Finalmente la tv non conta più

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Beppe GrilloIl tirannicidio è stato finalmente compiuto. La televisione è morta e ad ucciderla è stata la rete usando l’arma dei blog e dell’informazione dal basso. Per questo i governi devono affrettarsi a riconoscere quanto prima a tutti “il diritto alla conoscenza”, che altro non è se non il diritto di accesso al web. Parola di Beppe Grillo, che ha approfittato oggi della sua presenza alla conferenza stampa di Greenpeace sui veleni chimici nei prodotti per i bambini per promuovere internet, il suo ultimo amore.

“Da circa due mesi - ha raccontato il comico genovese - ho aperto un mio blog: ogni giorno inserisco una notizia e lascio che tutti la possano commentare. Ora i contatti giornalieri sono arrivati a 50 mila, come un giornale medio. Inoltre in alcuni bar mi è capitato di vedere sui tavolini delle stampate con le mie ultime notizie al posto del solito quotidiano”.

“I nostri politici - ha insistito - continuano invece a credere che sia importante andare da Vespa o a Ballarò, non hanno capito che non conta nulla. Prodi aveva aperto un blog e poi lo ha chiuso spiegando di non avere tempo per leggere tutti i messaggi: ma vi rendete conto!”.

Il ragionamento di Grillo ha preso quindi la piega a lui più congeniale di una requisitoria satirica. Nel mirino soprattutto i grandi manager come l’amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, che parla senza pudore di “carbone pulito”, e il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, “l’ostacolo che si frappone tra me e la conoscenza”, pretendendo tariffe esose per l’adsl Continua a leggere ‘Finalmente la tv non conta più’

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In che mani è caduto lo Stato

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Silvio BerlusconiEugenio Scalfari scrive su la Repubblica.

All’inizio sembrava un rebus. Non si capiva perché Follini volesse ritirarsi dal governo insieme a tutti i suoi ministri e sottosegretari. Non si capiva, al di là delle oscure motivazioni ufficiali, quale fosse il vero obiettivo di questa manovra da Prima Repubblica: un nuovo programma? Un nuovo governo dove la Lega contasse di meno e i centristi di più? Il logoramento a fuoco lento di Berlusconi? Le elezioni politiche immediate? E non si capiva perché mai Fini, che per primo aveva preso iniziative “revisionistiche” dopo la batosta elettorale delle regionali, da un certo momento in poi avesse lasciato Follini in mezzo al guado restando indifferente alle peripezie del suo alleato.

Poi il rebus assunse l’aspetto di un’operetta. Trascinato dall’empito vendicatorio di Storace e dal desiderio antico del camerata Alemanno di soppiantarlo nella guida del partito, Fini preannunciò anche lui il ritiro di se stesso e dei ministri dal governo se….

Quel “se” conteneva le stesse ingiunzioni elencate da Follini: nuovo governo, nuovo programma, sospensione della “devolution”, estromissione di Calderoli da ministro delle Riforme, nuova politica economica concentrata su imprese, famiglie e Mezzogiorno, fine della catastrofica strategia di riduzione dell’Irpef.

Nella tenaglia Fini-Follini Berlusconi tentò di giocare d’anticipo: si presentò da Ciampi per dimettersi ma strada facendo cambiò idea: non si dimise affatto, uscì da quell’incontro facendo marameo ai suoi (ex) alleati sfidandoli a negargli la fiducia, forte del conforto di Bossi. Ma poi, dopo averci dormito sopra e temendo il peggio, si pentì del voltafaccia della mattina e ritornò all’idea di accettare la crisi formale. La grandissima e inutile buffonata della crisi formale, come disse in Senato preannunciando le dimissioni che infatti dette mezz’ora dopo.

Un’operetta - dicevo - di cattiva musica suonata e cantata da attori scadenti. Passarono altre ventiquattr’ore e arrivò il giovedì.

La mattina di quel giorno il “premier” dimissionario ottenne da Ciampi il reincarico per formare il nuovo governo. Studia il programma secondo le linee richieste dagli (ex) alleati. Studia la struttura del nuovo ministero. Si mormora di novità importanti, di new entry clamorose. Venerdì sera finalmente il presidente del Consiglio è pronto per l’incontro con il capo dello Stato nella Sala della vetrata. Con in tasca la lista del suo terzo ministero.

A questo punto l’operetta diventa una comica. Ciampi lo accoglie con un impercettibile sorriso (o almeno così racconterà poi il Berlusconi furioso) e Continua a leggere ‘In che mani è caduto lo Stato’

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Pisanu: la crisi potrebbe complicarsi

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Giuseppe Pisanu«E’ una crisi un pò strana, in parte già disinnescata sul nascere e tuttavia rischia di complicarsi se non prevarranno rapidamente il buon senso, la buona fede e la buona volontà ». A parlare è il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che insieme a Gianni Letta sta cercando in queste ore una possibile mediazione tra posizioni nettamente distanti: quella del Premier Berlusconi e quella del segretario Udc Marco Follini. Quest’ultimo infatti non intende cedere, e continua a chiedere un Berlusconi bis che segni un’evidente rottura con il precedente Esecutivo.

Così, da Sassari, Pisanu prova a lanciare segnali distensivi, invitando le due parti a mettere in campo «buon senso e buona volontà ».

Sulla crisi interviene anche il ministro dimissionario Carlo Giovanardi, l’unico esponente Udc a bocciare il documento di Follini Continua a leggere ‘Pisanu: la crisi potrebbe complicarsi’

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Berlusconi, dibattito dopo 9 anni

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Silvio BerlusconiMartedì sera a Ballarò, trasmissione di Raitre, dopo 9 anni, Berlusconi si ricorda cos’è la correttezza politica e, tornando in tv, accetta un dibattito con l’opposizione. L’intera puntata è disponibile sul sito di Rai Click. Qui seguito l’articolo di Repubblica che racconta e commenta la puntata e suggerisco, per confronto, di leggere anche l’articolo di Panorama, a mio giudizio per farsi qualche risata sull’incensamento fatto al Cavaliere, poi vedete voi.

Ospite fra gli ospiti e in confronto diretto con gli avversari. Attaccato e anche gentilmente preso in giro dal conduttore. Il nuovo Silvio Berlusconi, quello del post “sventola” come la chiama Francesco Rutelli riferendosi alle elezioni, si presenta a Ballarò, trasmissione non troppo amata dalla destra, al posto di Enrico La Loggia scalzato all’ultimo momento, dove trova Francesco Rutelli e Massimo D’Alema, al suo fianco uno spento Gianni Alemanno in una posizione politicamente scomoda. Prova a riprendere in mano una situazione difficile, Berlusconi, e ci prova a modo suo.

Floris gongola, ovviamente. Il primo faccia a faccia cui Berlusconi partecipa dopo quello con Prodi nel 1996 Continua a leggere ‘Berlusconi, dibattito dopo 9 anni’

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Regionali: centrosinistra e Udc infuriati con Rai e Mediaset

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Caricatura di Marco FolliniLa Casa delle Libertà collassa per colpa di Forza Italia. Gli altri partiti del centrodestra tengono, qualcuno guadagna pure qualcosa, ma il movimento del premier trascina a fondo l’intera coalizione.
Cose che, ovviamente, nell’Italia del Cavaliere non si possono far sapere. Mentre il Tg4 di Emilio Fede rende noti i risultati di Lombardia e Veneto, dimenticandosi di fare informazione sulle restanti undici Regioni [ci si sorprende forse?], le altre reti Mediaset e la Rai si preoccupano di mascherare la personale disfatta del primo ministro. E’ così vengono forniti solo i risultati delle coalizioni, senza fare riferimento ai voti incassati dai singoli partiti.
Una situazione scomoda per chi, come l’Udc, da questa tornata è uscito rafforzato. E così i centristi scoprono di colpo che la Rai è capace di censurare, proprio come vanno dicendo da anni le opposizioni.
“La segreteria dell’Udc ringrazia sentitamente Rai e Mediaset - si legge in una nota degli ex democristiani - per l’oscuramento dei dati elettorali relativi ai singoli partiti registrato nel corso delle numerose trasmissioni di ieri”.
Per i cattolici di maggioranza ci troviamo di fronte ad “un vero scandalo” Continua a leggere ‘Regionali: centrosinistra e Udc infuriati con Rai e Mediaset’

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Violate le norme sulla propaganda elettorale

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Vota Antonio la TrippaLe amministrazioni comunali dove sono comparsi manifesti politici con immagini e espressioni del Papa devono rimuoverli. Lo ha stabilito il Viminale. «In ordine ai manifesti politici recanti immagini od espressioni del Santo padre, affissi abusivamente durante la notte di ieri [nella notte tra Sabato e Domenica] nei comuni di Roma, Napoli e Catanzaro - precisa il ministero dell’Interno - le stesse amministrazioni comunali hanno il dovere di annullarli, o rimuovendoli integralmente o ricoprendo i simboli dei partiti».
«Una speculazione, illegale e di pessimo gusto»: così il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, commenta l’affissione in città di manifesti con il simbolo di Alleanza Nazionale e la foto del Papa, a urne aperte per le regionali. «Sono state violate le norme sulla propaganda elettorale, per di più cercando di strumentalizzare un’immagine preziosa a tutto il mondo, come quella di Giovanni Paolo II», commenta il sindaco.
Anche il Comune di Roma Continua a leggere ‘Violate le norme sulla propaganda elettorale’

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Rai, polemiche per la mancata diretta

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Bruno Vespa
È polemica in Rai e negli ambienti politici per le decisioni assunte in tema di programmazione nella tarda serata di giovedì. Diverse proteste riguardano la decisione di proseguire con la messa in onda del programma di Bruno Vespa, ‘Porta a porta’, registrato nel pomeriggio, piuttosto che passare a uno speciale in diretta sull’aggravarsi delle condizioni del Papa. Le polemiche riguardano anche la decisione di chiudere l’estemporanea diretta creatasi sulla rete Tre, all’interno della trasmissione ‘Primo piano’, per tornare alla normale programmazione.
Molto dura, al riguardo, la presa di posizione del segretario dell’Usigrai, Roberto Natale: «Neanche il dramma che si sta consumando in Vaticano induce questa Rai a svincolarsi, almeno per una volta, dal suo asservimento politico. La decisione di mandare in onda egualmente il “Porta a porta” registrato con il presidente del consiglio ha impedito al Tg1 di fare quello che tutti i tg del mondo stavano facendo ed ha attirato sulla Rai pesanti e giustificate critiche. Al tempo stesso - come ha denunciato il comitato di redazione del Tg3 - si è di fatto impedito a ‘Primo piano’ di continuare la diretta per evitare che gli spettatori del premier potessero distrarsi. Persino di fronte ad un evento epocale come la fine di Giovanni Paolo II prevalgono al vertice della Rai grette speculazioni politiche. C’è da vergognarsi Continua a leggere ‘Rai, polemiche per la mancata diretta’

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Berlusconi: Io buono e bravo la sinistra cattiva e incapace

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Silvio Berlusconi“Io sono buono e mantengo le promesse, gli altri cattivi e incapaci”. E poi: Craxi morto per la libertà , il progetto di raccogliere in un libro “tutti gli insulti rivolti contro di me”, la preoccupazione di passare alla storia con un’immagine distorta, il vanto di “avere impedito alla sinistra di mettere le mani sull’Italia”. E’ un Silvio Berlusconi a tutto campo e che non rinuncia a nessuno strumento mediatico in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Il presidente del Consiglio concede infatti un’intervista al periodico patinato “Parioli Pocket”, giornale di quartiere che esce nella capitale e spiega perché decise di entrare in politica nel ‘94.

“Fare il presidente del Consiglio non era assolutamente tra i miei sogni Continua a leggere ‘Berlusconi: Io buono e bravo la sinistra cattiva e incapace’

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