Berlusconi, dibattito dopo 9 anni
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Martedì sera a Ballarò, trasmissione di Raitre, dopo 9 anni, Berlusconi si ricorda cos’è la correttezza politica e, tornando in tv, accetta un dibattito con l’opposizione. L’intera puntata è disponibile sul sito di Rai Click. Qui seguito l’articolo di Repubblica che racconta e commenta la puntata e suggerisco, per confronto, di leggere anche l’articolo di Panorama, a mio giudizio per farsi qualche risata sull’incensamento fatto al Cavaliere, poi vedete voi.
Ospite fra gli ospiti e in confronto diretto con gli avversari. Attaccato e anche gentilmente preso in giro dal conduttore. Il nuovo Silvio Berlusconi, quello del post “sventola” come la chiama Francesco Rutelli riferendosi alle elezioni, si presenta a Ballarò, trasmissione non troppo amata dalla destra, al posto di Enrico La Loggia scalzato all’ultimo momento, dove trova Francesco Rutelli e Massimo D’Alema, al suo fianco uno spento Gianni Alemanno in una posizione politicamente scomoda. Prova a riprendere in mano una situazione difficile, Berlusconi, e ci prova a modo suo.
Floris gongola, ovviamente. Il primo faccia a faccia cui Berlusconi partecipa dopo quello con Prodi nel 1996 (prima ce n’era stato solo un altro, con Occhetto al momento della discesa in campo e poi non ce n’è stato più nessuno) è roba da far salire l’audience. E il duello mantiene le promesse. Il Cavaliere non impone i suoi temi, si confronta o meglio è costretto a confrontarsi. Ed il confronto è serrato. Lui tiene la sua linea. Riconosce la “sconfitta pesante di Forza Italia”, riconosce la vittoria dell’Unione anche se, dir� nel corso della trasmissione, “con reti clientelari”, ed annuncia “non mi dimetto”. E D’Alema: “Lei governa legittimamente ma se resta con una maggioranza in tensione fa male al Paese. Io me ne andai perché capii di non avere più la leadership del centrosinistra. Ci pensi”.
Ma Berlusconi prova l’attacco. “Abbiamo ridotto le tasse, abbiamo abbassato il debito”. E D’Alema secco: “Con Visco ministro la pressione fiscale era al 42% oggi, dopo 4 anni di vostro governo è al 41,8%. E dunque…”.
Quando gli viene contestato quanto detto a Panorama il premier spiega: “Non ho mai detto che con un governo della sinistra ci sia il rischio di un periodo di terrore, miseria e morte…”. “Ho detto - spiega - che ora in Italia esistono uno Stato palese rappresentato dal governo e altri poteri paralleli controllati dalla sinistra, come la magistratura, il Consiglio di Stato, le universit� e le scuole superiori, le televisioni”. A questo punto D’Alema mostra una faccia allibita e sibila “Allora…” mentre Rutelli prende la palla al balzo e spara: “E’ per questo che volete chiudere la scuola pubblica”.
Ma il premier appare dimesso. Solo una volta prova a colpire alla vecchia maniera, quando dice a Rutelli: “L’unica volta in cui dici due verit� di fila è quando dici il tuo nome e cognome”.
Sul Meridione è D’Alema ad andare all’attacco: “Lei cita delle cifre vuote, per questo perde le elezioni…”. “Le offro - dice D’Alema - una chiave interpretativa per capire il voto del Sud. Il fatto che ci siano meno disoccupati iscritti nel collocamento del sud è spiegato dal triste riproporsi del fenomeno dell’immigrazione interna. Sono 120 mila i giovani che nell’ultimo anno sono andati a lavorare nel nord… Nel sud - conclude - si sono persi 72mila posti di lavoro. La verit� è che i giovani meridionali hanno perso la speranza di trovare un posto di lavoro…”. “Sul mezzogiorno - è la risposta del premier - più di quello che abbiamo fatto non si può fare, non si possono fare miracoli”.
Altro scontro sulle riforme istituzionali. “Si tratta di un percorso avviato e siccome penso che sia positivo ritengo che si debba concludere” dice Berlusconi rispondendo alla domanda di Massimo D’Alema se il governo intenda andare avanti sulla riforma costituzionale. “Ad ogni modo - aggiunge il premier - assicuro che ci potr� essere il referendum per confermare tale decisione”. “Assicurare? Siamo noi - commenta sorridendo D’Alema - che abbiamo assicurato che si tenga il referendum…”.
Altro duetto fra il presidente dei Ds e il premier. Berlusconi ragiona su “un’esplosione” dell’Unione quando dovr� governare. D’Alema prende la parola: “Cerchiamo di uscire dalle opposte propagande. Noi governiamo gran parte del paese, il 70 per cento dei Comuni, il 75 per cento delle Province, ora quasi tutte le Regioni. Non è esploso nulla”. Berlusconi non ci sta: “Lì non c’è la politica estera. Lì vi dovete distribuire posti di potere”. E D’Alema perfido: “Perché insulta i Comuni italiani? Fanno tante cose importanti…”.
Scontro con Rutelli sui conti pubblici. “Ridurremo il debito sotto il 100% del Pil entro la legislatura vendendo beni dello Stato”. Rutelli: “Si impegna a mettere in Finanziaria…”. “Non è un impegno”, si inalbera Berlusconi “mi interpreta dopo trenta secondi non oso pensare cosa dir� domani”. D’Alema: “Privatizzazioni per 5,6 punti di Pil, una panzana”. Berlusconi perde le staffe e se la prende con una spettatrice che batte le mani: “Mi spiega cosa ha capito di quello che ha detto D’Alema? Batte le mani su cose che non sa”.
Quindi il presidente del Consiglio ripete che è necessario cambiare la legge elettorale e abolire la par condicio, una norma “illiberale”. E conferma l’intenzione di andare avanti con la riforma della giustizia. Commenta D’Alema: “E’ chiaro che i problemi del paese dovranno attendere perché Berlusconi si vuole dedicare a cambiare le regole del gioco”. Controreplica del premier: “Sui problemi del paese non ho mai avuto il piacere di sentire quello che proponete voi”.
Malgrado tutto in chiusura il premier fa sfoggio di serenit� : “Sono assolutamente convinto che sia impossibile perdere”, dice rispondendo a una domanda sulle elezioni politiche del prossimo anno. (da Repubblica.it)

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