, per l’accertamento dei reati ipotizzati: falso e violazione della legge elettorale.
Immediati i commenti da tutte le forze politiche. «La decisione fa definitivamente chiarezza su una vicenda vergognosa». E’ quanto dichiara il vicepresidente della [Giunta della] Regione Lazio Giorgio Simeoni. «Ora - aggiunge - la competizione elettorale si può giocare finalmente ad armi pari, come è giusto che sia, nel rispetto dei cittadini. I cittadini hanno compreso bene chi è che voleva barare e il 3 e 4 aprile lo dimostreranno confermando Francesco Storace alla guida della regione».
Da parte sua, Alessandra Mussolini ha parlato di «regime», preannunciando di voler ricorrere al tar, mentre Pietro Marrazzo si è limitato a commentare: «liti interne alla destra».
«Siamo di fronte ad una sinistra spregiudicata e maldestra, capace di ordire a livello nazionale una massiccia operazione volta a costruire a tavolino un partito di estrema destra e al contempo talmente pasticciona da affogare nella vergogna e nel ridicolo nella fase di attuazione». Lo ha detto l’assessore regionale al Bilancio, Andrea Augello, secondo cui «questo è l’aspetto più paradossale della vicenda». (da Civonline.it)
La notizia rischia di stravolgere l’esito delle prossime elezioni: Alternativa sociale, il partito di Alessandra Mussolini che raccoglie l’estrema destra ex rautiana di Luca Romagnoli, il Fronte Nazionale e Forza Nuova, è stata esclusa dalle elezioni regionali del Lazio.
Nei giorni scorsi la polemica su presunte irregolarità nella presentazione delle liste. Un provvedimento amministrativo ha ora accertato la presenza di 871 firme false raccolte per presentare la lista di As alle elezioni regionali del Lazio. La Mussolini ora annuncia un ricorso al Tar: «Se Storace vuole fare una competizione da solo, anche senza Marrazzo, lo dica
subito - afferma l’ex deputata di An - Noi presenteremo ricorso non solo al Tar ma in tutte le sedi del caso».
E dopo la difesa, l’attacco: «Ho qui davanti a me fogli in bianco che sono stati autenticati da esponenti di An: che i giudici annullino anche quelle liste», annuncia la Mussolini che ha già presentato una denuncia in procura nella quale rileva irregolarità anche in alcune liste che appoggiano Francesco Storace: «Ho in mano una serie di fogli relativi alle candidature della lista di Pino Rauti - spiega - che dimostrano come un esponente di An abbia autenticato, per le prossime regionali, oltre 2500 firme. Non solo. Questa prassi è stata adottata anche per la Lista Trifoglio. Ma ho anche prova di fogli interi che sono stati autenticati, pur non presentando firme».
Il presidente della Regione, intanto, esulta: «L’Armata rossa ha perso un pezzo. Si chiude così una pagina spiacevole. D’altronde dall’alleanza tra la Mussolini e Bertinotti non ci si poteva aspettare che una cosa bizzarra[qualcuno ce la spiega?]».
Replica il candidato del centrosinistra Piero Marrazzo: «Lo abbiamo sempre detto, si tratta di liti interne alla destra. Ora Storace la smetta di alzare polveroni su tutto e cominci finalmente a confrontarsi e a parlare dei tanti problemi che i 5 anni del suo Governo hanno creato a questa comunità. La campagna elettorale continua e il centrosinistra vincerà anche nel Lazio».
Michele Meta e Massimo Pompili, segretario regionale e cittadino dei Ds, osservano: «L’euforia di Storace per l’esclusione della Lista Mussolini nel Lazio la dice lunga sulla sicumera fin qui sbandierata sulla scontatezza della sua vittoria. È davvero singolare che in una competizione elettorale democratica si gioisca dell esclusione di qualsiasi lista». (da l’Unità online)

1 Commento finora
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OK. Come è andata a finire? Qualcuno ha pagato?
Di Dario de Judicibus il 4 Giugno 2005 alle 23:15
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