Finalmente la tv non conta più
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Il tirannicidio è stato finalmente compiuto. La televisione è morta e ad ucciderla è stata la rete usando l’arma dei blog e dell’informazione dal basso. Per questo i governi devono affrettarsi a riconoscere quanto prima a tutti “il diritto alla conoscenza”, che altro non è se non il diritto di accesso al web. Parola di Beppe Grillo, che ha approfittato oggi della sua presenza alla conferenza stampa di Greenpeace sui veleni chimici nei prodotti per i bambini per promuovere internet, il suo ultimo amore.
“Da circa due mesi - ha raccontato il comico genovese - ho aperto un mio blog: ogni giorno inserisco una notizia e lascio che tutti la possano commentare. Ora i contatti giornalieri sono arrivati a 50 mila, come un giornale medio. Inoltre in alcuni bar mi è capitato di vedere sui tavolini delle stampate con le mie ultime notizie al posto del solito quotidiano”.
“I nostri politici - ha insistito - continuano invece a credere che sia importante andare da Vespa o a Ballarò, non hanno capito che non conta nulla. Prodi aveva aperto un blog e poi lo ha chiuso spiegando di non avere tempo per leggere tutti i messaggi: ma vi rendete conto!”.
Il ragionamento di Grillo ha preso quindi la piega a lui più congeniale di una requisitoria satirica. Nel mirino soprattutto i grandi manager come l’amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, che parla senza pudore di “carbone pulito”, e il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, “l’ostacolo che si frappone tra me e la conoscenza”, pretendendo tariffe esose per l’adsl Continua a leggere ‘Finalmente la tv non conta più’

«E’ una crisi un pò strana, in parte già disinnescata sul nascere e tuttavia rischia di complicarsi se non prevarranno rapidamente il buon senso, la buona fede e la buona volontà ». A parlare è il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che insieme a Gianni Letta sta cercando in queste ore una possibile mediazione tra posizioni nettamente distanti: quella del Premier Berlusconi e quella del segretario Udc Marco Follini. Quest’ultimo infatti non intende cedere, e continua a chiedere un Berlusconi bis che segni un’evidente rottura con il precedente Esecutivo. 

Le amministrazioni comunali dove sono comparsi manifesti politici con immagini e espressioni del Papa devono rimuoverli. Lo ha stabilito il Viminale. «In ordine ai manifesti politici recanti immagini od espressioni del Santo padre, affissi abusivamente durante la notte di ieri 
“Io sono buono e mantengo le promesse, gli altri cattivi e incapaci”. E poi: Craxi morto per la libertà , il progetto di raccogliere in un libro “tutti gli insulti rivolti contro di me”, la preoccupazione di passare alla storia con un’immagine distorta, il vanto di “avere impedito alla sinistra di mettere le mani sull’Italia”. E’ un Silvio Berlusconi a tutto campo e che non rinuncia a nessuno strumento mediatico in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Il presidente del Consiglio concede infatti un’intervista al periodico patinato “Parioli Pocket”, giornale di quartiere che esce nella capitale e spiega perché decise di entrare in politica nel ‘94. 